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Partorire in Brasile [Naturale Vs cesareo]

sabato, marzo 12, 2016

Sono venuta al mondo con parto cesareo. Ero podalica e all'epoca non esistevano manovre atte a modificare questa situazione. Otto anni dopo è nata mia sorella, con la stessa tecnica ed in anticipo di un mese perché mia madre era affetta da gestosi. Per tutta la vita ho sentito parlare di parto cesareo come se fosse la maniera naturale di venire alla luce, per tutta la vita ho trovato normale la grande cicatrice di mia madre sotto la pancia, quasi fosse un patto con la vita. A quei tempi la definizione di taglio veniva presa alla lettera ed i segni erano ben diversi da quelli attuali, ma oggi come allora si faceva il necessario perché il bambino nascesse in sicurezza. 
Generalmente è proprio quello che riguarda noi, il primo racconto di nascita che ci viene raccontato e mia madre è sempre stata molto chiara sull'argomento, liberandomi da qualsiasi pregiudizio a riguardo. Lei che non solo ha dovuto rinunciare al parto naturale, ma che ha anche allattato per circa tre mesi me e solo due mia sorella, tirandosi il latte e quasi mai al seno, per poi passare a quello artificiale consapevolmente e senza ripensamenti. Lei che, su queste basi, oggi verrebbe additata e giudicata madre di seconda categoria. Eppure il suo ruolo di madre è indiscutibile, lo ha sempre svolto nella maniera migliore e tra noi donne, cresciute senza la presenza stabile di un uomo in casa, il legame non è mai mancato e nemmeno l'intimità. Siamo diventate adulte insieme, seppur la vita ci ha in seguito portato in tre parti diverse del mondo: io in Brasile, mia sorella in Australia e mia madre costantemente in viaggio.

Qualche anno più tardi è cominciata la mia storia di NON madre. Fino ad allora avevo compiuto qualche viaggio mentale nel futuro immaginandomi con la pancia grande, scegliendo il sesso dei miei figli, pensando alla mia vita moltiplicata per loro. Poi la realtà mi ha svegliata con uno schiaffo in pieno volto e tutti questi ideali sono crollati, frantumandosi fino a diventare polvere portata via dal vento. Ho smesso di pensare a tutto, tenendomi stretto solo il desiderio. Quello non l'ho mollato mai, nemmeno nei momenti in cui ho smesso di credere. La verità è che fino ad oggi io non ho mai pensato al parto, convinta di non poter dare la vita e non ho mai pensato all'allattamento, certa di non avere questa chance.
Poi la mia vita ha preso una piega differente, scelta e fortemente voluta. Sono diventata finalmente mamma e lo sono diventata senza pancia, senza dare alla luce nessun figlio e senza ovviamente allattarlo. Nessun vincolo di carne, sangue e nemmeno un'apparenza simile, io mamma lo sono diventata attraverso il cuore e l'amore, nient'altro. Ecco quindi che le regole sul vincolo affettivo legate ad un certo tipo di parto o di allattamento nel mio caso si annullano del tutto. Considerata mamma di serie B da molti, mi sono sempre definita mamma senza serie e certamente con la M maiuscola. Questa esperienza ha contribuito a mantenere la mia mente libera da giudizi e ad escludere ancora una volta qualunque tipo di preconcetto, ammesso che ne avessi qualcuno. Mio figlio è legatissimo a me e a mio marito, in una maniera quasi morbosa. Indubbiamente influisce il fatto di vivere lontani dalle famiglie di origine e quindi di non separarci mai e dico mai, se non nei brevi soggiorni italiani durante i quali approfittiamo della presenza dei nonni per ritagliarci qualche giorno come coppia o addirittura come singoli individui. L'apertura mentale è qualcosa che ha marcato profondamente la mia personalità durante il periodo vissuto nella casa natale, semplicemente prendendo esempio da mia madre che mai ho visto giudicare o non accettare quello che risulta differente e che qualche volta spaventa. Il miglior insegnamento di un genitore è l'esempio, io ricordo quello prima della parole.
Dopo l'adozione, la mia vita ha preso una piega ancora una volta diversa. La fecondazione artificiale [benché oggi si preferisca l'espressione "assistita"], è l'altro passo contro natura che mi sta conducendo alla maternità. Obbligatoriamente ho smesso di affidarmi alla naturalezza degli eventi, perché in tal caso io oggi non sarei mamma e come mio figlio NE è a conoscenza del fatto di non essere cresciuto nel mio utero, la mia bambina un giorno saprà di essere stata concepita fuori dalla mia pancia, per poi entrarci e solo dopo uscire nuovamente. Saprà di essere arrivata grazie alla medicina e al profondo desiderio dei suoi genitori di averla. I miei figli non avranno una storia di vita classica da raccontare, ma sapranno di essere i protagonisti di una bellissima storia d'amore. La parte più difficile sarà trovare le giuste parole per raccontarglielo, ma abbiamo il tempo a nostro favore, lo stesso che useremo per costruire con loro il miglior rapporto possibile. Rimango convinta che il legame si costruisce e che non è innato, tantomeno scontato. Ho visto la famiglia di mio padre andare a pezzi, ho visto legami di sangue e utero e petto valere meno di zero. Non ho paura dell'artificiale, a spaventarmi è sempre stata l'assenza... di amore, di passione, di volontà, di forza... di un figlio.


Questa lunga premessa è necessaria per spiegare che il dubbio del quale andrò a parlare non ha niente a che vedere col mio sentirmi sminuita in qualità di madre, o del fatto che possa essermi attribuito un ruolo di secondo grado. Ai pregiudizi ci ho - quasi - fatto il callo da quando sono diventata mamma adottiva di un bambino di colore. Non alla mancanza di tatto e alla maleducazione, ma questa è un'altra storia.
Il titolo è piuttosto chiaro sull'argomento che andrò a trattare e che avevo già accennato nel post precedente, lasciando più confusione che altro. Spero di essere più chiara in questa occasione, precisando che io per prima sono piena di perplessità e con sentimenti molto contrastanti a riguardo, nonostante mi sia già fatta un'idea della situazione e anche di quale sarà la mia scelta. L'argomento parto è sempre stato per me una chimera, rappresentando un traguardo irraggiungibile, un sogno così lontano da risultare fuori dalla mia portata. Oggi però, a meno di tre mesi dalla nascita di mia figlia, quel momento non solo comincia a diventare reale ma inizia anche a toccarmi nel vivo.
Parlando con le mie amiche più intime qui in Brasile, avevo già capito quale sarebbe stato il consiglio da parte loro. Ognuna di loro, senza eccezione, ha dato alla luce attraverso parto cesareo. Qualcuna per necessità, altre per scelta. Sì, per scelta!! Lo stesso stupore di voi che leggete è nato sul mio volto le prima volta che ho appreso questa notizia, venendo a conoscenza di una realtà che poi avrei scoperto essere quasi una regola. Il Brasile sembra essere infatti il paese che effettua più parti cesarei al mondo e nonostante si cominci a lavorare perché questa realtà cambi, siamo ancora lontani dal momento in cui accadrà, se mai accadrà. I motivi che portano a questa scelta sono molte volte dovuti alla paura e al lucro, oltre al fatto che spesso si preferiscono i rischi certi di un cesareo che quelli che potrebbero sorgere in uno naturale e che sono imprevedibili.
La paura legata al dolore è piuttosto comune. Personalmente non mi riguarda, io col dolore ho un buon rapporto, non mi spaventa, non ci penso nemmeno. Eppure ci sono donne che davvero vivono male la fine della gravidanza per questo motivo ed in tal caso qui, come in Italia seppur in casi molto rari, si può scegliere di evitarlo. Qualcuna lo fa solo per mantenere intatta la parte intima e non sgranate nuovamente gli occhi, perché nel paese dove la chirurgia plastica è all'ordine del giorno si pensa anche a questo.
Il lucro è un altro aspetto fondamentale, ovvero i motivi di carattere economico. Nelle cliniche private infatti si specula molto su questo aspetto, in quanto i costi per effettuare un cesareo sono elevatissimi, come lo sono le cifre delle coppie che pagano per avere questo servizio. Nel pubblico le percentuali sono inferiori seppur alte e viene preferito per l'ottimizzazione del tempo, ovvero ore di personale impegnato dietro un travaglio sostituite da un periodo di tempo contato e programmabile. 
Per quanto riguarda i rischi viene tenuta in conto l'età della donna, nonostante in Brasile questo aspetto sia ancora marginale. Si effettua spesso il cesareo in caso di PMA e questo vale non solo in Brasile. Si tiene in considerazione il trattamento che spesso l'ospedale pubblico riserva durante il parto naturale, l'obbligo alla posizione supina senza alternative, l'episiotomia effettuata senza necessità reale, l'uso inadeguato di ossitocina per indurre al parto, o al contrario la poca assistenza durante travagli molto lunghi e la possibile sofferenza del neonato, evento non così raro da queste parti. Il caso più vicino a me riguarda una giovane donna, nota giudice, che dopo una gravidanza perfetta si è ritrovata a fare i conti con un errore medico che ha portato sua figlia a nascere con gravi danni cerebrali. Manca umanità, a detta di una mia amica che ha lavorato per alcuni anni nel reparto di neonatologia della mia città. Mi ha parlato dei cinque medici che prestano servizio, tra i quali rientra anche il mio dottore nord europeo e mi ha detto quali secondo lei sono affidabili, mi ha detto il modo brusco che hanno di rivolgersi alcuni ed uno in particolare l'ho testato sulla mia pelle durante la mia - per fortuna unica - corsa in ospedale. In quell'occasione abbiamo scoperto l'infezione che persiste tutt'oggi e che mi obbligherà ad un secondo giro di antibiotico e ad un'altra dose di preoccupazione. Quella notte l'accoglienza del medico di turno, dopo una lunga attesa, è stata priva di educazione oltre che di tatto. Senza guardarmi in faccia, trattandomi come se fossi andata lì a perdere tempo, mi ha dedicato pochi istanti del suo prezioso tempo e la visita in particolare non è durata niente. Solo di fronte agli esami che confermavano i miei fastidi ha avuto un atteggiamento meno infastidito, seppur lontano dall'essere umano. Durante la mia attesa è arrivata una donna in travaglio. Era già stata lì la mattina ed era stata rispedita a casa. L'ho vista piegarsi in due dal dolore su una sedia per quasi un'ora, l'ho vista vomitare in terra per tutto questo tempo senza che un'anima venisse a controllare o a darle il minimo sostegno. Quando finalmente il dottore si è degnato di visitarla, è stata condotta in una stanza lì vicino, che è comunque una sala parto seppur non la principale ed è lì che è nato il suo Miguel, per fortuna non molto dopo. Le parole del dottore in questione le ho sentite bene e non differivano in nulla su quello che la mia sopracitata amica mi aveva preannunciato. Lei stessa mi ha detto che preferirebbe un parto naturale, ma che alla luce dei fatti e nella struttura della nostra città opterebbe senza dubbio per un cesareo col mio dottore. Ci tengo a dire che al di là della mancanza di umanità di una parte del personale, l'ospedale in questione è considerato al primo posto in tutto lo stato di Bahia in quanto a sicurezza, essendo in possesso di un validissimo reparto di neonatologia e di terapia intensiva neonatale. Questo aspetto mette tutti d'accordo, per una volta e con mio enorme sollievo.
Quelli elencati sono solo alcuni dei motivi e probabilmente non sono dati sufficienti a motivare totalmente la scelta di un parto cesareo, ma vanno comunque ed obbligatoriamente presi in considerazione. I motivi fisici che obbligano ad un parto cesareo sono svariati e soprattutto sono inevitabili, li conosciamo e sono quelli che portano a questa scelta nella maggior parte del mondo. Le motivazioni qui spesso non sono obbligate, ragione che spiega la mia titubanza a riguardo. Personalmente non lo avrei mai scelto, ma io penso a lei e non a me. Cerco di ascoltare le opinioni di tutti, soprattutto delle persone che abitano qui e che ci sono passate prima di me. Alla luce dei fatti sembra davvero che il consiglio generale qui sia di ricorrere ad un taglio cesareo ed io lo so che ogni esperienza è unica, così come il dolore provato durante e dopo, o anche i tempi del recupero post parto, ma non posso ignorare i consigli, soprattutto quando medici. Tempo fa mi ero informata su modalità e costi per far nascere mia figlia a São Paulo, col mio amato dott. Destino. La grande problematica, nonché il motivo che mi ha spinto a rinunciare sono i tempi, ovvero il lungo soggiorno nella metropoli che ho preferito evitarmi. Avrei dovuto infatti viaggiare in aereo più o meno in questo periodo della gravidanza e fermarmi lì anche dopo il parto. Dopo aver trascorso un mese intero per concepire mia figlia là, ho scelto di evitare di tornarci per tre mesi per partorirla. Poi c'era la questione economica, in quanto si parlava di cliniche private, equipe di medici e costi che, ironicamente, potrebbero permetterci di avere tranquillamente altri due figli biologici, quattro in caso di gemelli. Infine, parlando col dottore in persona durante una delle sue piacevoli telefonate a sorpresa, mi era stato prospettato anche in quel caso il parto cesareo ed il naturale, dietro mia espressa richiesta, solo in caso di un andamento di gravidanza perfetto e con poca convinzione. In sintesi anche lui mi aveva prospettato il cesareo quasi come una non scelta, lui sul quale ho riposto tutte le mie speranze, lui del quale mi fido ciecamente, lui che ha permesso che questa vita cominciasse e rimanesse con me e sono certa di non esagerare affermando che, considerata la terapia post transfer certamente diversa da quella prospettata in Italia, io debba a lui la mia felicità che da altre parti non sono certa sarebbe arrivata. Non perché lui sia il migliore, ma perché sono convinta che lui sia il migliore per me.


Per ora le uniche certezze sono che il mio parto sarà a costo zero e avverrà nel sopracitato ospedale pubblico, essendo la struttura più sicura in caso di complicazioni. Il dottore nord europeo mi ha caldamente sconsigliato di farlo in una clinica privata proprio per una questione di sicurezza, nonostante io abbia anche un'assicurazione che coprirebbe in parte le spese. Quindi su questo punto non ci sono dubbi. Lui fa parte dell'equipe dell'ospedale, ma nel caso di un parto naturale potrà assistermi solo se di turno in quel momento. Una sua paziente che ho conosciuto il giorno della minicurva glicemica, mi ha detto che lei pregherà perché questo accada, io purtroppo ho smesso di pregare e di sperare nei miracoli un bel po' di tempo fa e preferisco di gran lunga la certezza dei compromessi. Mai in nessuna occasione lui mi ha spinto verso la scelta di un parto piuttosto che un altro, mettendomi sempre però a conoscenza dei fatti e anche della sua opinione che io ho esplicitamente chiesto. Quindi tra le altre cose mi ha spiegato che se voglio lui ad assistermi l'unico modo è effettuare un parto cesareo, il quale avverrebbe a 39 settimane spaccate, non un giorno prima e su questo aspetto è stato categorico, citandomi anche una telefonata avvenuta pochi minuti prima della mia ultima visita in cui una sua paziente chiedeva di anticipare il parto, richiesta che lui aveva prontamente e categoricamente rifiutato.

Questi sono i dati alla mia portata, mescolati alla grande confusione che regna nel mio cuore e nella mia testa. Non intendo farlo diventare un problema, ho ancora un po' di tempo per pensare, capire e giungere alla scelta giusta. Non esiste decisione certa, ma qualunque sia quella finale sarà certamente presa per la sicurezza di mia figlia. Spero di arrivare serena a quel giorno e mai in nessun caso mi sentirò mamma di seconda categoria. Queste idee le lascio alle stesse persone che pensano che il legame con la mia bambina sarà diverso da quello con mio figlio e sto già scrivendo a riguardo, ma anche questo argomento merita un capitolo a parte.


Ah, qualcuno ha dato alla luce prima di me, ovviamente con parto naturale, mettendo al mondo cinque bellissime creature. Tre chiari e due scuri, gli stessi colori della nostra famiglia colorata.



"Chiunque abbia mai amato porta una cicatrice."
– Alfred de Musset

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52 commenti

  1. Parto dalla fine, ovvero dalla citazione, che è stupenda...soprattutto pensando alla mia cicatrice, che sempre mi ricorda il momento in cui è nato mio figlio. E la meravigliosa famiglia della tua micia, che condivide gli stessi colori della vostra..hai trovato un paragone bellissimo! Detto ciò, anche in Italia spesso c'è un abuso nel ricorrere al cesareo, molto spesso credo per ragioni economiche. Nel mio caso è stato necessario, almeno è quello a cui credo fidandomi del mio ginecologo...non voglio cadere nella solita questione delle "classi" della maternità...banalità. Tu pensa alla serenità tua e della tua piccola...il resto è secondario! Eleonora (mammadeinchina)

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    1. Ele cara!! A me quel paragone ha fatto sorridere, l'ho pensato subito quando li ho visti nascere e non conoscendo il babbo è stata una sorpresa vedere quei colori.
      Non pensavo che in Italia il cesareo fosse così frequente... In ogni caso faremo proprio come dici tu, ovvero sceglieremo quello che ci sembra meglio per noi tutti e per lei in primis!!
      Ti rispondo presto anche "di là"!! Beijos

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  2. Ammiro veramente la pazienza con cui hai risposto nel post precedente, e anche la sincerità di questo.
    Tu sei serena? Tuo marito anche? La vostra mi sembra una scelta consapevole e ponderata e quindi nessuno ha il diritto di sindacare! Un grande abbraccio!

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    1. A me dispiace quando una conversazione smette di essere un confronto, diventando un affronto. Anche perché fin da subito ho fatto capire la mia confusione a riguardo, non sono qui ad imporre una mia idea, ma bensì a spiegare ragioni e dubbi che presto in qualche modo andranno risolti!!
      Grazie di cuore per l'appoggio, cara. Vi abbraccio.

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  3. Io sono nata di cesareo, non so se mai diventerò madre naturale e comunque so che se mai ce la facessi sarebbe per via cesareo, quindi la vedo una opzione normale e non avevo mai pensato che per qualcuno non è così. La prima volta fu mentre parlavo con una collega che aveva avuto suo figlio con un cesareo e diceva che per questo si sentiva inadeguata e si era chiesta "perché non ci riesco in maniera naturale?". Posso dirti che a me quella discussione mi era sembrata surreale: è vero, le donne hanno sempre fatto figli in maniera naturale, ma noi da questa parte del mondo siamo anche profondamente fortunate perché possiamo scegliere la maniera più sicura per le madri e i bambini. Sinceramente io mi preoccuperei solo che sia sana e che sia sicuro entrambi.
    A
    PS.La stessa collega ha allattato il figlio solo al seno fino a tre anni, io non sopporto le paladine del "naturale a tutti i costi" ;-)

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    1. Io credo che chi come Eva ha vissuto la pma, la domanda della tua collega non possa farsela... A lungo ci si chiede "perché non riesco a concepire naturalmente?" Che di gran lunga mi sembra una domanda la cui risposta è molto più di difficile da darsi.
      E quindi anche io davvero, trovo surreali certi ragionamenti...
      ☺️☺️

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    2. Anna ha anticipato perfettamente la mia risposta. Credo infatti che il grado di un problema, ovvero il peso che si dà ad una determinata cosa dipenda molto dal passato e dalla storia che ci ha condotti fino a quel punto. Se una persona ad esempio non ha problemi economici, non si preoccupa di come arrivare a fine mese ma bensì si lamenta di quello che non riesce a comprare e che magari può essere considerato anche superfluo. Per lei però, in quel momento, non lo è affatto!! Lo stesso vale per alcune donne che sono arrivate serenamente alla maternità, con una ricerca breve, con due lineette rosa e una gravidanza da manuale. È ovvio che i pensieri e le paure abbiano un'entità differente e che ci si possa permettere di concentrarsi su altri aspetti, quali gli argomenti citati nel post.
      Io ho la buona abitudine di aspettare di provarla una cosa prima di dare un'opinione. Ad oggi infatti non so come andrà col parto, nonostante ne abbia già un'idea e né tantomeno con l'allattamento. Mi lascio il tempo per poterlo dire con cognizione di causa, l'esperienza d'altronde è la migliore insegnante!! Di certo non capisco quelle donne che impongono il proprio pensiero sulla naturalezza della maternità, solo perché loro hanno scelto quella via e soprattutto - SOPRATTUTTO!! - hanno avuto la possibilità di poterla percorrerla e non dedicano nemmeno un momento a pensare che altre donne hanno vissuto tutt'altro.
      Un grande abbraccio ad entrambe!!

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  4. Capisco tutti i tuoi dubbi, ma ancor più le tue certezze.
    Pur non avendo voce in capitolo, io dubbi non ne ho ( devo passarci prima ovviamente ) circa il cesareo. La nostra storia Eva è troppo complicata e sinceramente, come te, io ho bisogno di certezza e si sicurezza. Certezze che un parto,naturale non mi da.
    Il,resto sono cazzate. Non le tue, ma quelle di chi pensa che non sei madre naturale con il,cesareo. È un modo di vivere la vita troppo lontano dalla sofferenza che vivo io ogni giorno per ciò che mi è accaduto e quindi proprio non lo prendo in considerazione, perché riduttivo e discriminante. Stai serena, il tuo istinto materno ti guiderà, da lì nasce una mamma. Allafinearrivamamma

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    1. Annina!! Il discorso che fai tu è lo stesso che ho cercato di spiegare nel post e che a mio avviso ha senso, ovvero il fatto di preferire una via meno naturale ma con più certezze. Non perché il naturale non lo sia, tutt'altro, ma perché ormai siamo abituate agli imprevisti e alle difficoltà tanto da volerle evitare almeno alla fine di questo percorso lungo e difficile!!
      È un momento importante quello che stai vivendo. Ti penso e ti appoggio con tutta la forza che ho.

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  5. Anche io come te ho sempre conosciuto il cesareo come unico parto, nel senso che mia mamma ha partorito cosi' e anche mia sorella. Nessuna delle due ha mai detto di sentirsi una mamma di serie A o B, hanno fatto quello che era meglio per loro e per i loro bambini. Solo questo conta. E come ti hanno detto sopra, se va bene a te e a tuo marito, va bene a tutti! :-*

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    1. Credo infatti che tutto dipenda dal modo di guardare una stessa cosa, come il bicchiere che può risultare mezzo pieno o mezzo vuoto. Ci sono donne come le nostre mamme che affrontano questioni come questa con tranquillità e mi domando se non sia questa la vera naturalezza e non quella di chi impone le proprie idee. Tutto è relativo e l'equilibrio secondo me rappresenta sempre un'ottima scelta!!
      Speriamo di arrivare ad una scelta serena, oltre che ovviamente consapevole.
      Un abbraccio

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  6. Cara Eva, nessuna scelta è mai semplice, in particolar modo se riguarda i nostri figli...tu però sei una ragazza abituata a ragionare,a riflettere ed a prendere decisioni e sono certa che, anche in questo caso, anzi, soprattutto in questo caso, farai la scelta migliore per voi!!! Non amo le etichette e non mi sognerei mai di definire qualcuno di serie b o di altre categorie perchè ha fatto scelte differenti dalle mie. Detto questo, penso che ciò che hai scritto debba essere tenuto in grande considerazione (ora ho capito ciò che intendevi!)...continuo a credere che una giovane donna, sana, la cui gravidanza procede bene, potrebbe affrontare un parto naturale, non certo perchè così sarebbe una mamma di serie a ma semplicemente perchè è un'esperienza incredibile, da provare (se una donna ne ha la fortuna) e perchè penso che se mamma e bimba stanno bene, la piccola non potrà che trarne beneficio nel restare sino all'ultimo nella pancia della mamma, perchè anche se alla 39 settimana i polmoni e gli altri organi sono già formati, alla 40° saranno al top! Sono anche a favore del taglio ritardato del cordone ombelicale, ovvero quando ha smesso di pulsare...per la mia terza bimba, avevo scritto un piano del parto che rappresentava ciò che avrei voluto, se tutto fosse stato possibile, chiaramente...Però penso anche che la certezza che tutto vada al meglio debba essere al primo posto ed una volta che la piccola sarà nata, non avrà più importanza come, quando e dove l'avrai fatta nascere...scusa la lungaggine e spero di non averti fatto più confusione che altro...io appoggio in pieno qualsiasi tua scelta perchè penso che l'avrai stravalutata e soppesata prima di farla...perciò in bocca al lupo!!! :-)

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    1. Carissima!!
      Concordo con tutto quello che hai scritto e non ti nego che mi piange davvero il cuore all'idea di perdere l'occasione di poter vivere un parto naturale senza motivi evidenti. Come ho scritto il dolore non mi spaventa affatto e sarei ben lieta di poter percorrere questo percorso, con tutto quello che comporta. Quello che mi spaventa e di conseguenza toglie magia a questa esperienza, è proprio la realtà che si presenta qui. Il taglio ritardato, ad esempio, credo non sia assolutamente previsto, così come non ho trovato nessuno in questa città che trattasse di parto umanizzato. So di una dottoressa che segue il parto naturale sotto esplicita richiesta [ovvero bisogna essere molto convinti e testardi, cosa che io non mi posso permettere considerate le mie paure!!] e che lo effettua solo in una clinica privata, quindi senza un reparto di neonatologia adeguato in caso di emergenza e che oltretutto dista oltre un'ora da dove abito io. Già per raggiungere l'ospedale ci vuole quasi mezz'ora...
      Le sto comunque pensando e valutando tutte. Sono alla ricerca di possibilità e strade alternative, farò tutto il possibile per arrivare alla scelta con la giusta consapevolezza.
      Grazie per la tua opinione e per il tuo appoggio!!

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  7. Mia sorella ha fatto due cesarei, il primo perché la pupa era oltre termine e aveva un braccio sopra la capoccetta e il secondo perché erano passati meno di due anni. Non mi sembra che abbia rimorsi o recriminazioni. Io l'ho fatto naturale con epidurale, un assaggio del dolore l'ho avuto :) tutto liscio ma appena uscito si è strozzato col liquido ed è stato qualche giorno in incubatrice...
    Se lì è prassi il cesareo, se sono ben attrezzati per farlo, se così ha da essere, così sarà. Affrontare di tutto per finire a rotolarsi per terra nell'indifferenza del personale? Ma anche no :)

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    1. Esatto, credo che sia importante valutare tutti gli aspetti per giungere alla scelta migliore. Non me la sento di intestardirmi su qualcosa che non conosco e che potrebbe sottoporre mia figlia a dei rischi. Non posso dimenticare che abitiamo qui, attaccandomi ad un'idea che non è inapplicabile ma che comunque sembra avere un margine di rischio più alto.
      Vediamo cosa succede nelle prossime settimane :)

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  9. cara Eva, come dici tu la cosa migliore è scegliere quello che è meglio per la tua bambina, tutto il resto non conta e non ci dovrebbe nemmeno essere da dire che ci si possa sentire mamme di serie a o serie b... Una mamma è una mamma e basta, lo è nel cuore, e il resto conta poco e fa parte solo dell'esperienza e delle scelte di ciascuna.
    Volevo solo dirti che per quanto riguarda il parto naturale, almeno per le mie esperienze, il medico conta davvero poco, arriva solo alla fine e secondo me qualora optassi per questa opzione davvero non varrebbe la pena andare lontano per avere il tuo medico preferito. Poi per me è meglio essere vicini per tornare presto e facilmente a casa da tuo marito e tuo figlio!

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    1. È vero, anche qui nel caso di parto naturale il dottore arriva solo alla fine e qualche volta troppo tardi... per questo c'è tanta preoccupazione su una possibile sofferenza fetale. Qualche volta il parto è semplice e tutto avviene in maniera davvero naturale, rendendo addirittura superflua la presenza di un medico. Altre va diversamente, le complicazioni sono svariate e il personale non sempre adeguato per trattarle.
      In ogni caso l'opzione di viaggiare è esclusa, mio marito e mio figlio sarebbero comunque vicino a me, ma non ce la sentiamo di trascorrere un periodo così lungo lontano da casa!!
      Grazie mille per i consigli, Silvia.

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  10. Ciao Eva... Ho avuto 2 parti naturali a distanza di 3 anni molto divesi da loro.. Con Davide un travaglio lunghissimo arrivata al parto stremata senza forze e senza le forza di spingere... Così davide ha sofferto parecchio nel venire al mondo(senza conseguenze x fortuna)e io pure visto che mi sono fatta 10gg di ospedale x lacerazioni e conseguente emorragia.. ALEX invece con parto indotto ( catetere di foley più ossitocina a go go)era scaduto il termine ultimo..!!travaglio doloroso ma veloce anche se le contrazioni giuste non arrivavano.. E si è parlato anche di Cesareo .. Poi in 5 min e 2 spinte è nato...!!come vedi ognuno ha le sue esperienze...e concordo assolutamente che bisogna fare la cosa più sicura x te e la tua bambina.. Per il resto quando la vedrai e la terrai tra le braccia x la prima volta,non conterà più niente, parto naturale,cesareo...(come del resto con NE,nato dal cuore.. E non dalla pancia..!!) vi abbraccio forte... Debora

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    1. Ciao Debora, più leggo e più mi rendo conto che le casistiche sono davvero infinite. Le esperienze si possono somigliare ma sono tutte uniche, così come lo è il modo di una donna di affrontare il dolore.
      Nonostante legga esperienze di parti naturali non semplicissimi, come nel tuo caso, se fossi in Italia non avrei il minimo dubbio sulla scelta di un parto naturale. Penso che tra i tanti aspetti, avere l'equipe medica dalla tua parte svolga un ruolo fondamentale, ovvero il loro appoggio in un momento così importante è necessario!!
      Continuo a vedere il cesareo come la cosa più sicura in questo paese, ma non smetterò di guardarmi intorno fino all'ultimo, nella speranza di trovare una possibile alternativa.
      Grazie per la tua testimonianza. Un abbraccio grande a te, Davide e Alex.

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  12. Io non so se riesco a lasciarti un commento di senso compiuto e che possa aiutarti davvero nelle tue riflessioni.
    So solo che sto male al pensiero che tu potresti rinunciare, senza motivo reale, ad un'esperienza tanto bella e unica. Da donna, sorella di tutte le donne, non riesco ad accettarlo, non dopo quello che hai passato. E non perché ci sono mamme di serie A e mamme di serie B. Mal tollero chi la butta sempre su questo piano come se chi difende parto e allattamento lo faccia solo per sentirsi superiore, per dire che è quella di serie A.
    Sono certa, e posso capire le ragioni, che non hai quasi neanche preso in considerazione di partorire in Italia. Ma se provo a pensare ad una possibile soluzione che ti permetta di scegliere in serenità il naturale, sicuramente mi viene in mente la ricerca di una ostetrica privata con cui iniziare da subito un percorso di accompagnamento alla nascita. Al momento del parto il ginecologo non ci sarà, non serve a nulla se l'iter è regolare. Ma è forse possibile che la struttura in cui partorirai consenta che tu venga accompagnata da una ostetrica personale, oltre che da tuo marito. In questo caso avresti accanto una persona di fiducia, che sappia davvero starti accanto e rassicurarti. Il tutto con intorno una struttura che ti da comunque sicurezza dal punto di vista della possibile gestione dell'emergenza o dell'eventualità del cesareo.
    Ecco, mi viene da dire solo questo...
    E certo che non devi stravolgere col tuo esempio nessuna abitudine nazionale, né farti paladina sulla tua pelle del parto naturale, quando davvero vivi in un paese in cui non viene favorito. Però puoi fare qualcosa per te e la tua creatura. Solo per voi, perché vi meritate che sia tutto più bello possibile. Meritate la favola, niente di meno.

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    1. Provo anche io a lasciarti una risposta che abbia senso :)
      Il parto in Italia non è stato nemmeno preso in considerazione, perché essendo noi genitori entrambi italiani la bambina non avrebbe la cittadinanza brasiliana, ma bensì un visto di ricongiungimento familiare e considerato che intendiamo vivere qui, non è fattibile. Inoltre nascendo qui i nostri figli potranno mantenere la doppia cittadinanza anche dopo i diciotto anni, cosa che l'Italia per quanto ne so non permette, obbligando a scegliere!!
      Onestamente non mi sono informata su una possibile ostetrica privata, mi viene da pensare che sia fattibile in una struttura privata a pagamento, ma temo che in quella pubblica non sia possibile. Mi informerò certamente a riguardo, anche se il mio dubbio si basa proprio su una tua frase a proposito del ginecologo che "non serve a nulla se l'iter è regolare". Ed è vero, ma è l'irregolare che mi preoccupa, l'eccezione o la possibilità di un qualcosa che non vada per il verso giusto. Non posso evitare di prendere in considerazione le possibilità, anche in negativo.
      Mio marito purtroppo non potrà assistere nel caso del cesareo, non so se vale lo stesso per il naturale, probabilmente no. Anche in questo caso, privatamente sarebbe tutta un'altra storia, ma almeno sul luogo di nascita non intendo cambiare opinione.
      Mi hai dato comunque un ottimo consiglio e mi informerò a riguardo. Sulla favola diciamo che ho smesso di crederci quando per concepire mia figlia ho dovuto mettere il nostro amore in mano alla medicina. Mi accontento della magia di tutto quello che è artificiale, considerato che la meta non cambia, nonostante la strada alternativa percorsa!!
      Un abbraccio e grazie ancora.

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    2. Nel caso di cesareo credo che i familiari non possano assistere da nessuna parte neanche in Italia, si fa in sala operatoria ed entra solo il personale medico, direi. Almeno ricordo che mi dissero così, in ospedale, ma è un ricordo un po' sfumato.

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    3. Al fatebenefratelli dell'isola Tiberina a Roma fanno entrare il partner ..poi ci sono i pro e i contro del reparto come ovunque :) Diarista la tua mail era in Spam ora provvedo! !!

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    5. Da quello che ho capito, anche in Italia esiste questa differenza tra pubblico e privato. Nel primo non è permessa la presenza del marito, nel secondo invece sì. Passatemi la retorica, ma a volte è proprio azzeccato il detto "tutto il mondo è paese"!!

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  13. Alla luce di tutto quello che hai raccontato fai benissimo a scegliere il cesareo! Stavo pensando che visto che la situazione dell'assistenza sanitaria pubblica è questa, forse potresti concederti l'aiuto di un ostetrica privata per i giorni dopo il parto, una persona che sia preparata sull'allattamento e che ti possa consigliare e assistere, qualcuno di cui poterti fidare!

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    1. Speravo di ricevere un tuo commento!!
      Sicuramente mi informerò se esiste questa possibilità, sia durante un eventuale parto naturale che eventualmente dopo, anche se credo - e chiederò meglio alla mia amica che ci ha lavorato - che nei giorni a seguire le ostetriche di turno aiutino in questo senso.
      Mi dico che andrà tutto bene, in ogni caso :)

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    2. mi inserisco timidamente anche io. ho avuto tre parti naturali, a casa, e ho semre paura di essere tacciata di talebanesimo nei blog! ho letto tutto i tuo percorso e gioito tanto per il lieto fine. quando hai scritto del brasile e dei cesarei non mi sono stupita, sapevo gia' le statistiche. le tue considerazioni sono razionali e validissime, non avrei cuore manco io di insistere per un parto naturale in certe condizioni! colgo, pero', la palla al balzo da ellie perche' ha ragionissima, un'ostetrica privata e' spesso meglio accetta anche in ospedale, anche durante il parto, ed e' un aiuto enorme. se ti puo' seguire davvero fino all'ultimo allora ripenserei, un pochino, al parto fisiologico, in fondo i dottori davvero non fanno niente, sono le ostetriche a farti partorire. forse il tuo ginecologo puo' segnalartene una che conosce e di cui si fida? lo so, c'e' sempre un margine di rischio per cui si richiede l'intervento di un medico e capisco che, vista la situazione, tu non voglia rischiare, anche se il margine di rischio esiste anche con un cesareo non necessario, lo sai bene, mi sa che sai gia' tutto meglio di noi!, allora scegli il rischio che ti stressa meno. se l'ostetrica non potesse seguirti in ospedale durante il travaglio, pero', allora il mio consiglio e' di cercare una doula, a cui non vedo perche' devrebbero negare il permesso di essere con voi tutto il tempo, e per i giorni prima e dopo il parto, e per l'allattamento.
      vi abbraccio, siete una meraviglia!
      anna

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    3. Ciao Anna!!
      Grazie mille per avermi scritto, qui nessuno viene cacciato per esprimere la sua opinione, soprattutto quando arriva con parole così pulite, chiare e certamente pensate.
      Mi sono informata per il parto in casa ed effettivamente ho scoperto che è possibile, anche se generalmente viene eseguito in località a qualche ora di distanza da qui dove non esistono strutture e dove si ha la tendenza a vivere a contatto molto stretto con la natura. Non ti sto a raccontare le varie storie sentite delle quali non conosco la veridicità, perché dopo aver riflettuto ed abitando a oltre mezz'ora di distanza dall'ospedale, ho comunque deciso che no, non me la sento. E sì che mi piacerebbe tantissimo!! L'idea dell'ostetrica privata continua a ronzarmi in testa invece, quello che mi preme sapere è se potrà seguirmi nella struttura pubblica, perché come ho già scritto l'unica certezza che ho è quella di voler partorire lì. Sulla doula invece, siccome dopo il parto avrò accanto mia madre, mia sorella ed i miei suoceri, onestamente eviterei. Non mi piace avere persone in casa e di aiuto ne avrò tanto. Spero di cavarmela bene lo stesso!!
      Probabilmente la mia paura è eccessiva e come hai giustamente precisato tu, i rischi ci sono in entrambi i tipi di parto. Piano piano arriverò a capire cosa mi fa stare più serena, che come hai detto tu in questo caos è l'unica cosa che può condurmi ad una scelta consapevole.
      Un grandissimo abbraccio e grazie ancora.

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    4. eh, i parti nella natura brasiliana... i miei sono stati comunque monitorati, non cosi' selvaggi, ma comunque esattamente quello che volevo, sono fortunata. anche per me una spinta a pensare al parto in casa e' stata la situazione sanitaria del paese in cui vivo, la ggrecia, non siamo ai livelli brasiliani, da quel che leggo, ma, comunque, per avere quello ca cui tenevo (padere presente, liberta' di movimento, nn separarmi dal bambino, ritardo del taglio del cordono etc..) l'unica scelta era stare a casa con ostetriche preparate e un ginecologo in stand bay in clinica, se mi fossi ritrovata in ospedale, legata al letto e sola avrei chiesto un cesareo, non lo dico per dire ma era scritto a chiare lettere nel mio piano del parto, temevo troppo i modi bruschi, l'ossitocina e il dover restare ore sdraiata da sola. comunque, la doula la consigliavo non perche' stesse a casa con te ma perche' se dovessero negare il permesso ad una ostetrica in ospedale, durante il travaglio e/o il parto, magari accettano una figura professionale diversa, non so...grazie a te, sapevo non mi avresti fraintesa ma sai, arrivare qua, con tre parti naturali all'attivo, non so, poteva essere letto nel modo sbagliato. sappi che sei preziosa per tutti noi che leggiamo, anche se le nostre esperienze sono diverse; io rimango incinta molto facilmente, per esempio, ma e' molto piu' dura tenere i bambini con me.
      grazie!
      anna

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    5. Allora sei stata coraggiosa e bravissima nel seguire i tuoi desideri, decisamente più di quanto non lo sia io, considerato anche il fatto che anche tu vivi in un paese straniero!!
      Grazie ancora per tutte le riflessioni e le opinioni condivise. Persone come te sono altrettanto preziose per me!! Grazie.

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  14. Gioia extracontinentale, ciò che sceglierai sarà la cosa migliore per i tuoi figli. Il resto non è il ritmo che animerà i vostri cuori bensì le note di campane di altri villaggi. La cosa più difficile, nel momento del dubbio, è fidarsi del proprio sesto senso che alla fine fa luce su ogni cosa. Esssacanaji!

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    1. Anche io credo che fare quello che si sente, quello che crediamo migliore sia la scelta giusta. Sono già due notti che faccio sogni assurdi, stanotte mia figlia era nata ed era un maschio e mentre provavo ad allattare tirava fuori i denti... Ieri notte è andata pure peggio. Si vede che si avvicina il momento :)
      Vi penso, non sai quanto. E sempre Saaaacanaji!!

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  15. Cara Eva,
    ho letto il tuo post in giorni particolari (probabilmente ci scriverò sopra, tra un po'), il che rende più intricato il filo dei miei pensieri.
    Vorrei evitarti una pappolata infinita di commento, vediamo cosa esce...
    Penso che ogni parto sia un po' a sè, e francamente NON NE POSSO PIU' di discorsi del tipo "le donne partoriscono naturalmente dalla preistoria" e simili.
    Sì, e nella preistoria mangiavamo carne cruda e nel medioevo si moriva di raffreddore. I tempi cambiano.
    Parto cesareo e naturale sono due cose diverse, con rischi diversi e un decorso diverso almeno per i primi giorni. Ma nessuna delle due è di serie b.
    Aggiungo, e poi concludo, che se in Brasile sono così frequenti i cesarei...ormai saranno espertissimi a farli, il che è un'ottima notizia, nel caso tu scelga questa opzione.
    Ecco, ora mi fermo, dai :).
    un bacio a te e ai tuoi figli.

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    1. Ciao carissima,
      spero che quei pensieri non contengano preoccupazioni troppo grandi e che passi, come per fortuna accade con le cose che non si vogliono tenere. Quasi sempre e con un po' di fortuna.
      Intanto rinnovo gli auguri ritardatari al tuo Topo :) e concordo con te, se il cesareo è così comune e considerata la tecnica più sicura, certamente può essere una buona opzione. Intanto sono due notti che sogno cose assurde a riguardo e non credo sia un caso :)
      Un bacio a voi!!

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  16. Queste differenze che classificherebbero le mamme a seconda del tipo di parto scelto o subito, del tipo di allattamento ecc, io non le capisco proprio. Non c'è mamma di serie A o B, c'è una mamma , mille mamme diverse che fanno ciò che riescono impegnandosi al meglio, quello è l'importante. Partorirai la tua piccolina , quello è l'importante. Non il come.
    Che bella panciona colorata.

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    1. Concordo, concordo, concordo. Ma non tutte le donne possiedono la tua apertura mentale, la sensibilità di capirlo e crederlo soprattutto.
      Al di là di questo, continuo a faticare nell'accettare un cesareo immotivato fisicamente, anche se come hai detto tu, la bambina verrà al mondo in qualche modo e quello è ciò che conta davvero!!
      Grazie per esserci sempre.

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  17. Mia madre ha avuto due parti naturali, io ho dovuto fare due parti cesarei e non ho mai pensato di essere meglio o peggio di mia madre, non mi è mai passato per la testa. Non sono nemmeno riuscita ad allattare, pur desiderandolo tanto, ed anche ciò non ha modificato la mia percezione di me come madre. Adoro i miei figli, che sono cresciuti e mi sono ancora legatissimi affettivamente anche se hanno la loro vita indipendente...e questo è tutto...ed è meraviglioso
    Mila

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    1. Mila, non posso che concordare con tutto ciò che hai scritto. Per me è tutto ovvio e naturale. La mia lunga premessa voleva proprio chiarire questo punto, che non è infatti il problema che mi sto ponendo in questi giorni di decisioni importanti. Il mio dubbio o meglio la mia difficoltà, è legata all'utilizzo del cesareo senza motivazioni fisiche. Ma sono certa che comunque vada, anche per noi sarà tutto meraviglioso!!
      Un caro saluto.

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  18. Mi fai venire voglia di rifare un figlio subito e devo dirti che forse un uomo perbene ci sarebbe, cosa mi consiglieresti, vorrei dirgli tante cose ma mi freno, è un grande imprenditore che si dedica tanto ai figli....so che detta così....ma ci terrei ad avere tuoi consigli suggerimenti....ti seguo tanto

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    1. Ciao Michela!!
      Mi lusinga sapere che la mia opinione è importante per te, ma è davvero una domanda a cui non posso rispondere questa, soprattutto sulla base di poche righe.
      Non se se questa persona sia il tuo compagno, non so se il suo dedicarsi è riferito a figli che avete insieme, o che arrivano da una precedente relazione. Come puoi capire è impossibile per me avere un'opinione su una situazione che non è chiara e anche in tal caso, credo che la scelta di fare un figlio appartenga solo alla coppia, ovvero a te e a lui. Sicuramente parlarne con lui è la scelta giusta, così che il tuo desiderio non rimanga soffocato e così che tu possa vedere la reazione da parte sua. Credo che quella possa essere la risposta alla tua domanda!!
      Un grandissimo abbraccio e grazie per accompagnarmi in questo cammino.

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  19. No il figlio lo aspetterei solo da single per esperienze passate, uno che ne ho mi basta, quello che mi emoziona è il tuo spirito materno, lui vive vicino ma lavora tanto, ci si incrocia e tempo fa ci sentivamo al Tel gli dissi che non tollerano che la sorella fosse una maestra violenta e tra di noi finì ogni comunicazione, ora credo che lui voglia approfondire con me anche perché ha una vita sua differente fatta di lavoro e due figli con cui lavora, non oso lanciarmi, perché aveva una relazione in corso se non ha chiuso non avrebbe senso iniziare, sai che volevo fare una vacanza dalle tue parti ma l Agenzia non le organizza....sono convinta che le situazioni non le spingo io difficilmente si creano, soprattutto con gli uomini, tu che faresti osare o aspettare


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    1. La situazione mi sembra piuttosto confusa, da quello che ho capito non esiste una relazione tra te e questa persona al momento. Non so, ancora una volta mi viene da dirti che la scelta di fare un figlio è molto personale, ma credo che nella tua situazione non ci siano le giuste basi per decidere di averne uno con questo uomo.
      Mia madre ha cresciuto da sola me e mia sorella, ci ha volute fortemente nonostante mio padre fosse contrario. Ha scelto noi e ha perso lui. Questo per dire che se ciò che desideri è un figlio sai esattamente cosa fare, ma credo sia diverso decidere di averlo con la persona giusta e col suo consenso.

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  20. Ci ho pensato tanto, prima di scriverti. Spero non ti dispiacerà se ti mi permetto di dirti una cosa, l'ormone ossitocina è quello che dirige il processo del parto naturale e che, dopo la nascita, stimola la produzione di prolattina, che a sua volta aiuta la produzione di latte e la formazione del legame di attaccamento.
    Che tu faccia il cesareo o meno, sarebbe fondamentale pensare non a ciò che non puoi controllare, ma a ciò che puoi fare per lasciare che il tuo bambino sperimenti almeno una parte dell'ossitocina che lo fa nascere pronto alla vita fuori dall'utero.
    Eccoti un elenco di cose che favoriscono la produzione di ossitocina: Abbracci, baci, carezze, massaggi, parole dolci/incoraggianti/positive, calore, acqua calda, musica, relax, familiarità con le persone che ti circondano, buio, intimità etc.
    Se invece vuoi sapere cosa la contrasta: sfiducia, paura, adrenalina, conflitti irrisolti, presenza di persone non familiari e di cui non ci si fida, freddo, toni di voce negativi, luce troppo forte, tensione.
    Qualunque sia il posto e il modo che scegli per partorire, puoi sempre lavorare su questi elementi. Spero che sia possibile negoziare con l'ospedale per avere quello che viene chiamato un cesareo friendly. Ti mando un link che ti potrebbe interessare. http://www.bellybelly.com.au/birth/gentle-caesarean/
    E già che ci sono un mio articolo http://lavitafertile.com/partorire-e-questione-di-intimita
    Un abbraccio sincero.

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    1. Sono felice che tu mi abbia scritto, ogni commento è davvero prezioso per me.
      Per quello che ho capito e correggimi pure se sbaglio, tu parli di ossitocina naturale ovvero dell'ormone che produce l'uomo. Nel caso del parto si parla invece di ossitocina sintetica e credo che ci siano delle differenze il tal caso.
      Interessantissimo sapere cosa la stimola naturalmente e certamente lavorerò su questi elementi, che sono sempre consigliabili visto che si dividono in positivi e negativi. Interessante anche il cesareo friendly su cui avevo già letto qualcosa. Mi informerò a riguardo, anche se come ho già scritto temo che in quella struttura ci sia poca disponibilità in questo senso, essendo un grande ospedale pubblico.
      Farò del mio meglio perché la bambina abbia un benvenuto meraviglioso in questo mondo!!
      Grazie ancora per tutti i consigli e un abbraccio grande.

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  21. Perdono mi sono spiegata male il figlio lo adotterei da single.....lui ha una lei credo non la mollerà finché non vedrà in chiaro cosa può avere con me ma essendo entrambi divorziati ci andiamo piano, cioè siamo fermi agli sguardi, le pochissime volte che ci si incrocia visto che abitiamo vicini uno dovrebbe fare la prima mossa, da te vorrei tipo una....predizione...come il paciocchino, o dalla tua mamma. Come finirà o meglio inizierà una storia?

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    1. Ancora una volta non capisco, Michela!! Adesso stai parlando di adozione da single, cosa che in Italia non è possibile.
      Per quanto riguarda la predizione, sia io che mia madre non siamo le persone giuste. La storia del Paciocchino è qualcosa da prendere alla leggera, un gioco che a noi piace vedere come un segno, ma che rimane qualcosa di cui sorridere e niente più.
      Nessuno può sapere come andrà la tua storia, da parte mia ti faccio in ogni caso un grande in bocca al lupo.

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