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Ventiseiesima settimana [Terzo trimestre, virus Zika e parto cesareo]

venerdì, marzo 04, 2016

In teoria la ricerca di un figlio che non arriva non impedisce di andare avanti con altri progetti. Nella pratica invece ci tiene sospese in un limbo spaventoso e così fa con la nostra vita, che da quel momento sembra avere un unico obiettivo, un unico fine apparentemente impossibile. Per anni abbiamo vissuto felicemente in coppia, prima ancora lo abbiamo fatto da sole, eppure quando il desiderio di maternità si insinua nel ventre di una donna si prende tutto il corpo, senza risparmiare la mente. Quando si desidera un figlio non rimane spazio per niente altro, come se quel figlio in qualche modo esistesse già. Quando si desidera un figlio che non arriva rimane ancora meno del niente e neppure noi ci siamo più, imprigionate in quel mondo caotico chiamato infertilità. Ci si perde, ci si affanna, ci si aggrappa a tutto quando in realtà possiamo farlo davvero solo verso la forza e la speranza. Ma anche queste vacillano e non ci sono mani da afferrare, né braccia dentro le quali sentirsi protette, non c'è nulla che non sia assenza e vuoto. Bianco e nero, il colore del mondo intorno con sfumature di grigio che non hanno niente di sexy e questo dura a lungo, qualche volta troppo e qualche altra invece per fortuna finisce in una maniera che è comunque difficile da realizzare, anche quando il corpo e la realtà diventano innegabili. Ecco, quello è il punto di svolta ed è un momento catartico per una coppia. Noi, ad esempio, ci siamo dentro in questo preciso istante ed ogni giorno facciamo i conti con la meraviglia e lo stupore. Mio marito non può evitare di farlo presente ogni volta che mi vede arrivare da lontano, perché nonostante il mio pancione di sette mesi a lui sembra ancora impossibile che sia davvero accaduto a noi [quando accadere non è il verbo più azzeccato!!] e che quella donna incinta sia proprio sua moglie. Io, che ancora fatico ad accettare questo stato come qualcosa di mio, come qualcosa che mi appartiene. Mi dicono di godermelo questo momento, perché è magico, perché volerà, perché è quanto di più bello per una donna e come glielo spiego io che sì, è tutto quello che mi è stato detto e lo sento, dentro, fuori ed intorno a me. Eppure come posso far capire che per me continua e sempre continuerà ad essere un mezzo, uno stato non solo momentaneo ma anche impensabile, come faccio a spiegare che magari hanno ragione loro dicendo che un domani questa pancia mi mancherà, ma che avrò la mia bambina tra le braccia ed io sono più brava nel crescerli i figli, che nel farli. Sono felice, immensamente, infinitamente e non mi perdo un attimo di questa gravidanza, non lascio scappare una singola emozione, ogni singolo cambiamento, movimento, ma esistono ancora sentimenti contrastanti e sono certa che tante donne possono capire cosa intendo. Certamente la paura di oggi non somiglia nemmeno lontanamente a quella di ieri, ma c'è e non se ne andrà fino a quando mia figlia non sarà qui con me, tra le miei braccia, dove so di poterla proteggere e dove subentreranno altri pensieri, non di minore intensità, ma saranno comunque altri. Ho voglia di lasciarmi alle spalle il capitolo in cui i miei figli sono un'incognita, come quando NE era già a casa ed era mio, ma non lo era ancora per la legge brasiliana. Ho voglia di vita vissuta, vita vera che non sia concentrata solo sulla ricerca e sull'arrivare alla metà. Voglio attraversare il traguardo e per la prima volta rallentare un po' il passo, respirare a pieni polmoni e vedere i miei figli. Guardare i loro volti l'uno vicino all'altro, incrociare i loro occhi diversi e allo stesso modo profondi, leggere tra le righe le loro storie mentre andiamo avanti scrivendone una tutta nuova. Abbiamo comprato un terreno e questa volta lo abbiamo fatto con un intento diverso, con un nuovo progetto: costruirci la nostra casa. Sembra qualcosa di scontato desiderare una casa, lo abbiamo già fatto e realizzato in Italia seppur per poco tempo, eppure per tutti questi anni di Brasile non ci abbiamo pensato seriamente, non ne avevamo l'energia, la forza, il tempo e soprattutto la voglia. NE ha fatto di noi una famiglia e la felicità ha regnato dentro queste mura dal giorno in cui è arrivato nella nostra vita. Non saremmo mai stati infelici con lui, mai, ma saremmo rimasti incompleti senza l'arrivo di un altro figlio, questo sì. Quando si ha la fortuna di avere un bambino non è detto che si soffra meno per l'assenza del secondo, quando lo si desidera con la stessa forza con cui si è voluto e cercato il primo. Ingrata forse, ma ho il vizio di non mollare fino alla fine quando desidero qualcosa ed in questo caso non è semplicemente qualcosa, ma bensì la mia famiglia. Non quella che ho sempre sognato, ma quella che ho ottenuto al di là di ogni difficoltà, impedimento e soprattutto oltre il volere della natura. La realtà è più interessante della fantasia, ne sono sempre più convinta. La mia casa oggi sono i miei figli. Non sono quattro mura, nonostante abbia voglia di costruirne di nuove e solide. Non è questo paese e non lo è più nemmeno la mia patria, nonostante ami profondamente entrambi i posti. Il luogo dove voglio stare si trova nel cuore dei miei bambini, in uno so di avere già trovato spazio e nell'altro lavorerò duro perché accada. Ed in tutto questo non ho mai dimenticato di essere donna, femmina, moglie e molto, molto altro.


Ecco come mi sento al mio ingresso nel tanto atteso, ambito e certamente faticoso terzo trimestre. Se penso da dove sono partita mi sembra incredibile essere arrivata fino qui e di esserci arrivata così velocemente. Il secondo trimestre è letteralmente volato, alla faccia del primo che è durato un'eternità. La vecchia storia della percezione del tempo, una fregatura colossale. Il sesto mese non è stato una passeggiata, il corpo fa grandi cambiamenti e non sempre è facile capire quale sintomo sia normale e quale debba invece essere interpretato come campanello di allarme. Abbiamo provato l'esperienza della corsa serale in ospedale, per scoprire una lieve infezione urinaria con conseguente cura antibiotica che probabilmente dovrò ripetere, essendo che i risultati degli esami successivi non sono migliorati. Ho scoperto nuovi dolori, più o meno intensi, come quello fortissimo dei crampi dovuti al legamento rotondo e quelli più blandi alla schiena e alle gambe. Abbiamo scoperto un'ernia inguinale abbastanza fastidiosa, oltre ai risultati della minicurva che denunciano assenza di diabete gestazionale. Qualcosa va bene e qualcosa meno, ma procediamo con positività verso la fine di questa gravidanza e l'inizio del resto della vita di questa piccola anima che scalcia vivace nel mio ventre. 

L'ecografia una volta al mese continua ad essere un problema per me. I primi tempi ho sempre trovato il modo per farne tante e adesso arrivo alla scadenza dei trenta giorni piena di pensieri e preoccupazioni, esattamente il modo in cui ho messo piede nello studio del mio caro dottore nord-europeo martedì mattina, ansiosa in tutti i sensi, nel voler sapere come stavano procedendo le cose e nel volere rivedere mia figlia. Non nego di aver anche un grande pensiero legato alla tanto discussa e temuta microcefalia, per il quale il nord est del Brasile e non solo, si trova nell'occhio del ciclone. Come tante di voi, ho visto il servizio delle Iene a riguardo e non ci ho trovato dentro niente che non sapessi già. Qui le opinioni e le informazioni sono un po' diverse ed il legame tra malattia e Virus Zika ad oggi non può essere ancora dato per certo. Ci sono teorie alternative che parlano di vaccini scaduti, di vaccini effettuati poco prima di rimanere incinta ed incompatibili con la crescita sana del feto. Dei quattromila casi citati, oltre tremila sono stati registrati nello stato del Pernambuco e solo una minima percentuale di questi sembrano aver legami col virus accertati, quando per accertato c'è solo che la madre lo abbia contratto ma non che necessariamente abbia provocato la malattia. Gli altri casi rimangono un'incognita. L'unica certezza ad oggi è la paura, che si aggiunge a quella che noi avevamo già e che davvero non ci voleva. L'unica soluzione sono la prevenzione e la speranza, perché realmente è qualcosa di ancora sconosciuto e sul quale non si possono ricevere risposte certe. Non è dato sapere se il virus Zika sia davvero il responsabile per questa epidemia di casi di microcefalia e nel caso lo fosse, non sappiamo a che stadio della gravidanza possa essere nocivo. Io l'ho contratto quel virus, almeno i sintomi sembravano proprio quelli ed è accaduto appena prima di cominciare il trattamento di PMA. A quell'epoca non si parlava di niente, lo scandalo è cominciato a novembre, mese in cui la mia bambina c'era già. Ecco che quindi la paura è ovvia, ma anche questa volta faccio in modo che non prenda il controllo dei miei sentimenti, nonostante li mantenga in continuo stato di allarme.

La visita si è svolta in maniera abitudinaria ed io ne sono stata felice. Cominciamo ogni volta parlando di come mi sento ed in quella chiacchierata il mio dottore mi toglie in maniera esaustiva ogni dubbio, incitandomi a fare domande che io prontamente annoto in una lista, così da non dimenticare niente. È preciso e competente, con opinioni forti risultate fino ad ora sempre esatte. Tra le sue fissazioni c'è quella del peso ed i miei sei chili presi da inizio gravidanza non mi hanno risparmiato una bella sgridata!! 
L'ecografia inizia sempre dall'analisi della testa, così che la paura più grande venga subito scongiurata. Sentire dalla bocca di quell'uomo che le misure sono perfette e che il cervello è perfettamente formato è ogni volta un regalo dal valore inestimabile. Poi si procede verso il basso come di routine, osservando cuore, stomaco, femore proprio come fosse una mini morfologica, per poi finire con l'ecografia 3D. Ecco, questa è la parte che dovrebbe essere più emozionante. Dovrebbe. La prima immagine di qualche mese fa risultò adorabile, ma non posso dire sia stato lo stesso per quelle a venire, in modo particolare nel caso di quest'ultima in cui mia figlia sembra un personaggio dei Simpson, con mento sfuggente e naso pronunciato. Poi si sa che la storia dello scarrafone è vera e che a noi Lei sembrerà comunque la più bella anche se in effetti non lo sarà!!


Infine abbiamo ripreso in mano l'argomento parto, di cui ancora fatico a parlare. Sarà un parto cesareo con grandissima probabilità, se non certezza ed il motivo per cui non riesco ancora ad accettarlo del tutto è perché non ci sono motivi fisici per averlo scelto. Le ragioni infatti sono altre e seppur alle più sembreranno assurdi, così come lo sono parse a me inizialmente, alla fine dei giochi sembra davvero questa la strada più sicura per far venire al mondo la mia bambina. Quando ci si trasferisce in un paese straniero è buona abitudine attenersi alle loro abitudini, ai loro usi, soprattutto quando questo riguarda la vita delle persone che si amano ed in Brasile, nello specifico, è questa la tecnica maggiormente usata. Tornerò sopra questa materia quanto prima, appena avrò qualche informazione in più e appena avrò ingoiato del tutto il boccone che oggi è davvero amaro.


E adesso vado a sdraiarmi un attimo, perché il terzo trimestre è arrivato con un bagaglio enorme di stanchezza e lo faccio vicina a lei, la nostra micia, perché in famiglia non sono l'unica ad essere incinta ed il lieto evento quest'anno sarà doppio!!




"Non esiste conforto per una madre che soffre. La maternità non conosce limiti e ragionamenti. La madre è sublime perché è tutta istinto. L'istinto materno è divinamente animale. La madre non è donna, ma femmina."
– Victor Hugo

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35 commenti

  1. Tesoro, lasciamo intanto die che sei bellissima e mandarti un forte abbraccio da lontano. A volte credo che ci sia un po' di ipocrisia nelle persone che ti dicono di goderti la gravidanza, perché credo che ci sia realmente chi ci riesce e chi un po' meno, pur rimanendo inalterato l'amore per il bambino, o la bambina, che ti cresce dentro. Invece ti dico che non vedo l'ora di conoscere la piccina e di vederla insieme a NE, non c'è niente di più bello di due fratelli che si conoscono e si amano ❤️

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    1. Grazie mille per l'abbraccio. Anche io penso che sia molto personale il modo di vivere una gravidanza e che sia impossibile ignorare del tutto il trascorso.
      Anche qui siamo impazienti di conoscere la bambina, soprattutto NE ❤️
      Beijos

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  2. Una parola sola: FORZA!!! Ti abbraccio

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    1. Rigiro questa grande parola, che in questo momento ne hai più bisogno tu!!
      Ti abbraccio

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    2. Forza e abbracci, in quantità!

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  3. Non so se ti mancherà la pancia, a me non è mancata, la gioia di avere finalmente mio figlio con me è stata troppo più emozionante! !!!e ti manca davvero poco! !!!!! La storia del cesareo non l ho tanto capita, poi ce la spiegherai! !! Un abbraccio forte! !!!

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    1. Credo sarà lo stesso per me. Cerco di godermi questo periodo perché dopo sarà un caos, per quanto bellissimo. Averla qui sarà oltre che gioia infinita anche tanta tranquillità in più.
      A breve scriverò a riguardo un post, dubito che anche in quel caso sia facile capire del tutto, ma farò del mio meglio per trasmettere fedelmente i miei sentimenti in questa circostanza.
      Beijos

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  4. (Le tue parole vanno a toccare parti segrete del mio essere.)
    Mi sembra che la tua bimba ti abbia fatto compiere come uno scatto di crescita. Non che prima fossi immatura, anzi, ma queste prove, questa attesa, mostrano una donna cambiata. Un grande abbraccio attraverso l'oceano, a te e a tutta la famiglia :-*

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    1. Credo che ogni esperienza importante sia motivo di cambiamento e crescita. Se penso alla me medesima di qualche anno fa stento a riconoscermi. La gravidanza ha certamente contribuito in questo senso, per l'ennesima volta mi sento in trasformazione perché ogni figlio in qualche modo modella il mio essere.
      E quello che hai scritto tra parentesi è bellissimo.
      Ti abbraccio col solito infittito affetto.

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  5. Che bello sapere che tra pochissimo sarai mamma per la seconda volta, e che tenerezza la foto della gatta!! Pensa positivo, i pensieri negativi o le preoccupazioni non devono per nessun motivo intaccare questi giorni di meravigliosa attesa. Un bacio.

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    1. Sì, è un pensiero stupendo. Mi sembra ancora impossibile...
      La gattina è diventata mamma di cinque bellissimi cuccioli. Tre biondi e due tigrati, metterò le foto nel prossimo post ;)
      Beijos

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  6. Non ho capito, in Brasile non si e` liberi di preferire un parto naturale qualora fosse possibile? Sono basita.

    tu sempre piu` bella <3

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    1. Non mi sono spiegata bene io e rimedierò presto con un post sull'argomento. Si è assolutamente liberi di poterlo scegliere, consapevoli dei pro e contro. I secondi ad oggi superano i primi purtroppo, essendo che la priorità è la sicurezza della bambina e che trovo giusto attenersi alle abitudini del paese in cui si abita.

      Grazie mille <3

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  7. Ciao Eva, si anche io non ho capito molto perchè tu non possa fare un parto naturale dal momento che procede tutto alla grande...tu, i tuoi bimbi, la tua gatta ed i suoi piccoli...siete tutti meravigliosi!!!
    p.s. l'ecografia in 3 D non rende mai giustizia ai nostri bimbi!!! Forza, continua così , un grande abbraccio!!! :-)))

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    1. Potere posso, se non fosse che mi viene continuamente sconsigliato da conoscenti e medici di qui. Cercherò di essere più chiara nel prossimo post ;)
      Beijos

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  8. Capisco...vedrai che farai la scelta migliore per te e per la tua bimba e quando la stringerai tra le braccia niente avrà più importanza se non voi quattro!!! Un abbraccio ;-)

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  9. Ti seguo da sempre in silenzio, ma questa volta insieme ai più cari auguri non posso non consigliarti di leggere le linee guida internazionali e i dettami OMS su parti e cesarei: in assenza di motivazioni mediche un parto naturale è sempre più sicuro, per mamma e bambino. E questo al di là del benessere psicologico di una nascita priva di violenza. " trovo giusto attenersi alle abitudini del paese in cui si abita" scusa ma in campo medico non si può sentire :-), inoltre le abitudini non corrette vanno cambiate, non seguite, o se fossi in Africa faresti infibulare tua figlia?
    Ti prego: informati. Un bacio, Alessandra

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    1. http://www.epicentro.iss.it/temi/materno/StatementOmsTc.asp

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    2. Ti ringrazio per i consigli e per l'allegato, che ho prontamente letto.
      Parto dal fondo, ovvero nel trovare assolutamente privo di attinenza parlare di infibulazione. In campo medico non lo so, ma da straniera ti assicuro che non è per niente strano volersi attenere a quelle che sono le abitudini del paese e siccome penso di aver fatto un lungo cammino fino a qui - e dovresti saperlo avendo letto le mie pagine - non mi sento in dovere di mettere a repentaglio la vita di mia figlia per "correggere o cambiare" le sopracitate abitudini. Ma ho capito che per te il rischio non sussiste col parto naturale, quando i dati alla mano qui dicono esattamente il contrario. Un parto naturale non è sempre privo di violenza ed i rischi di una sofferenza fetale non sono solo ipotetici purtroppo, essendo che non sempre il personale presente dove vivo è adeguatamente preparato. Credo che sia opportuno conoscere la realtà di un posto, prima di generalizzare.
      Però ti assicuro che mi sono informata, mi sto informando e continuerò a farlo fino all'ultimo, momento in cui sceglierò quello che ritengo più sicuro per la vita che porto in grembo e che nascerà qui, non in Italia.
      Grazie ancora per i consigli, ogni opinione è importante per me.

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    3. Mi dispiace se in qualche modo ti ho offesa, intendevo solo chiarire, anche per le tante donne che ti leggono, che il cesareo é una straordinaria invenzione salva vita, ma, salvo in alcuni casi, non dev'essere la scelta primaria. Parlo come operatrice sanitaria ma anche come zia di un bambino che é stato 9 giorni ricoverato in tin per distress respiratorio creato dal cesareo. Proprio perché diffidi della struttura dove partorirai (ho capito bene?), esiterei a scegliere un intervento chirurgico maggiore. Se ti va puoi leggere "il parto cesareo: solo se indispensabile, sempre con rispetto" di Ibone Olza e Enrique Martinez. Alessandra

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    4. Non mi hai offesa, solo che ritengo che un'opinione così categorica debba essere giustificata ed applicabile alla realtà di cui si sta parlando e che nel tuo caso mi pare di aver capito essere lontana dalla tue conoscenze. Le donne che mi leggono hanno chiaramente capito il mio turbamento e la mia perplessità, non ho scritto che il cesareo è la giusta decisione, ma bensì quella che ad oggi mi viene prospettata qui come la migliore per la nostra sicurezza.
      Mi dispiace per tuo nipote, ma se andiamo ad analizzare le casistiche non ne usciamo più. Allora ti posso riportare i casi di persone che conosco e che abitano qui, i cui figli hanno riportato gravi danni cerebrali a causa di sofferenze durante il parto naturale. La struttura dove partorirò è l'ospedale pubblico della mia città, il quale possiede uno dei reparti di neonatologia migliori della Bahia e quindi assolutamente affidabile. Come ti ho scritto, non mi fido invece a permettere che sia il medico o l'infermiera di turno a seguirmi, ma bensì desidero sentirmi in mani sicure come quelle del mio medico e l'unica chance di avere lui è appunto facendo il cesareo. Questo non è l'unico motivo ovviamente, solo una ragione in più.
      Sicuramente leggerò, ma continuare a leggere testi relativi ad altre realtà dubito che possa condurmi ad una scelta consapevole.

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    5. Spero che tu possa prendere la decisione migliore. Per limitare i "danni" ti consiglio almeno di non programmare il cesareo troppo presto, per evitare i rischi di una prematurità iatrogena (che ho visto in cesarei programmati a 38 settimane, quando magari il bambino sarebbe stato pronto due o tre settimane dopo). La mia esperienza mi dice che cesarei "gratuiti" sono una violenza su mamma e bambino, le linee guida internazionali e l'iss hanno dimostrato che dove si fanno meno cesarei la mortalità materna e neonatale é minore, ma naturalmente non conosco la realtà brasiliana. Alessandra

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  10. è così bello leggere le tue parole e guardare le vostro foto... mi fa sognare.
    purtroppo per i miei cari non è andata bene e occorre capire quando arrendersi alle ragioni della natura perché non siamo invincibili.
    spero capiranno come trovare la loro strada.
    intanto ti abbraccio e ti seguo sempre!
    A

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    1. Carissima A., mi è capitato più volte di pensare a te, tuo fratello e tua cognata. Mi dispiace tantissimo, posso solo immaginare il dolore. Non ricordo quanti tentativi avessero fatto ed in ogni caso il momento giusto per fermarsi non esiste, siamo noi a deciderlo. Esiste anche un'altra via per diventare genitori ed è bellissima :)
      Vi abbraccio con affetto. Grazie per esserci!!

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  11. Che bella pancia, Eva!!!
    Ti mancherà la pancia? Boh, non lo so. A volte ci penso, io, alla pancia... ma non è che mi manchi, è che è una cosa di me a cui penso. Una cosa importante, e come potrebbe non esserlo?

    Per il cesareo, aspetto il post così capisco meglio come mai te lo consigliano sia medici che conoscenti...ma se te lo consigliano i medici non c'è molto da dire, penso!
    Io, come sai, ho fatto un parto naturale ma operativo, e l'equipe del cesareo era lì pronta a due metri...alla fine sono stati i medici a dirmi "ok andiamo in sala parto", e io mi sono fidata di loro. Mi avevano anche fatto appena firmare per il cesareo, per cui avrei comunque fatto quello che mi dicevano, in un senso o nell'altro. E considerando che si tratta della sicurezza della bimba e tua, credo che l'opinione dei professionisti sia da tenere in grande considerazione :-).
    Spero di non aver sproloquiato troppo!
    Baci

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    1. Mi piace leggerti, non è mai troppo quello che scrivi.
      A proposito della pancia, non so. Ad oggi mi viene da dire di no, domani magari la penserò diversamente. Ma come dici tu, rimarrà qualcosa di indimenticabile.
      Per il cesareo proverò a far luce nel prossimo post, nonostante io stessa sia ancora piuttosto confusa. Anche dall'Italia ormai mi viene consigliato di seguire le indicazioni dei medici del posto, accanirmi su un'idea se relativamente inapplicabile o comunque con un certo rischio, mi sembra piuttosto sciocco. D'altronde abito qui...
      In ogni caso manca ancora un po', nonostante il tempo sembri volare!!
      Beijos

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  12. Carissima Eva, hai fatto moltissima strada, ora sei a un punto dove le intensita' delle emozioni si scontrano vorticosamente. Decidere se optare per un parto naturale o un cesareo sara' una vostra scelta personale. Da rispettare. E' un argomento che accende sempre gli animi. Tu stai tranquilla, informati, pensaci e poi scegli. In bocca al lupo! E benvenuta nel mondo dove tutti sanno quello che dovresti fare!

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    1. Ti ringrazio per questo commento. Mi ha fatto sorridere, oltre che tranquillizzare.
      Non è facile prendere la giusta decisione, ma sono certa che quello che faremo sarà nell'interesse di nostra figlia. Le opinioni altrui mi interessano sempre, altrimenti non scriverei pubblicamente e sono pronta ad ascoltare chiunque avrà voglia di dire la sua, per poi ovviamente scegliere di testa mia!!
      Grazie di cuore per avermi scritto.

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  13. Questo post è perfetto fino all'ultima riga, e la prima parte potrei averla scritta io. Ti seguo sporadicamente ma sono così tanto felice per voi Eva ♡
    Tiziana

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    1. Mi fa piacere la tua presenza, anche sporadica :)
      Grazie di cuore, Tiziana. Un abbraccio.

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  14. ...mi hai fatto piangere...hai messo su carta le emozioni che proviamo noi "forse mamme alla ricerca". Io sono alla mi terza Pma e probabilmente andata male...ho il cuore che sanguina in questo momento e solo chi ci è passato può capire...spero arrivi il momento anche per me...o che almeno riesca ad essere serena nonostante quello che il destino ha già deciso. Un abbraccio Mamma tenace! FV

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    1. Commenti come questo mi arrivano dritti al cuore e lì rimangono, stretti stretti. Spero che quella probabilità che sia andata male venga spazzata via dalla sorpresa e dalla felicità che meriti, come tutte noi mamme alla ricerca meritiamo. Spero che quel momento arrivi presto e che la serenità sia infinita.
      Non mollare!!
      Ti abbraccio con tutto l'affetto che posso. Grazie per avermi scritto, grazie di cuore.

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