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Otto mesi meno cinque giorni [Di quando sono diventata mamma la prima volta]

domenica, gennaio 22, 2017

Gennaio è piena estate da queste parti. Gennaio è anche un mese di festa per la nostra famiglia, benché da quando abitiamo in Brasile - tra lavoro e vacanze di NE - sia diventato anche il periodo più impegnativo. Inizierebbe con la più grande festa dell'anno, quella che lo inaugura e che comincia alla mezzanotte di Capodanno. Ma chi mi conosce un po', sa che quella è per me una notte dolorosa e che - come una Cenerentola moderna - scappo dalla festa prima che la memoria mi riporti ad una realtà non fatta di stracci ma di dolore. Il giorno 8 abbiamo festeggiato i nostri otto anni di matrimonio, nonché i dodici di Amore. Ci siamo presi sul serio proprio in quella data nel lontano 2005 e ci siamo sposati a Las Vegas lo stesso medesimo giorno, quattro anni più tardi. Due giorni dopo, il 10, abbiamo festeggiato i trentotto anni di mio marito. Oggi 21 gennaio 2017 - una data che non significa nulla tra i ricordi - festeggiamo ancora e lo facciamo con una nuova ricorrenza, un po' bizzarra forse, certamente unica ed irripetibile. Un episodio simile a quelli che elencavo tempo fa nel post "Giorni speciali". Eventi che normalmente non esistono e che per la nostra famiglia hanno invece un grandissimo peso. Festeggiamo per modo di dire, perché si tratta di una cosa intima, qualcosa che non prevede regali, auguri cantati o bottiglie da stappare. Festeggiamo dentro al nostro cuore, con una consapevolezza che ce lo fa battere un po' più forte del consueto.


Otto mesi meno cinque giorni, l'età di oggi di mia figlia NF. La stessa identica età che aveva mio figlio NE il giorno che arrivò a casa, rendendoci una famiglia e rendendomi per la prima volta mamma. Era martedì 3 luglio 2012, uno dei giorni più emozionanti della mia vita. La chiamata era arrivata tre giorni prima, ma essendoci di mezzo il weekend e - tanto per aumentare l'attesa -  un lunedì festivo, riuscimmo a portare a casa nostro figlio solo quel martedì. In quei giorni di limbo, tra la consapevolezza di essere diventata finalmente mamma ma senza ancora poter stringere tra le braccia il mio bambino, abbiamo cominciato a comprare il necessario. Tre giorni, di cui due festivi, per fare quello che normalmente viene fatto in nove mesi. Alcune cose le avevamo già, la maggior parte no. Non si possono comprare cose quando non si ha idea di come sarà il nostro bambino, sebbene faccia ossessivamente parte dei nostri pensieri. Mio figlio poteva essere appena nato o poteva aver già compiuto il suo primo anno di vita. Mio figlio poteva avere tre mesi e pesare come uno di sei o viceversa. Mio figlio poteva essere una bambina. Mio figlio era l'incognita più grande del mondo ed io non avevo una pancia da accarezzare o in crescita a convincermi che sarei davvero diventata madre. Io non avevo nulla, se non tanta speranza ed il desiderio nascosto di avere proprio NE come figlio, avendolo precedentemente - oltre che quasi casualmente - incontrato!! 
Sono diventata mamma senza preavviso, senza cambiamenti fisici, senza certezze ma con un desiderio ed una determinazione che mai nella vita sono stati così forti. Sono diventata mamma adottiva prima di tutto e lo sono diventata quando a mio figlio mancavano cinque giorni al compimento dei suoi primi otto mesi di vita. Ed è questo la nostra ricorrenza, uno step che conosco e che mi porta indietro nel tempo, in un punto esatto della nostra vita che riconosco. Esattamente come accade alle mamme che lo diventano per la seconda volta, ma con un po' di ritardo. Otto mesi scarsi per la precisione, il momento esatto in cui comincia la mia esperienza. Tutto quello che viene prima, ovvero i sette, i sei, i cinque, i quattro, i tre, i due ed anche il primo mese di vita io non li avevo mai conosciuti prima dell'arrivo di NF. Non avevo conosciuto l'attesa fisica, la pancia grande che ho tanto accarezzato per nove mesi, una data di scadenza precisa. Nove mesi di gravidanza e quasi otto di neonata, è stato un viaggio tutto nuovo per me che mamma lo sono già da cinque anni. 



Gennaio 2017 e sono due volte mamma. La maternità è un'emozione prima di essere una condizione della donna ed io ho vissuto due esperienze piuttosto diverse nella pratica, sebbene identiche nei sentimenti. L'amore per i miei figli è lo stesso e benché lo avessi sempre pensato oltre che sostenuto, adesso lo so con assoluta certezza. Quando infatti tutti pensavano che non avrei amato abbastanza NE non essendo sangue del mio sangue, io temevo di non amare abbastanza chi sarebbe arrivato dopo. Ma ho scoperto che c'è spazio per un numero indefinito di figli dentro al cuore di una mamma e nel mio - per quanto pieno dei miei due meravigliosi bambini - c'è addirittura ancora un angolo che spero di poter arredare e colorare un domani non troppo lontano. 
La mamma è la stessa, ma i figli sono unici. Le emozioni del loro arrivo sono state diverse e contrastanti. Per assurdo di NE non mi ha stupito il volto, che avevo precedentemente incontrato e che invece nell'adozione dovrebbe essere una sorpresa, essendo che non esiste condivisione di geni e quindi aspettativa reale. Di NF invece mi ha sconvolto in un modo che temo le mie parole non riusciranno mai a spiegare il suo viso, così diverso da quello immaginato non solo per nove mesi, ma negli anni che l'anno attesa. Deve aver a che vedere con l'infertilità e quindi l'idea radicata di non riuscire mai a generarla una vita. E allora posso affermare che i miei figli si somigliano senza condividere alcun DNA, ma sono anche diversi l'uno dall'altro e da oggi posso permettermi di avere anche qualche metro di paragone. NE è arrivato a casa molto magro, a causa di una brutta dissenteria che aveva abbassato il suo peso in maniera preoccupante. NF è tutta ciccia. NE quando è arrivato a casa non stava seduto da sola, a malapena riusciva a tenere dritta la testa. NF questa posizione la tiene da mesi ormai. NE era già svezzato, mangiava tutto e bene, senza mai fare storie. NF ha impiegato del tempo e quando decide di non aprire la bocca non cambia idea. NE dormiva - e dorme - dodici ore a diritto e non mi ha mai fatto passare una notte sveglia. NF è una sorpresa ogni notte e certamente mi sveglia ripetutamente. NE non piangeva mai. NF piange spesso. NE passava ore giocando da solo. NF ha bisogno di continua attenzione. E potrei continuare a lungo ma non serve, così come credo sia superfluo motivare i vari comportamenti, che nel caso di mio figlio hanno certamente a che vedere con la sua prima parte di vita, quella vissuta senza di noi e - con mio eterno ed infinito dolore - senza nessuno abbastanza vicino da fargli sentire il calore che ogni bambino merita. Quando penso a quel periodo mi vengono in mente le braccia. Sì, le braccia forti di una madre che invece non c'era, braccia che avrebbe dovuto accoglierlo, stringerlo, accarezzarlo, sostenerlo, sollevarlo, cullarlo, proteggerlo. Quella madre sono io e non sono riuscita ad arrivare prima, sebbene mi voglia illudere di essere arrivata in tempo. Una madre che nel quotidiano spesso è troppo severa, dimenticando una storia che forse dentro quel piccolo corpo color cioccolata ha lasciato più segni di quanto i miei occhi riescano a vedere e che non chiede altro se non di essere amato con tutta la forza del mondo. Una madre che oggi muore d'amore quando vede le braccia di suo figlio che stringono sua sorella con l'affetto che a lui non è stato sempre riservato.


Così oggi ricomincio da dove so, da un punto conosciuto sebbene completamente diverso. Mia figlia NF è nata da una mamma che era già tale da anni, ma che aveva a che fare con la sua prima esperienza. Tutto fino ad oggi è stato novità, tutto è stato scoperta, tutto è stato stupore e non che da adesso in poi non lo sarà, anzi, solo che per me non sarà più la prima volta. Da ora in avanti sono una mamma navigata, se così vogliamo dire. E sebbene non sappia quanto la mia esperienza passata possa tornarmi utile, visto che tutto quello che funzionava col primo non produce lo stesso effetto con la seconda, ricomincio da dove sono già stata e - con un po' di nostalgia - lascio questa parte assolutamente nuova che ho avuto il privilegio di poter provare e che non ho mai negato di aver desiderato. Entrambe le esperienze mi sarebbero mancate, le miriadi di emozioni in entrambe le strade mi sarebbero mancate. Io mi sarei mancata, sebbene forse non lo avrei mai saputo. Perché è dopo aver provato una cosa che se ne sente il bisogno, come se da quel momento in poi non fosse possibile farne a meno. Ed io oggi sono a questo punto, dove nessuna delle due esperienze è stata migliore dell'altra, perché non si paragonano due cose così diverse. Le custodisco entrambe con lo stesso calore. Ed io sono e sarò una mamma unica, al di là di tutte le definizioni.  

Mamma. Che benedizione esserlo diventata e quanto devo alla vita per avermi permesso di continuare ad esserlo.



"La bellezza non risiede nell'uguaglianza, bensì nella diversità."
[Paulo Coelho - Il manoscritto ritrovato ad Accra]

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13 commenti

  1. Senza parole tanta è la bellezza....condivido tutto!
    Un abbraccio

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    1. Grazie di cuore per avermi letto, Lorenza!!
      Un grande abbraccio

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  2. Ti seguo da tanto, anche se credo di non averti mai scritto.
    Sono mamma di due bambini, maschio il più grande e femmina la piccola.
    Nel mio caso entrambi partoriti da me, ma con crescita e abitudini completagente diverse. Lui è stato fin da subito indipendente: ha iniziato presto a non lamentarsi se lo lasciavo a giocare da solo per fare qualcosa in casa. Quando è stata ora di imparare a camminare, ha fatto le sue prove girando il perimetro di casa attaccato ai mobili e non ha mai voluto la mano che gli offrivamo: quando si è sentito pronto si è staccato e ha iniziato a camminare da solo.
    La seconda, all'opposto, per ogni cosa ha bisogno di presenza e di mille rassicurazioni: non potrai mai sapere come sarebbe stato se NE fosse arrivato prima, ma non è detto che sarebbe stato diverso da come è.
    Da quanto scrivi e da quello che traspare nelle foto avete fatto un ottimo lavoro, vostro figlio è un bambino sereno con il sorriso luminoso e voi una bella famiglia!

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    1. In effetti credo che ogni figlio sia unico, prima di essere fratello di qualcuno. La personalità si vede dal primo giorno di vita, almeno è quello che ho notato con la mia bambina. Confrontandomi con altre persone, esattamente come mi racconti tu, ho capito che il secondo non necessariamente somiglia al primo... anzi.
      Ed hai ragione, non posso sapere come sarebbe andata se fossi arrivata prima. Però sarei stata presente e questa è una consapevolezza che a tutt'oggi ferisce. Ci impegneremo a far meglio nel presente e nel futuro. Il passato non si può modificare!!
      Grazie per la fiducia!! Un abbraccio a te e ai tuoi bambini.

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  3. Come semore le tue parole, la profondita' del tuo pensiero, la tuacenorme sensibilita' mi toccano dentro e mi commuovono profondamente. I tuoi bimbi sono fortunati, ad averti come mamma.
    Emanuela

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    1. Ne sono felice. Quella fortunata sono io :)
      Un abbraccio

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  4. solo la speranza di poter essere una mamma un giorno, qualunque sia il modo per poterlo diventare.
    A

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    1. Ed io te lo auguro con tutta la forza che posso.
      Un abbraccio affettuoso

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  5. mi augurerai che le cose cambino, perché sei un animo bello...
    ma il mio quotidiano vivere è quello di una mamma di un sogno che non sarà mai realtà: sono affetta da fibrosi cistica, non mi danno l'idoneità per l'adozione, ed il mio corpo non mi concede una gravidanza.
    i tuoi post, le tue fotografie, sono bellezze e strette al cuore
    meriti felicità, goditela

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    1. Te lo posso augurare lo stesso?!
      Vorrei dire che ce la farai e lo voglio comunque sperare, ma so che ci sono situazioni ben più complicate di altre. Di tutto, quello che mi lascia più triste è l'idoneità per l'adozione, essendo che non è una condizione fisica ma una difficoltà creata da terze persone. Quando penso all'adozione in Italia i miei pensieri - così come il mio animo - non sono poi così belli.
      Ti abbraccio con affetto.

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  6. mi hai fatto commuovere, leggerti mi fa essere una mamma migliore

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    1. Che bella cosa mi hai scritto. Ne sono davvero felice.

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  7. mi hai fatto commuovere, leggerti mi fa essere una mamma migliore

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