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Melanoma, future biopsie e prevenzione [Follow up trimestrale]

lunedì, novembre 14, 2016


Fatta eccezione per il post dedicato a mio figlio per il compimento dei suoi cinque anni, non scrivo sul blog da tanto, troppo tempo, oltre un mese per l'esattezza. Ecco perché io sono una che ha un blog e che non sarà mai una blogger, perché il quotidiano mi piace viverlo e lo straordinario - nel bene e nel male - metterlo nero su bianco. Non so parlare di qualunque cosa, l'abitudine d'altronde ho cominciato ad apprezzarla di recente, quando ho preso coscienza di quanto rapidamente la vita avrebbe potuto portarmela via, strappandomela di dosso. Come una pelle scomoda. 
"Perché scrivi solo cose tristi?" "Perché quando sono felice esco." - Tenco la sapeva lunga ed io mi ritrovo nelle sue parole, benché non necessariamente si debba uscire per sentirsi così quando la felicità si trova già dentro casa. Ci sono voluti anni - e svariati eventi ormai noti su questo blog - per cambiare modo di essere, ma davvero credo di aver imparato a guardare la vita con riconoscenza, gratitudine e positività. E se per qualcuno la cosa risulta normale per me non lo è affatto, io che oggi grido l'amore per i miei figli ma che per anni ho gridato e basta. 




Siamo partiti giovedì 3 novembre in tarda mattinata. NE ormai è un veterano, NF vanta sul suo curriculum sei voli in cinque mesi e tanti altri l'aspetteranno, possibilmente con São Paulo come scalo ed in direzione di mete migliori o almeno per motivi che non siano legati alla medicina.
La metropoli ci ha accolti con un clima fresco, ma non freddo ed una pioggerellina perfettamente in linea col consueto aspetto serio. Non posso evitare ogni volta di fare riferimento al suo colore, perché la cidade cinza non è grigia solo di nome ma anche di fatto. Gli edifici, le strade e perfino il cielo è incolore, che a raccontarlo quasi non rende l'idea. Col tempo ho imparato ad accettare i nostri soggiorni in questa città e alla fine quasi ad apprezzarli. São Paulo è il luogo dove arriviamo pieni di difficoltà e speranza, ma anche dove tutto accade e si risolve. Almeno fino ad oggi, con nostra grande fortuna. E poi ci sono le nostre case, che nostre non sono ma che ci ospitano e che sono ogni volta diverse e vissute. La cosa che più mi piace è proprio il fatto di non andare in hotel, cosa che evitiamo in tutti i nostri viaggi in giro per il mondo, scegliendo invece abitazioni con un'anima ed in questo ultimo caso, anche colore. Così infatti si sono presentate le quattro mura che ci hanno ospitato, un contrasto perfetto con la vista in bianco e nero che si vede dalle grandi porte finestre del quindicesimo piano. Un'attico confortevole nel quartiere Moema, posizione che abbiamo adorato nonostante il poco tempo a disposizione.




Le visite siamo riuscite a concentrarle tutte in un unico giorno. 
Il primo appuntamento riguardava la dermatoscopia, sei nei che durante il primo controllo avevano messo in allerta la dottoressa che scrupolosamente ne aveva analizzati duecentottanta. Tanti, eppure solo una parte di quelli che la mia pelle ospita. Fu piuttosto traumatico vedere il mio corpo ancora sformato dalla recente gravidanza [benché sia tutt'ora lontano da come era prima!!] illuminato, esaminato e fotografato su un grande schermo. Fu traumatico vedere su quello stesso schermo cerotti e tagli ancora recenti. Fu traumatico mettermi a nudo, perché lì non c'era solo il mio fisico ma anche la mia mente ancora piena di dubbi, paura e speranze. Quel giorno ancora non sapevo cosa mi aspettava o cosa avesse in previsione il futuro per me. Tirando via i vestiti e vedendomi esposta in quel modo ricordo di essermi sentita fragile e vulnerabile, ricordo di aver pensato che sarebbe bastata una folata di vento entrata per sbaglio dalla finestra o anche solo una parola sbagliata a spezzarmi. 


Questa volta è stato diverso. L'esame è durato molto meno, io mi sentivo più a mio agio e più di tutto portavo dentro una risposta - positiva - che rispondeva a tutti i quesiti che avevo in testa la volta scorsa. La dottoressa, una giovane amichevole donna, mostrava un ancora piccolo pancino dove dentro battono due cuoricini di femmina. Già mamma di due bambini, presto ne avrà altri due ed è stato bello parlare di questo, tra le altre cose. Per il resto non siamo mai andate fuori tema. I sei nei da rivedere sono presto diventati molti di più ed ogni foto nuova comparata con la corrispondente vecchia è servita a capire quali nei dovrò togliere e quali possono invece rimanere a puntinare il mio corpo. Prima di lasciarci mi ha spiegato che, considerata la gravità del mio melanoma e nel dubbio, preferisce intervenire piuttosto che aspettare. Sul momento aveva parlato di quattro nei almeno, ma che si sarebbe presa qualche giorno per analizzarli meglio e parlarne col medico che, durante il mio intervento del 3 agosto, si era occupato di ripulire la zona colpita dal cancro e al quale devo una cicatrice sulla parte bassa della schiena di undici centimetri che però è fatta nel migliore dei modi possibili.
Il secondo appuntamento era fissato con l'oncologo, il medico che si era invece occupato di prelevare i tre linfonodi in zona inguinale. Continua a piacermi moltissimo questo dottore dalla profonda preparazione e dai modi gentili. Spiega con calma ogni cosa, rispondendo in maniera esaustiva ad ogni quesito ed eliminando così ogni dubbio. I risultati degli ultimi esami fatti li aveva già ricevuti via mail, così ne abbiamo discusso un po'. Poi mi ha fatto spogliare per controllare i linfonodi che fortunatamente non sono ingrossati al tatto e lo ha affermato con convinzione perché a detta sua - ma soprattutto grazie alla posizione sdraiata ed alla forza di gravità - sono magra e per conformazione fisica riesce a sentire bene. Abbiamo continuato a parlare e abbiamo riaffrontato un discorso che continuava ad assillare la mente mia e di mio marito, ovvero quello che riguarda la possibilità che il mio melanoma nodulare fosse più "semplicemente" un nevo di Spitz atipico. Con calma ha spiegato che realmente è difficile per un qualsiasi anatomopatologo riconoscere l'uno dall'altro, ma che esistono caratteristiche che spingono verso una direzione piuttosto che l'altra. Nel mio caso c'è l'età, visto che il nevo di Spitz è comune nei ragazzi in età adolescenziale ed io quella fase l'ho passata da un bel po'. C'è l'aver scelto, dopo due referti contrastanti eseguiti in un laboratorio dello stato di Bahia, uno dei due laboratori considerati migliori della metropoli e di tutto il Brasile, nonché uno dei medici più rinomati nel campo. C'è anche il fatto che se anche fosse stato il caso più semplice, si sarebbe parlato di nevo di Spitz atipico e questa ultima definizione riporta al punto di partenza, ovvero a procedure che sarebbero state identiche a quelle eseguite con pulizia locale e prelievo di linfonodi. Poi abbiamo chiesto come sia stato possibile arrivare ad una profondità di 5.8 mm, un numero che va ben oltre quello che viene considerato il parametro più pericoloso dei cinque stadi di melanoma nodulare senza gravi conseguenze e questo sembra dipendere dal grado di "furbizia" del cancro e dal tempo a disposizione legato alla crescita. Abbiamo anche chiesto informazione sulla rapidità di evoluzione appunto del melanoma che - lui sostiene ancora una volta - essere dovuta alla gravidanza ma che non cambia il risultato, benché una crescita lenta permetta di avere più tempo per scoprire la presenza di eventuali tumori prima che si raggiungano stadi gravi come il mio. Finiti i chiarimenti, mi ha chiesto di ripetere la tomografia completa dell'addome con liquido di contrasto a sei mesi dalla prima, ovvero a febbraio. Normalmente, quando la prima è negativa, è sufficiente un'ecografia accompagnata da una radiografia. Nel mio caso preferisce ripetere l'esame più invasivo ma più minuzioso perché esistono casi, benché rari, in cui il cancro non passa dai linfonodi e compare in un secondo momento con metastasi. Se nel giro di un paio di anni tutto continuerà a dare negativo, allora potrò considerarmi pulita. Per quanto riguarda i nuovi nei da togliere mi ha consigliato di seguire le indicazioni della dermatologa, nonostante alcuni nei indicati a lui non sembrano preoccupanti e di inviare assolutamente il materiale da analizzare al laboratorio di São Paulo, per avere una biopsia e una diagnosi precisa. 


Venerdì ho ricevuto la telefonata dal dermatologo, quello che ha eseguito l'ampliamento chirurgico dei margini durante l'intervento di pulizia del melanoma. I nei da asportare e analizzare sono cinque. L'attesa dei risultati questa volta non passerà inosservata come nel primo caso, adesso che conosco le possibilità ed ho provato la paura. Cercherò di essere positiva, questo sì e di accettare l'idea che questa sarà la mia routine medica per tutta la vita. Prevenzione, prevenzione e prevenzione, oltre ad una probabile quantità di cicatrici sulla pelle ma - si spera - nessun'altra dentro al cuore. Che quella passata basta e avanza per il resto della vita mia, così come per quella di chi mi sta accanto e che certamente ha riportato ferite grandi più delle mie, sebbene invisibili. 







"Di sicuro [avere un tumore] è un'esperienza che fa uscire da un certo automatismo di comportamenti, da quell'andare avanti con inerzia, dando per scontate le cose. In queste circostanze, uno è obbligato a fermarsi e pensare."
– Janez Drnovšek

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14 commenti

  1. Io spero che vada tutto bene, e ti abbraccio forte.

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  2. <3 l'atteggiamento è fondamentale, e il tuo è perfetto ;)

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    1. In questo modo le cose sembrano leggere, anche quando in realtà non lo sono :)

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  3. Ti auguro che gli esami siano negativi per tutti gli anni a venire, come lo è per me dal 2009 per il mio carcinoma, il cui fantasma accompagna da allora la mia vita.

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    1. Lo spero anche io. Soprattutto adesso che aspetto i risultati della biopsia dei cinque nei tolti ieri!! Il fantasma temo non andrò mai via, l'importante è che tale rimanga.

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  4. Sempre combattiva, attenta ed agguerrita allo stesso tempo!!! Fai bene a non sottovalutare nulla, certissima che tutto andrà per il meglio d'ora in avanti!!! Le foto sono sempre bellissime e il faccino di Nina Flor che ciuccia con gli occhietti socchiusi mi ha restituito un senso di pace col mondo che un pochino mi manca ma che attraverso voi e chi come voi, mi arriva ugualmente potente e benefico!!! Un caro abbraccio

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    1. Lo penso anche io. Adesso con forza particolare, visto che comincia l'attesa dei risultati della biopsia dei cinque nei tolti appena ieri.
      Allattare rimane un balsamo per l'anima. Ogni volta, in qualunque posto, a qualunque ora. Notte fonda compresa!!

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  5. Ok, avanti così, hai una strada ben chiara da percorrere, non è leggera, ma hai affrontato ben di peggio. Andrà tutto bene, dopo questi altri controlli potrai rilassarti un pò mne sono sicura!!!

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    1. Diciamo che ogni periodo ha la sua preoccupazione. Adesso comincia quella dei risultati dei cinque nei tolti ieri... Devo farci l'abitudine, temo e continuare ad essere positiva.

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  6. daaaai forza tutto andrà bene =)

    http://lucia2506.blogspot.it/

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