27

Nella pancia e nel cuore [Le parole che scrivo per Lei]

sabato, gennaio 30, 2016

Sono a letto e l'orologio sul mio cellulare segna le 23:39. È tardi e come al solito non ho sonno, nemmeno la gravidanza sembra aver mutato quella che ormai è una costante nella mia vita. C'è stato un breve periodo in cui temevo la notte, ce n'è stato uno ben più lungo in cui amavo viverla e lasciarla solo con l'arrivo del nuovo giorno. Adesso la notte dormo, ma lo faccio senza piacere, con l'impegno e la consapevolezza di averne bisogno per sfruttare al meglio le ore diurne. So perfettamente infatti, che se spegnessi adesso la luce sarebbe inutile e comincerei a vagare con la mente. Non ho ancora capito se le avventure più incredibili le ho vissute lì o nella vita reale e più vado avanti, più comincio a credere che sia la seconda ipotesi quella giusta. Stringo un libro tra le mani. Ne avevo già parlato, accennando di questa trilogia che ha come argomento l'amore ai tempi della guerra e che avevo letto tempo addietro, ripromettendomi che l'avrei ripresa in mano quando avessi fatto il trattamento di fecondazione. Così è stato in effetti, se non che arrivata ad un certo punto mi sono fermata. Ho smesso di leggere, nonostante ami farlo, nonostante abbia il tempo per farlo. Accade di non riuscirci, accade di sostituirlo con altri bisogni ed io in questo momento non sento la necessità di estraniarmi, ma bensì di scrivere le mie pagine. Ecco quello che faccio, scrivo. Ma di questo ne parlerò più avanti. Così adesso me ne sto sdraiata su un lato, il sinistro per l'esattezza e continuo a leggere una stessa frase infinite volte, arrivando in fondo e tornando indietro, senza memorizzarla mai e senza capirne il senso. Sono i pensieri, ingombranti e vivi, che frullano nella mia testa e mi dettano parole che più tardi sono certa metterò nero su bianco. Sono pensieri spaventosi e bellissimi che tu mi detti senza bisogno di parole. Ti bastano piccoli movimenti, ancora delicati e poco frequenti, per parlarmi, insegnarmi e più di tutto stupirmi in un modo tutto tuo. Come San Tommaso se non vedo non credo ed io che ad oggi riesco non solo a vedere ma anche a sentire, stento ancora a convincermi che tu ci sei e sei qui con me. Leggo ancora, ostinandomi a dare senso ad una frase che non mi interessa, mentre i miei occhi si abbassano di nuovo. Non riesco a staccare gli occhi dal punto in cui ti trovi, quel ventre divenuto oggi amico. Ogni parte del mio corpo parla di te, bambina mia, la mia pancia ti appartiene, è la tua casa. Il resto dovrai imparare a condividerlo con chi è arrivato prima di te e già ti pensa con più forza di quanta riesca a metterci io stessa. Tuo fratello, la persona che imparerai ad amare insieme a me e a tuo padre quando ci incontreremo. Lui che per primo ha preso posto nel mio cuore, occupandolo tutto. Lui che sa di essere nato lì e che da quando sei arrivata tu, non vuole accettare il fatto di non aver occupato il tuo stesso spazio. Sono i momenti in cui le parole sembrano non essere abbastanza, le occasioni in cui vorrei tirare fuori i sentimenti senza doverli spiegare. L'amore arriva e colpisce senza preavviso, l'amore si racconta ma non si spiega. Negli anni a venire avremo tanto di cui parlare io, te e Lui. Lui che si è già abituato alla tua presenza. Lui che parla già di condividere con te cose di cui non sai nemmeno l'esistenza. Lui che ti accarezza, ti bacia e ti chiama, come noi adulti non abbiamo fatto mai. Lui che ti nomina infinite volte nell'arco di una giornata, più di quante sia riuscita a fare io nell'arco di questi sei mesi. Sì, stiamo entrando nel sesto mese e abbiamo raggiunto un'altro enorme traguardo. Ma quando penso alla nostra famiglia, penso ad una meta ancora più grande e quell'idea mi crea uno sconcerto che immagino non mi abbandonerà mai, ogni volta che penserò a voi e vi guarderò giocare insieme. Accade già adesso con Lui, ogni volta. Poi dopo, perché prima ci siete e ci sarete sempre voi, penso a me e al tuo babbo, ma soprattutto al punto dal quale siamo partiti. Normalmente si parte da zero, che è un punto base, dove non si ha ancora nulla ma si possiede il materiale per costruire, grandi castelli o capanne poco importa. Noi quegli strumenti non li avevamo e la cosa peggiore è che davamo per scontato di possederli. Così abbiamo cominciato a costruire e per un po' siamo anche andati avanti, fino ad arrivare sulle coste di questo oceano bellissimo che tra qualche mese diventerà la tua casa. Quando le fondamenta erano state gettate, abbiamo cominciato a sognare di crescere, di puntare in alto ed è esattamente quello il momento in cui ci siamo resi conto di non avere niente in mano, ma soprattutto è stato quello il momento in cui abbiamo scoperto che costruire sulla sabbia non si può. Siamo sprofondati, ecco come è andata, siamo andati giù e il nostro punto zero è diventato un buco nero e vuoto, dove non esisteva alcuna forma di vita. La vita, ecco cosa il destino ci ha negato. Lo chiamo per nome il destino, non se la caverà questa volta a confondersi col caso, perché una cosa di questo tipo non può essere paragonata ad una casualità. Eppure non è quello il periodo in cui ho temuto la notte, quello è stato il periodo in cui ho avuto terrore del giorno ed in particolare del futuro. Cosa si costruisce a mani vuote? Dove si costruisce se non si ha una base? Non c'è vita su un terreno infertile, non c'è speranza dentro un cuore improvvisamente svuotato. Eppure non ricordo di essere stata totalmente infelice in quel periodo, ricordo il dolore e la mia reazione alla sua costante cattiveria. Ricordo la speranza, nonostante il peso di quella consapevolezza. Ricordo i primi passi, quando le ferite erano ancora aperte. Ricordo cosa significa trovarsi in un paradiso, potendo stringere solo un pugno di sabbia. Ricordo di non aver mai smesso di sognarvi, seppure temevo di non trovarvi mai.

Poi le cose sono cambiate. L'incertezza ha lasciato spazio al desiderio, la cui forza non va mai sottovalutata. Ho scoperto che se in un determinato posto non c'è vita, è possibile spostarsi per trovarla ed abbiamo cominciato a camminare, per poi correre, senza fermarci mai e senza spostarci dal punto di partenza. Sono viaggi bellissimi quelli che si fanno col cuore. Anche adesso, distesa su questo letto, immobile nel tentativo di sentirti, in realtà sono in corsa. In corsa verso te, insieme a te. Tutta la nostra famiglia corre, mano nella mano ed è un'immagine che mi commuove. Tutto mi commuove quando penso alla tua storia, quando penso alla storia che ci ha portati a tuo fratello. Tutto mi commuove ultimamente e non si tratta solo di ormoni, si tratta di consapevolezza, di realtà creduta impossibile e che invece sembra sulla via della realizzazione. Forse ad inizio giugno rallenterò, accade ad ogni traguardo di frenare, nonostante non sia possibile fermarsi dopo tanto movimento. Non del tutto però e poi no, non voglio rimanere in nessun posto, ma evolvere ancora, ancora e ancora. Presuntuosa forse, sognatrice certamente. Non so stare, lo imparerai a tue spese figlia mia e spero che tutto questo andare porti lontano anche te, nella tua vita che sarà. Non riesco ad immaginarla, ho smesso da così tanto tempo di fare progetti a lungo termine che non ricordo come si possa pianificare qualcosa che va oltre la distanza di qualche mese. I chilometri li gestisco meglio, in quello sono brava. È il tempo che mi frega, la sua furia di trascorrere e l'ordine, che non so tenere nemmeno quando scrivo. Ma come si fa a rimanere lucidi mentre sento muovere qui dentro la vita. Sentire la vita, qualcosa che impressiona anche a dirlo a parole. Non riesco a credere che ci sia tu qui dentro, non riesco a capire come sia possibile che la mia pancia contenga una bambina. Sembro io la piccola che fa domande ovvie e un po' sciocche, che sgrana gli occhi per tutto, che si sorprende della cosa più naturale al mondo. La nascita della vita. Ricordo di averla interpretata nella recita scolastica di quinta elementare, la creazione. Eva ne faceva inevitabilmente parte, ma io ero solo una delle tante comparse. Non ero protagonista. Il mio nome, un nomen omen così beffardo quando traduce il suo significato in "colei che dà la vita". Oggi sono qui che la dono a te, ma noi sappiamo bene che non è stato così facile, che non c'è niente di scontato e che non è accaduto. Anche tu conoscerai tutta la verità, saprai che sei nata dalla mia pancia, ma che per arrivarci sei dovuta prima uscire per poi rientrare e con mio eterno stupore, rimanere. Sei stata forte amore mio, prima di essere qualunque altra cosa. Racconterò a te e tuo fratello la nostra storia, scoprirete quanto le vostre strade apparentemente diverse siano legate l'una all'altra, perché partite entrambe dallo stesso punto, perché solo insieme si completano e perché nessuno di noi ha senso senza l'altro.


Eccoti di nuovo, ecco che ti fai sentire. Allora lo senti questo mio cuore accelerato, allora lo senti come batte rapido quando parlo di te, di voi. Si chiama amore, figlia mia e ti accompagnerà per tutta la vita. Nel bene e nel male, per scelta o per caso. Scoprirai che tutto gira intorno a lui, è la cosa più importante che spero di insegnarti, amare senza limiti o condizioni. Amare forte, amare bene, amare nel rispetto altrui.
Lunedì ti rivedrò ed io non vedo l'ora. Sarà un appuntamento importante, perché è proprio durante la morfologica del secondo trimestre che scopriremo di più sul tuo stato di salute ed io non desidero altro che tu stia bene. Mille domande che troveranno risposta, tu che risposta lo sei già. 


"Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante."
[Così parlò Zarathustra - Friedrich Nietzsche]

ti potrebbero anche interessare

27 commenti

  1. Penso che da oggi non potrò fare a meno do leggere le tue parole nel blog, così come faccio da qualche giorno con quelle su instagram. Non so se il mio commento di qualche giorno fa tu sia riuscita a leggerlo ma lo ribadisco in breve, sei un esempio vero e bellissimo per chi come me ha intenzione di adottare in futuro un bambino. Ma allo stesso tempo sei un esempio, a parer mio per tutte le donne che sognano di diventare madri. Perché è come sei tu che lo si è davvero. Con la forza dell'amore.
    Complimenti e grazie ancora ☺

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio per le bellissime parole. Leggo sempre i commenti e quando possibile cerco di rispondere, non ne posso fare a meno :)
      Spero vivamente che il tuo sogno di adottare si realizzi, personalmente la trovo l'esperienza più bella che si possa provare, al pari - seppur in maniera diversa - con una gravidanza. È una prova d'amore enorme da entrambe le parti... E pensare che la maggior parte delle persone pensa che sia il sangue a legare una madre e un figlio.
      In bocca al lupo per tutto e un grande abbraccio

      Elimina
  2. Hai ragione la casualità non c'entra niente in queste situazioni, è il destino che è proprio bastardo, che ci mette limiti dove noi non credevamo di avere. Oggi mi sento proprio come tu racconti, sono dentro ad un buco nero senza vita, ma pieno di rabbia. Si, sono arrabbiata oltre che addolorata e ogni giorno che passa ho più rabbia dentro, e non riesco a farmi una ragione di tutto quanto... Le tue parole però riescono a darmi serenità, perché mi rendo conto ( e mi consola ) che ogni tanto il destino cambia strada e si ravvede...mentre aspetto che il mio si "svegli" partecipo come spettatrice al tuo, e ti dirò che è sempre bello assistere alla vostra gioia!! Un bacio kris

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I giorni così fanno parte del pacchetto, come gli alti che si alternano ai bassi. Accade anche dopo, figuriamoci prima. Più che le mie parole sono i fatti a provare che il destino qualche volta cambia direzione, ma anche qui mi viene da pensare che nemmeno lui ha diritto di prendersi questo merito, perché il destino in questo caso lo abbiamo fatto noi. Fosse stato per lui io oggi non sarei mamma e probabilmente nemmeno domani.
      Forza cara!! Avete qualche progetto in ponte?
      Ti stringo forte <3

      Elimina
    2. La nostra idea è quella di riprovare...tra un po' magari, adesso non ho proprio la testa per rimettermi in moto e per rifare tutto da capo! Ho bisogno di tempo per assimilare tutto quanto è successo, e anche per comprendere e accettare che tutto potrebbe andare male di nuovo...
      In compenso ci concederemo un mini viaggetto ,che serve sempre e non fa mai male!!!! Ti stringo forte e sono veramente felice per voi tutti❤️

      Elimina
  3. Parole stupende per Lei e per Lui. Permettimi di dirti che le hai scritte per entrambi perché tutti i figli nascono dal cuore...poi magari trovano vie diverse per arrivare, ma tutti partono da lì.
    Buonanotte
    A

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, ho scelto quel titolo perché mi rivolgo a Lei, ma scrivendo mi sono resa conto di non poterlo fare senza di Lui. Per quello ho scritto che le due storie sono legate, seppur diverse.
      Buongiorno carissima A., spero che nella tua famiglia le cose vadano bene!!

      Elimina
  4. Eva ho iniziato a seguirti anche su Instagram,sei bellissima,siete bellissimi e vedere le vostre foto mi mette davvero gioia nel cuore...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come è il tuo nome su IG?
      Grazie di cuore, cara :)

      Elimina
  5. Cara Eva quando scrivi così, con questa intensità, mi togli il fiato e mi fai emozionare. Rimango stupita ogni volta per come riesci a trasmettere l'amore per i tuoi figli e per la vita con semplici parole.
    Dovresti scrivere un libro prima o poi, anche perché di cose da dire - sono sicura - ne avrai tante.

    P.S. Io mi inizio a prenotare una copia, autografata però eh ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento mi ha emozionato tanto, tantissimo. Scrivere è qualcosa di fondamentale per me, al di là del risultato ed è anche grazie a questo blog se ho avuto la forza di arrivare fino qui.
      Per il libro, spero di poter dire molto presto qualcosa a riguardo. Un progetto che ho da tempo e che spero a breve smetta di essere tale...
      La tua copia più quelle acquistate dai familiari sono giù qualcosa ;) L'autografo è il minimo!!

      Elimina
  6. Sin da prima di sposarmi ho sempre immaginato la mia famiglia ideale con un figlio nato dalla pancia e uno adottato. La natura mi ha voluto bene, ho tre figli di cui due gemelli, ma purtroppo abbiamo una casa piccola e le nostre condizioni economiche non ci permettono di intraprendere la via dell'adozione. Ci penso spesso leggendoti e so che lo avrei amato con la stessa intensità con cui amo i miei figli ora, forse di più. Sembra assurdo detto da una che ha già tre figli ma è un pezzetto della mia vita che rimpiangerò sempre di non aver potuto realizzare. Sei una mamma speciale e i tuoi figli lo sanno già.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è così strano e mi tocca profondamente la tua sensibilità nell'avere un desiderio così intenso, nonostante la vita ti abbia riempito di tanta bellezza!! Ne ho parlato spesso sul blog e anche io l'ho sempre voluto, ma ho l'onestà di ammettere che non so come sarebbe andata se non avessi dovuto confrontarmi con l'infertilità. Il destino influisce tanto sulla storia, è inevitabile.
      Grazie di aver condiviso con me questo tuo sogno e un abbraccio grande a tutti voi.

      Elimina
  7. Partire non da zero, ma da sotto zero, accidenti. Ecco quello che ci tocca. Ma non vuol dire non poter raggiungere il traguardo. Anzi, ambire la metà così forte ci rende capaci di apprezzarla molto, molto di più. Sia quella che il viaggio per arrivarci. Ti auguro tutto il bene Eva, te lo meriti davvero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È innegabile il sapore delle cose raggiunte con sacrificio. Un figlio rappresenta sempre il traguardo più grande per una donna che lo desidera, un figlio negato dalla natura rappresenta lo stesso con qualche consapevolezza in più!!
      Ti auguro lo stesso, con tutto il cuore. Faccio il tifo per te, certa che arriverà presto anche il tuo momento felice.

      Elimina
  8. che bello eva! tanta felicità per voi due, tre, quattro!

    RispondiElimina
  9. "Ricordo di non aver mai smesso di sognarvi, seppure temevo di non incontrarvi mai" ... mi sono commossa, lo ricordo anch'io ogni giorno accanto al mio piccolo di quasi due anni! Vi abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che dopo tanta sofferenza quella consapevolezza non se ne vada mai. Stamani mentre guardavo mio figlio che si svegliava ho pianto e no, non sono gli ormoni ma la presa di coscienza del miracolo. Lo stesso accade quando sento Lei che si muove e che tra un po' finalmente avrò accanto anche io.
      Vi abbraccio con affetto.

      Elimina
  10. Di solito, quando sono tanto, tanto felice, piango. Un pianto innato, atavico, profondo. Pwer quello che ho, per l'infinita fortuna di poter abbracciare mio figlio, per come sono andate le cose. Ecco, credo che la felicità porti con se la consapevolezza delle difficoltà, dellecadute, dei timori. La tua pancia è bellissima. La vostra famiglia è bellissima. Auguri, con tutti il cuore.
    Raffaella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedo solo adesso questo tuo commento e non posso fare a meno di risponderti. Grazie per questo pensiero, di cuore!!
      Ti abbraccio

      Elimina

Translate

I miei post via mail

Like us on Facebook