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Scuola brasiliana [Scuola materna che fatica]

lunedì, settembre 26, 2016

Da più di un anno ormai desidero scrivere questo post ed oggi mi sono finalmente decisa a farlo. La scuola rappresenta una fase fondamentale nella vita di una persona ed è una fase che dura tanto, anche per chi decide di non andare oltre il diploma di scuola superiore. Sono anni belli e ribelli, sono anni giovani e spensierati. Sono gli anni del primo amore, che non si scorda mai. Gli anni delle soddisfazioni e dei traguardi raggiunti a fatica. Gli anni delle amicizie che, con un po' di fortuna, rimarranno negli anni e diventeranno quelle vere. Quelli della scuola però sono anche gli anni dei primi dolori, delle delusioni, delle insicurezze. Sono gli anni in cui succede tanto e durante i quali si plasma buona parte della personalità che ci accompagnerà nella vita, oppure buona parte di quella che eviteremo di portarci dietro per il resto della vita. 
Sono passati tanti anni da quando ho finito la scuola, soprattutto quella materna che sta frequentando attualmente mio figlio NE. Perché quando si crede di aver finalmente - perché per me è stato un sollievo - messo un punto sulla scuola, iniziamo la vita "vera" e magari facciamo dei figli [sull'espressione "facciamo dei figli" ci sarebbe da aggiungere qualcosa...] ed ecco che la storia ricomincia daccapo. Con i nostri bambini ci ritroviamo a riaffrontare tutto o quasi, sicuramente per quanto riguarda l'ansia del risultato finale. Si ritengano escluse le mamme di quelli che ai miei tempi si definivano secchioni, perché la scuola era anche il posto dove ognuno riceveva un appellativo più o meno piacevole. 
Così, due anni e mezzo fa circa anche noi abbiamo cominciato questo percorso e lo abbiamo fatto in Brasile.


NE ha cominciato col nido all'età di due anni e mezzo. È entrato a luglio, che equivale alla metà dell'anno e subito dopo quelle che si potrebbero considerare le vacanze invernali, nonostante i trenta gradi. Le prime due settimane sono state pesanti per lui e per me. I pianti disperati all'entrata di scuola hanno pesato sul nostro stato d'animo, benché si trattasse di un comportamento piuttosto frequente. Passato questo periodo le cose sono andate meglio, lui si è tranquillizzato e così io. Del nido ne parlavo in QUESTO POST, così come degli orari e di alcuni punti che divergono da quella che è la realtà italiana.
I problemi - eccoci al dunque, perché in questo blog se non ci sono problemi non si scrive!! - sono cominciati l'anno seguente, in quello che equivale al primo anno di scuola materna. Verso la fine del primo trimestre ci hanno chiamato e, a parte aver lodato caratterialmente nostro figlio, ci hanno "invitato" a fargli fare un esame dell'udito giustificando la richiesta col fatto che "il bambino sembra non sentire sempre quello che gli viene detto". Partendo dal presupposto che non sempre i bambini sono concentrati su quello che gli viene detto, tenendo di conto che non recepire è una cosa e avere problemi di udito è un'altra, precisando che una madre generalmente dovrebbe accorgersi se il figlio non risponde ai suoni, mettendo al primo posto d'importanza la storia di NE che non è la storia di tutti i bambini con gli otto mesi vissuti in una casa famiglia [e qui un brivido mi scuote dalla testa ai piedi ogni volta che ci penso, ancora oggi e per sempre] e ricordando sempre - cosa che ho fatto presente più volte - che il bambino è bilingue e che, non essendo noi coppia mista ma bensì entrambi italiani, lui ascolta la nostra lingua madre... fatte presente tutte queste cose, ci siamo adeguati alla loro richiesta e abbiamo fatto gli esami necessari. Era pochi giorni prima della partenza verso l'Italia e ricordo bene che NE era raffreddato, come sempre prima di un lungo viaggio e mai durante l'anno. Il risultato è arrivato al nostro rientro e diceva che andava tutto bene, se non per una piccola alterazione nel risultato che il medico stesso ha spiegato essere dovuto proprio al raffreddore. A seguire è entrato nella nostra vita quello che loro chiamano "quaderno di rinforzo", che non è altro che un quaderno dove fare compiti extra a casa. La pagella di fine anno era ridicola, soprattutto la parte scritta a pugno dalla maestra che lamentava il modo di comunicare di NE non sempre comprensibile. Come se a nemmeno quattro anni un bambino che mischia due lingue avesse problemi o come se la colpa fosse sua se lui parla due lingue e lei solo una. Avrei capito se inventasse parole, forse.
Ci tengo a precisare che non sono la classica mamma che dà ragione a prescindere al proprio figlio, argomento bollente in Italia in questo periodo, ma anzi sono una mamma estremamente severa, tanto da temere di non averlo aiutato molto in questo senso.


Poi le vacanze estive, da inizio dicembre a metà febbraio. Due lunghi mesi di ferie per NE e di duro lavoro per noi. 


Ricominciato il secondo anno di materna ci sentiamo dire che NE è tornato molto più attivo, partecipe e sveglio. Apriti cielo, spalancati terra. Passano alcuni mesi e torna a casa - dolce casa - il nostro amico quaderno. Così ai compiti che tutti i bambini hanno il martedì, il giovedì e il fine settimana, con quelli di inglese che si sommano agli altri, abbiamo anche quelli extra nei giorni restanti. Sì, NE deve svolgere a casa i compiti tutti i santi giorni e sì, in quello che è il suo secondo anni di asilo. Lo so che non si chiama più così in Italia, ma rende meglio l'idea. 
Per fortuna quest'anno la maestra è una persona deliziosa. In Brasile, o almeno a Porto Seguro, la maestra cambia ogni anno e se all'inizio la trovavo una cosa terribile, dopo aver odiato quella dell'anno precedente ho rivalutato la questione, apprezzandola. Ad aprile, più o meno un anno dopo l'incontro in cui mi veniva chiesto di scoprire se mio figlio avesse problemi all'udito ecco che mi viene chiesto di portarlo da una fonoaudiologa perché "adesso sente, ma non sempre sembra recepire il contenuto del discorso". Ed eccoci di nuovo ad affrontare un percorso medico richiesto dalla scuola, il tutto con una pancia di quasi nove mesi quando abbiamo cominciato e con una bambina di poche settimane quando abbiamo finito. Una dottoressa deliziosa, amata da NE che ci è andato sempre volentieri per fortuna e che ci ha tranquillizzato sull'assoluta "normalità" di nostro figlio. Chiedo a voi di passarmim questo termine che non intende offendere nessuno, anche perché noi di tradizionale non abbiamo molto e sottolineo che non sarebbe stato un dramma se NE avesse avuto problemi, così come non lo sarà se lo scopriremo in futuro. Quello che mi sembra esagerato è affrontare questioni così delicate cercando in tutti i modi di trovare un colpevole, qualcosa che giustifichi comportamenti che, a mio avviso, hanno già una risposta. E torno a ripetere che i primi otto mesi di vita in una casa famiglia, il fatto di essere bilingue con due genitori di una stessa nazionalità, la richiesta a cinque anni di un lavoro così pesante a casa e a scuola, credo rappresentino già una giustificazione.
NE scrive e riconosce i numeri fino al dieci, lo stesso fa con le vocali e scrive il suo nome. Non è un fenomeno, tanti bambini sicuramente fanno meglio, ma io non lo facevo affatto a quattro anni ad esempio. La scuola materna qui è studiare come fosse scuola dell'obbligo, tanto da avere problemi quando vogliamo o dobbiamo viaggiare, tanto che quando arriva a casa invece di essere stanco ha una voglia matta di giocare, attività che evidentemente viene messa in secondo piano. Ci sono tanti aspetti validi di questa scuola privata che abbiamo scelto e che è la migliore della nostra città, benché non sappia ancora se è la migliore per nostro figlio. Lo spazio verde è uno di questi, la fattoria degli animali che ogni martedì ricevono il nostro mangiare da casa, la piscina due volte a settimana, la capoeira, l'inglese, la musica e quant'altro. Ma sono rigidi e lo sono anche con noi genitori, che quando dimentichiamo qualcosa nel paniere della merenda [si chiama così in Italia? sto perdendo pezzi della mia lingua madre!!] o nella borsa della piscina, veniamo ripresi sul diario. Qui la chiamano agenda ed è il mio terrore, ogni giorno riceviamo scritti, bigliettini, avvisi e tanto altro. Un incubo.


Oggi abbiamo avuto un nuovo incontro con la maestra, per la prima volta senza la direttrice per fortuna. La stronza [si può scrivere stronza su un blog?] mi aveva in passato accennato al neuropsichiatra, se non ci fossero stati miglioramenti e così era questo che oggi mi aspettavo. La conversazione con la maestra invece è stata piuttosto piacevole, nonostante ci abbia fatto presente il peggioramento sugli studi - sì, gli studi - di NE appena tornati da São Paulo e la sua svogliatezza nello svolgere i compiti con lei. Nello specifico lei prende uno ad uno i bambini e li fa scrivere. NE sembra non amare questa attività... Gli altri evidentemente sì, motivo per cui lui ha imparato a scrivere solo la prima metà del suo nome. Il secondo problema è che è lentissimo a mangiare, ma lo è anche a casa ed io onestamente mi ci snervo già abbastanza tra le quattro mura per indignarmi anche se non mangia la frutta, il panino o altro ed il succo che ogni giorno mando, categoricamente  e dietro loro richiesta in involucri riciclabili per non inquinare. Il resto è stato un elogio a noi genitori che lo abbiamo educato benissimo, essendo lui il più amato della classe. Un elogio al suo comportamento che lo rende benvoluto da tutti i bambini ed insegnanti. Ci ha detto che chiunque venga a contatto con lui si innamora, così come pochi giorni fa una mamma mi ha detto che la figlia le ha raccontato che NE è l'unico che in classe più sedersi accanto a chi vuole, perché tutti lo vogliono. Ecco, a me queste cose danno un orgoglio che non è spiegabile a parole. Che io lo so com'è speciale mio figlio, ma sentirlo dire da terze persone mi fa capire che non lo penso solo che io sono la madre, ma che lui è davvero un essere meraviglioso. Le ho chiesto se è venuto fuori qualcosa riguardo l'adozione. Forse ricordate il bambino di cui parlavo nel post precedente, il quale pochi giorni dopo la festa se ne è riuscito chiedendomi, davanti a NE, dove fosse la madre. E quando la sua mamma ha indicato me, lui ha esordito dicendo che intendeva l'altra mamma, visto che NE è adottato. Per fortuna mio figlio era distratto, per fortuna forse davvero mio figlio a volte non sente e ribadisco, per fortuna!! La maestra - che qui chiamano tia, ovvero zia - ha anche detto che è super intelligente [mio figlio, non l'altro bambino!!] cosa che viste le richieste fatte in passato cominciavo a dubitare pensassero e quindi continuiamo così, a lavorare lei a scuola ed io a casa sperando di fargli vincere la medaglia d'oro a fine anno. Perché concludo dicendo che loro ogni settimana fanno il dettato e portano a casa la medaglia. Noi siamo fermi a quella d'argento, dopo un paio di bronzi. Che non siamo campioni non glielo diciamo, ma noi sappiamo bene che le nostre battaglie sono altre e che le stiamo vincendo tutte.

Ps. Questo post è un caos. Ma volevo metterci tutto, mentre in casa devo occuparmi di due creature perfette nella loro imperfezione. E se ci avete capito qualcosa e vi va di dirmi come funziona in Italia, ne sarò davvero tanto felice.



"Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni, potresti insegnare nel modo in cui imparo?" 
– Harry Chasty

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36 commenti

  1. mammamia che ansia questo sistema scolastico.
    tuo figlio e' un bambino che vuole fare il bambino,
    Le maestre credono di essere all'universita', di avere a che fare con adulti, e hanno pretese che solo con gli adulti si possono avere.
    dio ce ne scampi.
    viva l'infanzia. l'infanzia e' un dono prezioso.
    valeriascrive

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    1. Ansia è la parola giusta. Mi consolo col fatto che per il momento è solo mia e non di mio figlio. Il giorno in cui dovesse cominciare a pesare sulla sua serenità, le cose cambieranno certamente.

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  2. Leggendo mi è venuta l'ansia!!!! È qualcosa d talmente lontano dal mio modo d vedere le cose e dalle mie abitudini che fatico a comprenderlo...ma mi sembra davvero tutto esagerato..sono bambini!!!! Mio figlio ha iniziato l'asilo a 2anni e mezzo come anticipatario..ora ha 5anni e mezzo e avrebbe potuto iniziare la primaria..io non me la sono sentita e la maestra era contraria come me..mi ha detto ancora ha dei comportamenti da bimbo diamogli 1altro anno d giochi..ora inizia i pregrafismi ma lui non sa leggere o scrivere e io non insisto per nulla..qualche lettera la sa e fine. Mi viene da dirti sei li ti devi adattare per forza..e d avere pazienza! Certo che tutto questo modo che hanno mi fa moltissima tristezza..mio marito è spagnolo e li la scuola primaria finisce alle 17 e non alle 13 come qui e poi a casa hanno da fare i compiti..lui m dice da piccolo studiava fino alle 20/21...a 6 o 7 anni non mi sembra logico! Infatti lui preferisce d gran lunga come funziona qui in Italia..poi sarà 1caso che lui ha mollato a 16anni e ha preso il diploma dopo a 25anni con le serali lì..mentre io mi sono laureata..secondo me l'esagerazione porta alla nausea in tutto!!! Solidarietà per te e Ne...

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    1. Pensa quanta a ansia a viverla questa scuola...
      Mi sembra giusto che abbiate scelto in base alle sue esigenze, cosa che qui manca. È proprio l'attenzione all'individuo che manca, perché ogni bambino è diverso. Qui si tende a mandare avanti la classe e chi rimane indietro... pace.
      Le ore di scuola sono poche qui, dalle 7:30 alle 11:50, forse per questo viene lasciato poco spazio al gioco. Ma almeno a casa lasciassero il tempo per giocare e divertirsi.
      Spero che NE non si stanchi della scuola prima del dovuto!!
      Grazie...

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  3. Allora.... che dire? Da maestra abituata a lavorare in un certo modo e dopo io stessa aver imparato bene la differenza tra scuola dell infanzia ( cioè scuola materna) e primaria ( elementari ) e che non puoi dare gli stessi contenuti a bambini di 4 e di 6-7 anni non perché siano più lenti ma proprio perché ci sono fasi dello sviluppo cognitivo che devono esaurirsi primi di poter passare alle successive, non condivido proprio questo metodo che applicano. All' asilo si comincia si con una pre-alfabetizzazione, il nome, alcune lettere, i numeri... qualche parola in inglese... ma non puoi dare a un bambino di 4 anni compiti a casa. È controproducente. Non tiene conto della maturità di ognuno. C è chi è più propenso allo stare seduto e chi no, come chi è più portato alla musica e chi alle lingue straniere. Per non parlare che della soglia di attenzione!!! Secondo alcuni è in media di 20 minuti e parliamo di bambini in età scolare cioè dai 6-7 in su... per esperienza ti dico che è moooolto meno!!!! Secondo me se questo discorso te lo avessero fatto in quarta o quinta mi sarei preoccupata, ma adesso assolutamente no. NE è un bambino di neanche 5 anni e si comporta come tale. In Italia è la normalità, mi sembra strano che tutti gli altri bambini siano senza problemi e che facciano tutto al volo come gli viene richiesto!!!
    È vero in Italia la scuola ha molte lacune che io stessa riempirei... ma qnd leggo certe cose mi rincuoro... vuol dire che il nostro lavoro poi nn è così male come ci vogliono far credere!!!
    Non so se ti sono stata di aiuto... ci sarebbe da parlarne x ore e se vuoi un confrontopou approfondito dimmelo pure!!!
    Un bacio��

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    1. Esatto, non viene tenuta di conto l'individualità del bambino, la sua storia, il suo modo di essere e fare. In Italia un bambino come NE è normale, qui è indietro... hai detto bene. E poi li vorrei vedere tutti questi bambini attenti, veloci e perfetti nella sua classe. Ricordo che al nido mi rimproverarono perché NE non si sapeva infilare bene le scarpe [tutt'oggi a volte si arrabbia quando non entrano!!] e a quel punto chiesi di portarmi in classe a farmi vedere come erano TUTTI bravi gli altri... Ovviamente si ridimensionarono subito. È facile dire tutti bravi e lui no, poi parli con altre mamme e vedi che accade lo stesso, ognuno con un "problema" diverso... ammesso che di problema si tratto poi.
      Sei stata molto di aiuto. Grazie e un bacio a te.
      Ps. Non sapevo, o forse non ricordavo, tu fossi maestra!!

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    2. Eh si maestra!!!! Comunque questi giorni pensavo a questo tuo discorso, sulla quantità di aspettative che hanno sui bambini e sui compiti loro assegnati... che sia un metodo per spronarli a fare di più fin da piccoli???? Forse cercano di portarli tutti ad uno stesso livello in previsione della scuola elementare?di vedere chi ha più difficoltà prima dell inserimento in prima attraverso anche insistenze verso i genitori riguardo visite o altro? Non lo so... sicuramente un motivo c'è!! Visto da così nn mi pare un buon sistema...boh!!!!

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  4. Che sistema scolastico impegnativo, quasi esagerato. Dove vivo io l'asilo finisce alle 16 e quando non c'è brutto tempo i bambini si ritrovano al parco a giocare. I compiti a casa li danno le maestre a scuola, ma solo dalla III elementare. All'asilo insegnano solo a scrivere l'alfabeto, i numeri e il loro nome. Le maestre fanno giocare moltissimo i bambini.
    La mia cuginetta fin da quando era molto piccola era una buona forchetta, ma lentissima nel mangiare. Le maestre l'hanno sempre sgridata per cercare di velocizzarla. Ora è alla'ultimo anno delle elementari e spesso in mensa non riesce a finire di mangiare tutto il pranzo perché è finito il tempo.

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    1. Lo è, esagerato. Diciamo che qui le ore di scuola sono molto meno, non abbiamo il tempo pieno. L'insegnamento è lo stesso, se non che il prossimo anno - ovvero il terzo di materna - cominceranno con le sillabe. E sì che ho scelto quella scuola per lo spazio verde, che oggi temo non sia sfruttato come dovrebbe.
      Anche NE è lento e mi dispiace, perché mi rendo conto che essendo io sotto pressione trasmetto questo sentimento a lui, insistendo su certi comportamenti.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Ciao eva! Sì da maestra elementare ti posso dire che questa materna brasiliana è davvero impegnativa! Più che altro mi viene da chiedermi quando giocano questi bimbi...
    Qui in Italia ti posso dire che la scuola dell'infanzia punta soprattutto sul gioco e direi verso l'ultimo anno, qualche attività pre-scolare. Poi dipende molto da scuola a scuola. Comunque ti ringrazio, sto adottando (o meglio cercando di adottare ��) un bambino. ..e leggerti mi fa sempre tanto bene! Le procedure qua sono luuuungheee! Baci. Chiara

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    1. Anche io me lo chiedo... e temo che la risposta sia quasi mai. Adesso ho anche capito perché non prendono volentieri bambini che non hanno frequentato i tre anni della scuola dell'infanzia, ovvero perché ovviamente non sono adeguatamente preparati per i loro standard.
      In bocca al lupo di cuore per il vostro viaggio. Non sarà facile, ma sarà bellissimo.
      Un grande abbraccio, Chiara

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  7. i compiti all'asilo??? scusa ma allora i bambini in brasile quando giocano? quando hanno il tempo di annoiarsi?
    solidarietà senz'altro!

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    1. Grazie!!
      Il tempo per giocare lo troviamo, essendo che le ore di scuola sono poche... ma è comunque esagerato il carico di lavoro.

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  8. patrizia espositomar set 27, 05:12:00 AM

    Mi spiace che dobbiate vivere questo sistema scolastico a dir poco ..assurdo.
    Mia figlia ha 4 anni e mezzo e frequenta con gioa (nostra e sua) la scuola dell'infanzia statale. Entra tra le 8.30 e le 9, mette il grembiulino le scarpette e corre a giocare con i compagnetti sia più piccoli che più grandi ( è una classe disomogenea con bambini da tre a massimo 6 anni). Tutte le attività sono ludiche sia all'aperto che in classe: cantano, disegnano, fanno esperimenti, corrono e si divertono. Alle 9.30 merenda con frutta fresca alle 12.00 pranzo alle 13 pisolino momento relax di un'oretta con lettura fiaba. Alle 15 merenda con frutta alle 16 uscita. Mia figlia fa una sola attività extrascolastica la danza, una volta a settimana della durata di un'ora, è stata una sua scelta le alternative erano il nuoto o l'inglese. Anche mia figlia scrive il suo nome e sotto dettatura anche tutte le parole....ma parla solo italiano : è una bambina e non ha nessun obbligo.Ogni giorno la mia domanda fissa alla maestra è solo una : si è divertita? La maestra dice che non ci sono problemi che gioca con tutti e che si è inserita bene (è il suo secondo anno di asilo e la sua seconda scuola perché l'anno scorso è stata presa in un asilo lontano da casa e quest'anno abbiamo deciso di cambiare per evitarle lo stress della metropolitana ogni mattina).Cara Eva lascia stare i compiti a casa ti prego, l'infanzia non ritorna.Buona fortuna. Siete dolcissimi. Bacioni

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    1. Mi sembra bellissimo il modo in cui state vivendo la scuola, ben diverso da qui. NE, ad esempio, tanto insegnamento ma non scrive tutte le parole sotto dettatura. Non riesce ancora a formare parole, limitandosi a scrivere lettere - stampatello, corsivo minuscole e maiuscole - e numeri. Le attività sono molto belle anche nella nostra scuola, solo che le ore sono decisamente meno e devono farci rientrare tutto. Credo sia uno dei problemi, oltre a questa terribile ambizione a crescere dei geni.
      Grazie per avermi regalato un nuovo punto di vista. Baci

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  9. Ciao Eva, con questo post tocchi un tasto dolente per me...con 3 figlie, numerose e diverse realtà scolastiche, non saprei davvero da dove incominciare per rispondere a quanto chiedevi! In realtà lo so benissimo ma non vorrei nè farla troppo lunga, nè annoiarti...parto dalla mia prima bimba, nido ok, scuola dell'infanzia o materna tutto ok, nel senso che la bambina si trovava bene, era ben inserita, socializzava (abbastanza) con i coetanei ma di più con le maestre, le quali la trovavano talmente furba, simpatica ed intelligente che le concedevano tutto (del tipo "si è vero non ascolta molto, nè rispetta tutte le regole ma è talmente creativa e simpatica!"). All'epoca era figlia unica e la mia vita ed il mio mondo giravano intorno a lei (anche ora ma adesso anche intorno alle sue sorelle!!!). Io desideravo molto che la bambina avesse la possibilità di esprimere liberamente la sua personalità e che non venisse omologata...lo penso tutt'ora chiaramente anche se nella comunità, così come in casa, ci sono regole da rispettare...non so se sia stata tutta questa libertà o sia la sua vera indole ma la fanciulla, che ora è una ragazza, è sempre stata un po' ribelle e fuori dal coro (con tutti i pro ed i contro...soprattutto per me!!!). Non so se sia così in tutta Italia, nella mia città, non vengono dati compiti alla scuola dell'infanzia, l'ultimo anno giocano (in classe) con lettere e materiale scolastico e leggono molto (le maestre!). L'approccio con la scuola elementare è stato per me piuttosto traumatico e per la bambina anche...non me ne sono resa conto subito,io che, da figlia d'insegnante, non mi sarei mai immaginata di intervenire sull'operato delle maestre...tante cose mi turbavano e le comunicavo ma sempre con toni garbati e rispettosi...le maestre mi hanno ignorata e senza darmi alcun segnale, alla consegna della pagella di prima elementare, io con pancione di 8 mesi, in attesa di un'altra cucciola, mi hanno fatto trovare una lettera di sospetta dislessia ed una richiesta di visita presso un neuropsichiatra infantile...non mi hanno dato la possibilità di replicare perchè c'era la fila e loro dovevano consegnare le altre pagelle...Dopo una 24 ore di pianto, mi sono rimboccata le maniche ed ho elaborato le mie strategie...risultato, la bambina era miope, non dislessica (se anche lo fosse stata non era un problema, il problema era la modalità di comunicazione!) non vedeva bene la lavagna perciò, a volte, sbagliava a scrivere alcune letterine. Ora e da sempre, è una lettrice accanita, legge di tuto, a tutte le ore è vorace di libri...segui il tuo istinto Eva, tu conosci tuo figlio meglio di chiunque altro...è l'unico consiglio che mi sento di darti, sono certa che saprai cavartela alla grande anche in questo frangente, come hai sempre fatto...

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  10. "[...] questa scuola privata che abbiamo scelto e che è la migliore della nostra città, benché non sappia ancora se è la migliore per nostro figlio."
    Cara Eva, secondo me, ti sei già data una risposta da sola. L'asilo deve essere un luogo dove si impara divertendosi, non una fonte di stress.
    Un abbraccio
    Enrica

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  11. Posso dire la mia?
    Secondo me NE ci sente benissimo e capisce benissimo...ed è talmente intelligente da fregarsene a volte di quello che gli viene detto perchè lo reputa una cavolata!!!
    E forse è talmente preso dai suoi pensieri che si estranea dal mondo che lo circonda. Io quando sono concentrata non sento proprio...nemmeno il telefono. E ci sento benissimo! Hai un bambino speciale che ha superato una serie di difficoltà pazzesche. Ogni bimbo è fatto a modo suo e tu hai un bambino speciale, che viene AMATO e questo non si impara. Questo vale la medaglia di platino, per tutto il resto avrà i suoi tempi!

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  12. Nella fascia da 3 ai 6 anni il metodo di apprendimento deve essere ludico.Anticipare i tempi dei bambini può essere controproducente come a mio parere lo è sicuramente dare ogni giorno i compiti a quell'età lo è. Il bambino è un essere perfetto e completo, gradualmente il suo percorso si arricchirà di esperienze, competenze e responsabilità adeguate alla sua età. Il dettato alla scuola dell'infanzia per me proprio non deve esistere. Per il fatto che ti abbiano spronato a fargli fare alcuni accertamenti secondo me non è un problema, il confronto con altri professionisti ti dà la serenità di avere pareri in più, di capire se sei sulla strada giusta. Meglio che un insegnante si sbagli e consigli una visita in più piuttosto che si disinteressi. Il mio bimbo è al secondo anno di scuola dell'infanzia e io vivo con gioia ogni sua attività... I canti, le favole,le prime gite, le attività di gruppo... Tutto è una meravigliosa scoperta.Questa secondo me è la scuola dell'infanzia. Non sentirti inadeguata, penso che quella scuola ponga per i piccoli alunni obiettivi calibrati per un'altra fascia d'età. Un abbraccio al piccolo Noah E.

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  13. Nella fascia da 3 ai 6 anni il metodo di apprendimento deve essere ludico.Anticipare i tempi dei bambini può essere controproducente come a mio parere lo è sicuramente dare ogni giorno i compiti a quell'età lo è. Il bambino è un essere perfetto e completo, gradualmente il suo percorso si arricchirà di esperienze, competenze e responsabilità adeguate alla sua età. Il dettato alla scuola dell'infanzia per me proprio non deve esistere. Per il fatto che ti abbiano spronato a fargli fare alcuni accertamenti secondo me non è un problema, il confronto con altri professionisti ti dà la serenità di avere pareri in più, di capire se sei sulla strada giusta. Meglio che un insegnante si sbagli e consigli una visita in più piuttosto che si disinteressi. Il mio bimbo è al secondo anno di scuola dell'infanzia e io vivo con gioia ogni sua attività... I canti, le favole,le prime gite, le attività di gruppo... Tutto è una meravigliosa scoperta.Questa secondo me è la scuola dell'infanzia. Non sentirti inadeguata, penso che quella scuola ponga per i piccoli alunni obiettivi calibrati per un'altra fascia d'età. Un abbraccio al piccolo Noah E.

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  14. Ciao Eva, sinceramente dopo tanti commenti di mamme, maestre, educatrici o comunque gente adulta, io mi sento un po' la pecora nera, la voce fuori dal coro della situazione. Perché? Semplice: ho 17 anni, vado ancora al liceo e ovviamente vivo con i miei genitori. La ragazzina sapientina di turno che della vita sa poco, forse niente; forse tanti daranno quest'interpretazione al mio commento, mentre io vorrei solo raccontarti la mia avventura alla materna(italiana) che trovo per certi versi simile a ciò che state passando tu e NE.
    Sono sempre stata una bambina di indole mooooolto pigra e lenta, ma con i miei tempi ho sempre fatto tutto e i miei genitori fondamentalmente non se ne sono mai preoccupati più di tanto perché i miei traguardi li ho sempre raggiunti. Finché non ho compiuto 3 anni (a febbraio) e quindi passata l'estate ho dovuto iniziare la materna. A settembre, nonostante i 3 anni e mezzo, usavo ancora il ciuccio e portavo il pannolino, entrambi vietatissimi all'asilo che dovevo frequentare. Le maestre avevano stabilito 2 settimane per eliminare entrambi ed erano assolutamente irremovibili. Inutile che 14 giorni per accettare l'inizio della scuola e l'abbandona di ciuccio e pannolino per me furono assolutamente insufficienti. Mia mamma provò a spiegare la situazione, alla fine si trattava di concedermi qualche settimana in più per farmi assimilare il tutto con più calma, ma niente le due """"esperte""""" incominciarono a parlare di un mio ipotetico ritardo nello sviluppo e diedero inizio a un serie di viaggi tra studi medici, ospedali, ambulatori, neuropsichiatri, psicologi e specialisti. Tanti soldi spesi proprio INUTILMENTE, perché io di problema non ne avevo proprio nessuno. Nel frattempo a scuola per la maestra ero la lumachina, nomignolo tenero quanto volete ma non se sottolinea un tuo difetto e ti fa sentire in qualche modo sbagliata( si anche se hai 3 anni, porti il pannolino e usi ancora il ciuccio, queste cose segnano sempre e per sempre condizionando inevitabilmente la persona che sarai) Fatto sta che la soluzione arrivò da mio papà; i mesi successivi (fino a dicembre) li passai nella tranquillità di casa mia, mi ripresi dallo stress di quelle settimane sballottata da un posto all'altro, e per l'inizio dell'anno nuovo avevo abbandonato ciuccio e pannolino, pronta a ricominciare la mia avventura scolastica in un nuovo istituto, non il migliore della città, ma il più adatto per me, per le mie esigenze e per la mia indole. L'ambiente nuovo mi ha si cambiata, ma in meglio preparandomi a diventare una mezzana poi una grande e infine una bimba di 6 anni più che pronta ad affrontare la prima elementare senza mai più problemi e strane diagnosi.

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    1. Ciao Francy, non penso affatto tu sia la pecora nera di questa conversazione, anzi, penso tu sia stata davvero molto carina a raccontare la tua esperienza di vita, tra l'altro molto utile in relazione all'argomento trattato ed in più, trovo che la tua testimonianza sia ben scritta e che le tue osservazioni siano di gran lunga più mature rispetto a quelle della maggior parte dei tuoi coetanei!!! Perciò, brava ed in bocca al lupo per il tuo percorso di vita, qualunque sceglierai e col ritmo che vorrai!!! Ciao

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    2. Brava e coraggiosa Francy. Il tuo intervento non solo è perfetto ma anche pieno di forza e di fierezza. ( complimenti al tuo papà!) Ti auguro( ma ne sono già certa) grandissime soddisfazioni in ogni campo. Un abbraccio.

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  15. Oi Eva! Eu sou brasileira e vivo em Pompei meu marido é italiano. Estou na Itália desde 1995 e na minha época a creche(asilo) era muito diferente ai no Brasil,come penso fosse diverso anche l'asilo qui ai tuoi tempi...fico triste em saber que a sensibilidade que existia quando eu era pequena ficou só nas nossas memórias...a differenza tua ho io difficoltà ad aiutare le mie figlie con la scuola( una 2 elementare l'altra 4) la grande ha problemi con le doppie in modo particolare per causa mia:(. Desculpa se misturo as línguas mas é assim que falamos por aqui em família;) a minha filha menor é bem sonhadora e la maestra dice che dorme( in senso figurato) in classe ed è molto lenta...ti sono molto vicina e non condivido questa nuova scuola brasiliana! Sempre achei que aqui fosse tudo muito pra frente respeito ao Brasil como por exemplo começar a escola de 1°grau aos 6 anos e não como era na minha epoca, aos 7 anos. Aos 4/ 5 anos a criança é ainda um bebê e isso nós mamães e pior ainda, pelo o que vc escreveu logo acima, as professoras muitas vezes esquecem isso. Tá tudo errado nesse mundo!!! Seria bem mais fácil estar aí perto de vcs para poder conversar bem legal e quem sabe aliviar as nossas ânsias!! Te deixo um abraço e estou com vc
    Ps. Seu filho só pelos olhinhos eu consegui ver a personalidade linda que ele tem!!! Queria ele pra mim❤

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    1. Per Camilla e Eva, vivo vicino Pompei sto scrivendo un libro sulla meditazione per bambini e mamme cerco confronti con persone che hanno difficoltà, per migliorare il libro tutte voi siete importanti e insieme siamo più forti, contattatemi sono michela

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  16. Ciao Eva.
    Ho letto il tuo post e mi ci sono ritrovata per alcune cose.
    Elisa compira' 5 anni a gennaio e sta frequentando il secondo anno di scuola materna. Qui non ci sono i compiti a casa, ma i rimproveri che mi fanno le maestre sono gli stessi. Non sempre ascolta, chiacchiera mentre fanno attivita' e mentre mangia, non sempre resiste a stare seduta. Rispetto il ruolo della maestra, quindi a ogni rimprovero a scuola, a casa sostengo la loro tesi parlando con lei e al momento non e' arrivata ancora nessuna richiesta di visite o esami specifici. Alcune volte neanche capisce perche' viene sgridata (perche' non posso chiacchierare mentre coloro?, perche' io non posso fare inglese con i bimbi piu' grandi? perche' io devo dormire?). Ieri sera con mio marito mentre lei era in bagno, parlavamo della prossima visita dalla pediatra e di chiedere direttamente a lei se poteva avere un problema d'udito. Elisa ritorna dal bagno mi guarda dritto negli occhi e mi dice: 'Mamma io ti sento e che ogni tanto ti ignoro'. Tralasciando che non e' stata una cosa carina ma prenderla a sberle alla sua eta' per questo lo reputo non corretto; tralasciando, dopo aver appurato che sapesse che cosa vuol dire ignorare (e si lo sapeva perfettamente) e la mia seguente spiegazione sul fatto che non era una bella cosa e che non era giusto farlo, il tutto mi ha molto tranquillizzata. E credo possa tranquillizzare anche te. Un bacio ai tuoi bambini. Claudia

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  17. Cara, mi hai fatto venire in mente un post che anch'io volevo scrivere da tempo. Adesso vado a fare i compiti. I compiti all'asilo sono il modo migliore per far passare la voglia di darci dentro sul serio quando sarà il momento. Sono tutti matti. Sono andata a vedere Bad Moms nonostante non avessi grandi aspettative e veniva fuori esattamente questo aspetto: il crescere persone complete e caring, invece di piccoli geni stressati e arroganti. Certo non un film che vincerà al Sundance Film Festival, ma era un lunedì sera con le amiche, vino incluso, c'è forse qualcosa di meglio nella vita?
    ;-)

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  18. Eva cara, avrei tante cose da raccontarti sull'esperienza di D alla scuola materna. Però ti dico quello che cerco di fare io in questi casi: rifletto, mi metto parecchio in discussione, parlo con qualche persona di fiducia, e infine, visto che penso di conoscere mio figlio, cerco di prendere una decisione ponderata. Certo che non è facile, ma ce la possiamo fare!

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  19. Ciao Eva,
    mi chiamo Cristina e anche io sono una mamma adottiva, mia figlia ha otto anni. La nostra storia di famiglia è relativamente breve, abbiamo incontrato A. per la prima volta a giugno l'anno scorso, ma tutto quello che hai descritto è capitato e continua a capitare anche a noi. Figlia frequenta la seconda elementare, ma nonostante l'età diversa rispetto a NE, la diversità della scuola e la distanza, le situazioni si ripetono identiche. Mia figlia ha passato 5 anni in casa famiglia e quando l'anno scorso è arrivata, nonostante i suoi 6 anni e mezzo, parlava a stento e riusciva a malapena a leggere le lettere dell'alfabeto. Nonostante i tanti progressi e cambiamenti fatti da A. in questo ultimo anno, grazie al nostro impegno, alla terapia bisettimanale, per la scuola non è mai abbastanza. Il sistema scolastico tende a livellare, a nascondere l'individualità e le differenze, mirando all'omologazione e al risultato finale. Mia figlia è sicuramente più immatura rispetto ai bambini della sua età, ha problemi a concentrarsi e ha bisogno di qualcuno che le stia accanto per fare i compiti, però quando la guardo vedo tutta la strada che ha fatto, i progressi, i cambiamenti e mi chiedo cosa si può pretendere di più. Io vedo una bambina che nonostante tutte le difficoltà legate all'abbandono e alla mancanza di affetto e attenzioni per cinque lunghi anni, ha saputo trovare le risorse per adattarsi a una nuova vita vivendo serena e propositiva. Non ti nego che a volte davanti ai giudizi della maestra mi sono sentita a disagio, ma più spesso ho provato orgoglio per questa figlia che in tutta la sua imperfezione mi insegna ogni giorno il valore della resilienza.

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  20. So che all'estero il sistema che descrivi è abbastanza diffuso ma io ne sono sempre sconvolta. Trovi che gli anni dell'infanzia debbano essere dedicati a giocare. Così come a scoprire, inventare, immaginare. Tutto attraverso il gioco che è ritenuta una fase importantissima. Dicono che prima gli si insegna e più facile è per loro e forse è così, ma gli anni del solo gioco non torneranno più. Per me l'infanzia è stata solo gioco e lo ricordo come il periodo più bello e spensierato della mia vita. Diego ha la stessa età di tuo figlio ma per la legge italiana frequenta già la terza materna. C'è un programma ministeriale ben preciso da seguire che si snoda attraverso la percezione di se e degli altri, la conoscenza dei fenomeni naturali, il mondo dei suoni e dei colori e delle immagini, il corpo in movimento e la capacità di esprimersi ed ascoltare. Tutto attraverso il gioco, le favole, il disegno, la musica. Solo da gennaio dovremo portare un quadernone dove inizieranno a lavorare un po' sul pregrafismo. Assolutamente nessun compito a casa fino alle elementari. Unica richiesta leggere tanto ai nostri bimbi. A me pare onestamente un sistema molto più rispettoso della loro natura...

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  21. Sono un'insegnante di liceo e sono rimasta sconvolta dal tuo post. Compiti a casa alla materna?!?! Insegnare a scrivere le lettere e a leggerle e a leggere le sillabe?!?! Ma siamo matti?!?! Non avevo mai sentito dire una cosa simile, mi sembra pazzesco. Qui in Italia con figli e nipoti ho visto che si fa ciò che hanno scritto altre sopra e, in particolare, Mamma in Oriente. Sì, leggono molto...le maestre! Si lavora sulla socializzazione, sulle esperienze sensoriali, sulla manipolazione dei materiali, sulla fantasia...Pregrafismo un accenno l'ultimo anno ma più come esercizio a seguire un tratteggio precostruito che a scrivere, tratteggio che rappresenta lettere, numeri, ma prima e più spesso fiori, pesciolini, uccellini, onde...
    Lo sviluppo della mente avviene a tappe che è necessario rispettare e le forzature si pagano in seguito. Inoltre, nella mia esperienza scolastica quasi tutti i bambini che sono andati alla scuola elementare a 5 anni, arrivati al liceo hanno perso un anno, non ce la facevano più, quell'anno in meno si sentiva in modo irrecuperabile senza una sosta.
    I miei due figli sono andati alle elementari, come me del resto, senza sapere né leggere né scrivere e senza nemmeno saper disegnare perché a loro non piaceva: risultati brillanti a scuola, ora affermati ingegneri entrambi.
    Frequento psicologhe che lavorano con bambini: mi ripetono di essere terrorizzate all'idea di sforzare eccessivamente l'impegno di questi bimbi oltre la giusta misura, perché questo provoca in loro il rigetto di tutto e il rifiuto, poi, di fare anche il minimo.
    Riporto un buffo episodio con un mio figlio, poi finisco il mio lungo tema. La maestra d'asilo mi chiama e mi dice, con molto garbo, se è il caso di indagare su qualche problema psicologico di mio figlio, perché a 5 anni disegna malissimo le figure umane e non le finisce mai. Ne parlo con mio figlio e la sua risposta è "Ma mamma, all'asilo sono con Manuel e Dario, i miei migliori amici, io voglio andare a correre con loro, non stare a disegnare!". L'anno dopo alle elementari, in altro contesto e con un anno in più, lo stesso figlio è il più bravo della classe nel disegno...
    Ma tutte le scuole materne lì sono così? A me sembra una follia
    Mirella

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  22. Ehi, eccomi, arrivo in ritardo. IO ancora non me ne intendo di scuole materne, però a me questa mi sembra troppo competitiva e troppo esigente. Le medaglie e i compiti, tutti questi traguardi da raggiungere..non lo so, mi sembra veramente troppo per un bambino così piccolo. Alla materna dovrebbero solo giocare, credo. Per lo meno dai ricordi che ho...sicuramente nel frattempo le cose saranno cambiate anche in Italia, però io al tuo posto me ne fregherei di tutti questi richiami e di tutte queste segnalazioni. Alle elementari sono sicura che andrà tutto più naturalmente e semplicemente...ti abbraccio forte!!!

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  23. Ciao
    Te lo hanno detto in tante. In Italia c'è un sistema molto diverso, si vede che essere nel paese della montessori ha portato qualche frutto.
    Compiti zero, l'asilo serve per imparare a stare con altri bambini, imparare a socializzare età.
    E già ognitanto mi sembra che stiano troppo tempo seduti ... Quando escono li vedi correre e saltare. Vogliono stare in cortile a giocare e correre un po'.

    Mia figlia ha un anno più di NE e ci ha gelato scrivendo il suo nome a tre anni e pochi mesi, ma è un none molto corto. In compenso adesso cerca di scrivere da sola, ma lo fa al contrario - è mancina per cui credo le venga naturale così.
    Io cerco di non spingerla a imparare a leggere/ scrivere perché mi sembra troppo presto.
    Ho paura che si annoi i primi mesi delle elementari. Pero mi sembrava un regalo troppo prezioso lasciarle godere un anno di giochi.
    Un abbraccio e spero che NE si trovi sempre bene. Il commento della sua amichetta mi ha sciolto.
    V

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  24. Immagino che non esistano scuole Montessoriane o Waldorf Steiner dalle tue parti vero? Quello che racconti è davvero diversissimo da tutte le metodologie educative non solo italiane, ma europee.
    Nei paesi del nord europa adesso le linee guida sono di introdurre l'insegnamento della lettura e scrittura perfino a 7 anni compiuti. E nessuna ansia da prestazione. C'è tanto che si può e si deve fare prima. Anche il solo abituare i bambini a correre in cerchio in senso orario, per dire, insegna ai bambini ad abituarsi a scrivere da destra verso sinistra.
    Il povero NE sta saltando tutta una serie di tappe fondamentali. Quindi per fortuna che le ore di scuola son poche, mi trovo a dire.

    Però ti capisco. Anche io quando vivevo negli USA i son presa un super discorso sulle limitate capacità di esprimersi di mio figlio (che aveva 3 anni, era completamente bilingue e nel paese da un anno) e mi son sentita un genitore terribilmente inadeguato.
    Quindi tieni duro, abbonati ad Uppa, che è la bibbia. Ti linko gli articoli che parlano della scuola. https://www.uppa.it/educazione/scuola

    Sei una mamma meravigliosa e i tuoi figli sono fortunatissimi!

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  25. Che posso dire? Solo che sono contenta che le persone che hanno commentato prima di me - tutte molto più esperte di me sull'argomento - abbiano detto quello che avrei voluto dire io!

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