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L'attesa dei bambini

martedì, dicembre 09, 2014

Il mio lunedì sono stati loro.
Quarantuno bambini. Un numero ben più alto dell'ultima volta e di tutte quelle precedenti.






Tornare è sempre un passo difficile da compiere. Ogni ritorno porta in sé significati ed emozioni particolari, che hanno a vedere col passato. Ormai non troppo recente, ma nemmeno così lontano.
Non tornavamo da tanto. L'ultima volta avevamo portato con noi NE e non fu una buona idea. Ancora troppo piccolo per capire, eppure non abbastanza da evitare di percepire qualcosa e rimanerne turbato. Così, questa volta siamo andati noi genitori e mia madre, mentre lui era scuola. Abbiamo scelto per noi stessi e non per lui. Lui potrà farlo quando ne avrà la capacità e allora potrà tornare, se vorrà e dare forma ad un passato breve, ma che si porterà dietro per sempre. Ci saremo noi ad aiutarlo e quel peso lo sosterremo, con tutta la nostra forza, così che a lui sembri più leggero. Ci proveremo e magari ci riusciremo anche.


Stesso luogo ed emozioni differenti, è quello che accade sempre.
La casa è la stessa. I bambini spesso cambiano, per fortuna e qualche volta purtroppo no, crescono e basta. Rimangono lì e rivederli non è bello, nonostante suoni sbagliato detto a riguardo di un bambino. Quando qualcuno non c'è più, è la felicità. Sorrido ed è quello che ho fatto oggi quando Irmã T., la suora che si occupa dell'istituto e che si è presa cura di mio figlio nei suoi primi mesi di vita, mi ha detto che Domingo era tornato a casa, dalla madre biologica. A volte accade, le famiglie li riprendono. Qualche volta sono accolti lì temporaneamente. Qualche volta sono lì in attesa di una nuova famiglia. Le realtà sono molteplici, differenti come la storia di ogni bambino, come il loro stato emozionale e fisico. Se Domingo oggi non c'era più, non è stato lo stesso per Gabriel.
Gabriel è un bambino che oggi ha quasi due anni, ma io l'ho conosciuto ancora neonato. Gabriel è un bambino speciale, con bisogni speciali. Solo uno dei tanti e non è che lui lo sia più degli altri, ma per qualche motivo quegli occhi io non me li sono mai staccati di dosso. Grandi, scuri e profondi. La bocca a forma di cuore, scura anche lei, a contrasto con la pelle inaspettatamente chiara. Inaspettatamente per questa regione. Irmã T. oggi, guardando una foto di mio figlio, è rimasta stupita di quanto sia scuro, quando era piccolo la sua pelle era relativamente chiara, per poi cambiare e diventare del colore dell'ebano.
Si parla di tutto in quel luogo. Non esistono preconcetti, discriminazioni o intolleranze. Ci sono i bisogni dei bambini, che sono un po' di più, perché gli adulti sono molto meno. Mancano le famiglie e anche quando ci sono, non bastano. Ci sono i bambini, che chiedono attenzione e non compassione. Non vogliono lacrime o sguardi commossi. Loro si nutrono di abbracci e sorrisi e carezze. Ho cercato di darne tante, avrei voluto avere più mani e più braccia e più occhi, per toccarli, stringerli e guardarli tutti. Mi divido e sono una. Loro invece sono tanti, sono troppi.
Bellissimi, ognuno a modo proprio.

La bambina dagli occhi colore del mare. Un neonato di cinque mesi, così simile al mio NE che in quell'epoca, a quell'età, mi sembrava grande e oggi mi è sembrato minuscolo. Vitoria [nella seconda foto], tutta sola nel suo lettino distante dagli altri e così silenziosa. Renata, che invece preferisce stare sul dondolo. I gemelli con un chilo di differenza [nella prima foto], perché le femmine si sa, sono sempre un po più minute, anche a soli cinque mesi di vita. E ancora Marcus, tre anni di esplosività. Paloma, altra bambina speciale e non solo per i suoi bisogni. Luan [nella foto qui sotto], tra le mie braccia a lungo e tante risate, le sue, che rimbombano ancora nella mia testa. Quindici mesi di bellezza e ancora nessun passo.
Ognuno qui ha i suoi tempi e un traguardo, è realmente degno di essere definito tale. Nel frattempo, aspettano. Un'attesa dalla durata sconosciuta e priva di certezze.





Adesso è notte, io sono a casa e loro sono ancora là. Ma sono anche qua, dentro al mio cuore e sopratutto dentro la mia testa. Non riesco a smettere di pensarli, quei bambini. 
Sono bellissimi e lo so che l'ho già scritto, ma lo sono davvero e io devo in qualche modo tirare fuori queste emozioni, senza conoscere il modo giusto per farlo. O forse sì, ma niente sarebbe mai sufficiente, mai è abbastanza. 
Impotenti, ecco come ci si sente, perché si vorrebbe fare di più. Non perché si prova pietà, ma perché si prova troppo amore. Quanto è brutta la pena, quanto è brutta la faccia di certe persone di fronte a questa realtà. Tenerezza, amore, calore, commozione anche. L'uomo dispone di tante meravigliose emozioni da poter esternare ed io ammiro tanto mio marito, che sa amare con una naturalezza disarmante, la stessa che ha mentre gioca con loro.  
Ma noi non siamo santi, siamo solo una donna e un uomo che fanno un sacco di errori e qualche volta provano a far meglio. Lì, tra le braccia di quei bambini, ogni volta io riparto. Ricomincio da quel luogo e faccio lo stesso anche oggi. Vedo tutto con occhi differenti, le cose hanno un peso diverso. Mi importa di poco e quel poco vale tutto l'oro del mondo. 
Non cambieranno le mie abitudini e lascerò il giusto spazio alle frivolezze, alle arrabbiature e a tutto quello che adesso mi sembra futile e stupido. Continuerò a fare quello che faccio sempre, eppure... eppure per un po', o forse per di più, guarderò più lontano del solito e in quel guardare, vedrò, ridimensionando i miei sogni. Le mie sfortune non sono così tremende oggi. 

Giro la testa e vedo mio figlio. Sta giocando.
Mi sento la donna più fortunata di questo pianeta, come lo è ogni mamma e ogni donna felice del suo destino. Non importa se era quello sognato, importa solo che sia bellissimo. 
Lo so, ho riusato per l'ennesima volta questa parola. È che oggi sono stata in un posto e in quel luogo, ci ho trovato tutta la bellezza del mondo. Era facile da scovare, nascosta dentro al sorriso dei bambini.


Nella foto qui sopra. Il letto di fianco a quello sul quale sono chinata, ovvero quello di fronte a me, è il lettino che ha accolto mio figlio NE per quasi otto mesi. Lì ho dovuto lasciarlo la prima volta che l'ho stretto tra le mie braccia. Poi, il destino ha fatto il suo corso. Bellissimo, tanto per rimanere in tema.


"Osserva gli occhi di un bambino, la loro freschezza, la loro radiosa vitalità, la loro vivacità. Assomigliano a uno specchio, silenzioso ma penetrante: solo occhi simili possono raggiungere le profondità del mondo interiore."
[I segreti della trasformazione - Osho Rajneesh]

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67 commenti

  1. Emozionante e commovente questo racconto, Eva! Non posso nemmeno immaginare cosa si possa provare, ma percepisco la forza d'animo che serve per tornare in quei posti.
    Se solo fosse più semplice poter aiutare tutti i bimbi che ne hanno bisogno, ne gioveremo tutti!
    Un abbraccio forte per una donna forte.

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    1. È un'emozione grande, ogni volta. Quella è stata la casa di mio figlio e ad oggi mi sembra quasi impossibile. Per me è un potente salto nel passato, ma chiunque ne rimarrebbe profondamente toccato.
      Sarebbe semplice nella teoria e basterebbe così poco se ognuno facesse qualcosa. Ma la pratica è un'altra storia, purtroppo!!
      Ti abbraccio forte anche io e ti penso.

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  2. Piango e non riesco a fermarmi...mi piaci tu, mi piace il tuo modo di fare e per restare in tema anche tu sei bellissima come quei dolcissimi bambini!!! Un abbraccio, volendo, ancora più sentito del solito...

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    1. Anche io ieri non ho saputo trattenere l'emozione, come invece avrei voluto.
      E tu piaci tanto a me. Grazie Lia, ancora una volta!!

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  3. Con le lacrime agli occhi, leggendo quello che scrivi. É emozionante, tremendo, con la voglia di abbracciarli uno a uno e tenerli stretti.

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    1. È un gesto così naturale abbracciare i bambini, ma vedere loro cercare tutto quell'affetto è qualcosa che va oltre. Lasciarli andare è ancora più doloroso.

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  4. Mancano le famiglie: o ci sarebbero ma non riescono ad accedere all'adozione internazionale, perchè non ritenute idonee, troppo male Eva, questa ferita fa troppo male a vedere questi lettini e la nostra cameretta vuota. Ti abbraccio Sandra

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    1. Oh Sandra, sapessi quante volte ci penso e ogni volta provo tanta vergogna e schifo per un sistema che non capisco e tantomeno condivido. Anche qui in realtà le famiglie ci sarebbero, il problema è la burocrazia e gli interessi che ci sono dietro... nonostante si parli di bambini!!
      Ti abbraccio forte.

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  5. Quando andammo in Cina non ci fu permesso visitare il luogo che lo aveva accolto nel suo primo anno di vita...non oso immaginarne il perché.
    Ogni mattina mi sveglio e penso che forse oggi arriverà quella telefonata che aspetto anche questa volta ormai da troppo tempo, penso al mio secondo figlio che giace in un lettino come quelli delle tue foto in attesa delle mie braccia e mi unisco alle parole di Sandra, è colpa di qualcuno se quei figli in tutto il mondo sono soli ad aspettare una mamma ed un papà che forse non riusciranno mai ad arrivare.

    Ti trovo sempre bella come il mare, risplendente sotto il sole quand'è liscio e calmo e grigio e rabbioso quand'è in tempesta ma pur sempre uno spettacolo affascinante.

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    1. È la prima volta che sento negata la possibilità di visitare il luogo dove i bambini sono accolti, non deve essere stato semplice. Ho seguito attraverso internet tante adozioni, in paesi differenti ed effettivamente questo istituto è davvero un posto dignitoso. Per assurdo è molto meglio delle case che lo circondano e che non sono in buone condizioni.
      La colpa da qualche parte si trova e temo sia nella burocrazia, che invece di pensare ai bambini, guarda i propri interessi e il tempo passa, i bambini crescono e lo fanno senza una famiglia.
      Immagino che l'attesa sia tanto difficile. Lunga e senza certezze, col pensiero del proprio figlio che probabilmente c'è già, da qualche parte. Siate forti e tenete duro.

      La descrizione che mi hai fatto è stupenda, davvero. La terrò a mente. Grazie.

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  6. Se solo le procedure di adozione internazionale in Italia fossero più snelle..ci sarebbero tante famiglie pronte ad accogliere uno o più di questi bimbi. Vedendoli così, in quei lettini, desiderosi di trovare un loro posto in una famiglia e nelle vite di una mamma e un papà, si stringe il cuore.

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    1. Come ho scritto anche a Sandra, qui le famiglie ci sono. Adottare è piuttosto comune, ma purtroppo la burocrazia, seppure più snella rispetto all'Italia, non è veloce quanto dovrebbe, non abbastanza da riuscire sempre ad evitare che i bambini crescano soli. Le casistiche sono tante, spesso ci sono madri che li lasciano negli istituti e si recano di rado a trovarli, così da impedire che vengano adottati. Lo stato non può toglierli e i bambini restano lì.
      Mi spiegava l'assistente sociale a suo tempo, che i bambini prima di essere mandati all'internazionale, cercano di essere sistemati nel loro paese. Cara Claire, ci sarebbe così tanto da dire.

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  7. Mi viene un nodo alla gola leggendo questo post, immaginando quel luogo...l'ultima foto, quella delle tante culle, è particolarmente toccante...forse perché fa percepire l'idea di troppo, di troppi bambini li tutti assieme, senza il calore di una famiglia. Non so se il ritorno li sia stato per un vostro bisogno o per altri motivi, ma sono sicura che, almeno per qualche ora o minuto, avete riempito le vite di quei bambini con tutto il vostro amore, e immagino che possa vuol dire tanto per loro. Mi stringo a voi, e a quei fantastici bambini.

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    1. Concordo sulla foto coi lettini, che è solo una delle stanze.
      Torniamo sempre, senza programmi o motivi particolari. Andiamo quando ne sentiamo il bisogno. Avevo tanti vestiti inutilizzati di NE, avevo un sacco pieno di giochi e avevo voglia di vederli, soprattutto. Per Natale ci siamo regalati il loro sorriso, io e mio marito.
      Ogni volta penso che chi riempie le vite di amore sono loro nei nostri confronti. Forse noi ci riusciamo per qualche ora, ma loro rimangono dentro molto più a lungo.

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  8. Eva,
    che coincidenze. La mia settimana e la tua: io a sentirmi lontana da loro e tu ad avvicinarti a quei bambini. E' vero, si prova amore, ma e' anche giusto provare pena, nel senso vero del termine, ovvero quello di compassione, patire insieme e far si' che di una sofferenza condivisa ci si muova per trasformarla in amore.
    Ti abbraccio

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    1. Probabilmente hai ragione. Ho riflettuto molto sul termine compassione in questi giorni, per altri motivi. Eppure, non riesco ad accettare quella parola, così come non riesco ancora a farlo del tutto con altre affermazioni. Sono sfumature e come tali, interpretabili in maniera differente.
      Ho letto!!
      Ti abbraccio.

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  9. Hai ragione, a questi bimbi non servono lacrime ma sorrisi, solo che io non riesco proprio a contenerle leggendo questo post.

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    1. Io per prima ho cercato per tutto il tempo di trattenerla e poi, proprio alla fine, sono caduta su una frase ovvia, ma che ha toccato una corda precisa del mio cuore. La commozione ci sta tutta, saremmo macchine altrimenti. È la pena che trovo inutile e triste, ma è un'altra cosa!!

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  10. Lo hanno gia' detto anche le altre, ma non puo' che farmi arrabbiare pensare a quante famiglie nel mondo sarebbero cosi' felici di accogliere uno di quei bimbi e non possono...e mi riferisco ovviamente a chi si e' visto negare l'idoneita' non per questione gravi ma per cazzate.

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    1. Non posso che concordare!! Nella mia città d'adozione so per certo che non è mai accaduta una cosa del genere, ovvero che qualcuno si vedesse negata l'abilitazione senza un motivo concreto e mi viene quindi da pensare che sia una cosa - passami il concetto - all'Italiana.
      Sono stata fortunata, nella sfortuna dell'infertilità, a poter fare tutto in questo paese. Come ho scritto ad altre, qui le cose funzionano relativamente bene, i bambini che rimangono a lungo negli istituti lo fanno a causa di genitori presenti assenti. Nel nostro istituto la maggior parte dei bimbi sono di passaggio, la famiglia ce l'hanno e gli altri, vengono affidati ad un tribunale che funziona, per fortuna. Certo, anche se momentaneamente, spezza il cuore saperli soli in quel luogo!!

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  11. Ho la pelle d'oca ancora mentre ti scrivo.
    Tante emozioni.

    Un bacio

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  12. Chissà che gioia ma anche che strazio tornare in quell'orfanotrofio, abbracciare quei bimbi così assetati di amore e poi lasciarli li... Ci vuole davvero tanta forza di volontà per fare tutto questo, ma immagino che la felicità che leggi nei loro occhi dopo una semplice carezza ripaghi di tutta la sofferenza. Ancora una volta ti ammiro!

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    1. Sì, le emozioni sono sempre contrastanti. La felicità di quegli abbracci e poi il saluto, quando è l'ora di venire via. Però rimane dentro sempre una bella sensazione.
      Quell'istituto è una casa famiglia che ospita per lo più bambini sotto peso o con problemi ed una volta risolti, tornano dalle proprie famiglie. L'atmosfera è serena e i bambini sono tenuti benissimo. Certo, come tutti i bambini cercano attenzione e amore, lasciarli è sempre difficile!!

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  13. Ti sei riempita e hai riempito anche il mio cuore con la gioia che hai trovato li.....forse quando vai in questi posti portandoti dietro il dolore di un ventre vuoto quei bimbi li senti ancora più vicini e li vorresti portare tutti a casa con te......nn ci conosciamo ma sei l'unica persona alla quale in questo momento vorrei affidare il sentimento che si prova quando l'ennesima amica ti confida di aspettare un bambino e tu lo cerchi da anni e nn arriva....mi sento in colpa dovrei esser felice x lei e lo sono.....ma piango....piango e nn riesco a fermarmi....nn sono invidiosa ma mi chiedo x ché x tutti è semplice e x me sembra impossibile?domani mi pentiro'di aver scritto queste cose ma ora ho bisogno di affidare questa sensazione a qualcuno che mi puo'capire.....e che può trovare le parole giuste x tirarmi un po su....scusami!!!!

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    1. Sicuramente chi si reca in un luogo come questo, dopo aver attraversato un percorso di infertilità, guarda tutto con occhi diversi. Prima di arrivare, mi sono interrogata a lungo per capire se questo desiderio di tornare nascondesse qualcosa di più profondo, ovvero la voglia, come dici tu, di portare tutti a casa. In realtà non è stato così, forse perché adesso il mio percorso è un altro e a distanza ormai di poche settimane da quello che spero possa essere un nuovo inizio, sento che è provare con la PMA quello che voglio adesso.
      Certo la porta dell'adozione rimane aperta. È un desiderio che ho, che abbiamo.
      Le tue emozione le conosco perfettamente. Credo di essere ormai passata ad una fase successiva, perché le gravidanze altrui non mi fanno più male. Ma quel vuoto lo sento ancora, forte e chiaro, dentro me e forse non mi lascerà mai, se la tanto ambita gravidanza non dovesse arrivare.
      Non devi sentirti in colpa, cattiva o sbagliata per i sentimenti che provi. È normale, assolutamente. Ci siamo passate tutte e chi nega, lo fa in primis con se stessa. Non si tratta di essere brutte persone, non si tratta di non amare un'amica o di non volere la sua felicità, quello che fa male da impazzire è non capire perché a noi no. Perché diavolo la natura ha deciso di negarci qualcosa di così naturale, come dovrebbe essere mettere al mondo un figlio. Eppure a qualcuno accade, senza una ragione precisa. È successo a me, a te e a tante, troppe altre donne. Non possiamo evitarlo, ma possiamo fare il possibile per esaudire questo desiderio di maternità, che è un istinto, una necessità.
      Non pentirti mai di quello che pensi o scrivi. Non ce n'è motivo. Piangi se hai voglia di piangere, fallo fino a quando dagli occhi non uscirà più niente. A quel punto potrai decidere il meglio per te, per la tua vita, per la tua famiglia e scegliere la strada che ritieni giusta. Perché c'è sempre una via percorribile e in ogni caso, comunque vada, credo sia opportuno sapere di aver tentato tutto, anche l'impossibile!!
      Non ho parole che possano consolare il tuo dolore, ma voglio che tu sappia che col tempo si attenua, che la ricerca è un bel modo per occupare quel tempo che è l'attesa e che non sempre, ma spesso, la felicità arriva.
      Ti abbraccio.

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    2. Graziiiiieeee ,grazie di cuore�� Spero di poter presto iniziare anche io il percorso della pma....nel frattempo leggo i tuoi post tutti d'un fiato e mi ricarico con le emozioni che mi trasmetti.Ti abbraccio anche io....

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  14. Uauu!Anzi ciao!
    Ho letto tutto d'un fiato la tua storia.. bellissima ed emozionante! Sei una persona stupenda e hai un cuore pieno d'amore. Mi sono emozionata come se stessi guardando un film e sono felice per voi che siete riusciti a creare una famiglia meravigliosa. Se solo in Italia fosse più semplice l'adozione..non sai quanto mi piacerebbe! Non avrei esitato nella scelta tra un bambino adottato e PMA, per ora la seconda sembra la più veloce e semplice ..e poi per adottare bisogna essere convinti in due e mio marito ancora non pensa sia la nostra strada!
    Piacere di conoscerti!

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    1. Sicuramente in Italia la PMA rappresenta la via più immediata e certamente l'adozione richiede forza e convinzione da entrambe le parti. Non c'è niente di male a preferire una piuttosto che l'altra, è un percorso personale e ognuno sente qual è la sua strada.
      Grazie per le belle parole dedicate a me e alla mia famiglia. Ti faccio un enorme in bocca al lupo per tutto, spero che il vostro sogno si realizzi presto!!
      Un abbraccio

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  15. In un posto così, ci lasci il cuore per forza.
    Mi hai fatto venire in mente un aneddoto, ne scrivo un post

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  16. Sto piangendo e non riesco a fermarmi. Sei una bellissima persona, avete un figlio bellissimo come sono bellissimi tutti quei bambini.
    Un abbraccio!

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    1. Mi fa piacere che un po' di quell'emozione che ogni volta provo, riesca ad arrivare attraverso le parole. Grazie mille Dru.
      Ti abbraccio

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  17. Eva sei grandiosa. Mi hai commossa un sacco, con la tua forza, il tuo amore. un abbraccio

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    1. Mimma cara, grazie.
      Felice di condividere queste emozioni, che sono forti e piene di sentimento.
      Ti abbraccio

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  18. Dopo un paio di incontri con le operatrici sociali ero forte coraggiosa felice e molto ingenua (ancora), sprizzavo energia da tutti i pori perchè il mio percorso adottivo era cominciato ed io stavo realizzando un grande sogno. Comprai una grossa scatola di pennarelli, matite, pastelli. Ero pronta ad aspettare quanto dovevo per poterla usare con mio figlio. Ora è chiusa in un armadio. Quante speranze infrante, quanto dolore quando leggi "non siete idonei a diventare genitori adottivi". Prima dell'aborto ho imparato a convivere anche con questo. E vedere tutti quei lettini purtroppo pieni mi risveglia un male al petto sopito, ma sempre in sottofondo. Vorrei essere con te a portare quel carico d'amore che ho qui, da regalare, a loro ma che continuerò a tenermi. Tu sei sempre una meraviglia, per il cuore, per gli occhi, per l'anima. Grazie.

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    1. Se me ne avevi già parlato, la mia memoria ha davvero seri problemi. L'ennesimo caso di non idoneità, che mi lascia senza parole. Assurdo, inconcepibile. Persone che si permettono di sputare sentenze ed aggiungere dolore al dolore. Generalmente si arriva all'adozione dopo aver percorso un lungo cammino, che nella maggior parte dei casi vede infertilità e svariati tentativi di PMA falliti. Trovo assurdo la pretesa di dimenticare tutto questo, si va avanti ed una sofferenza non migliora certo sovraccaricandola. Mi domando se si rendano conto quelle persone, mentre scrivono di noi, quanto una decisione del genere possa essere decisiva per una coppia. Mi chiedo su quali maledette basi e dopo solo qualche chiaccherata, queste persone si sentano pronte a decidere che NO, non possiamo essere buoni genitori. La storia del superare il lutto dell'infertilità, è una grandissima stronzata e certamente un figlio adottivo non deve arrivare per rimpiazzare quello biologico che non è arrivato, ma un figlio porterà sempre e comunque serenità e pace. Da qualunque luogo arrivi, cuore o pancia.
      Solo allibita Ele. Vorrei che fosse più facile venire qui, perché pur non potendo garantire sui tempi, sono certa che cose del genere non accadrebbero!!
      Ti abbraccio col solito affetto, che oggi è pieno di solidarietà.

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    2. Sì Evina, ne avevamo parlato tempo fa per mail. Il mio percorso adottivo è venuto molto prima di decidere di affrontare la PMA. E pensa che mi hanno rimproverato lo stesso di non aver superato il lutto (??) per non essere rimasta incinta fino ad allora!!

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    3. Sono tornata sulle nostre mail e quel decreto negativo è anche lì, ancora lì. Del lutto emotivo non c'è scritto, ma guarda caso c'è di mezzo sempre quello... non avevo dubbi che te lo avessero propinato.
      Non so che dire. Che mi dispiace è troppo poco, che provo vergogna per loro anche.

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  19. Hai un cuore davvero materno. E bello grande!

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    1. Mi piace la tua definizione del mio cuore. Visto così sembra proprio un bel posto.

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  20. un reportage di quelli veri, grazie

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  21. Mi commuovi sempre. E' bellissimo quello che scrivi, mi lasci sempre senza parole e con i lacrimoni agli occhi. Ti abbraccio.

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    1. E a me piacciono sempre i tuoi commenti, perché arrivano dal cuore e non sono mai scontati.
      Ti abbraccio

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  22. Ho già letto e riletto questo post diverse volte, tra le lacrime mi rimangono in testa quelle schiere di lettini, così simili a quello che aveva D. E un forte senso di ingiustizia.

    La vostra forza interiore è meravigliosa!

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    1. Da quello che leggo tra i commenti, la foto con i lettini è quella che ha toccato maggiormente. Lo capisco, è davvero difficile accettare che accolgano tutti quei bambini.
      A volte mi odio, perché penso alla mia lotta per far smettere di succhiare il pollice a mio figlio, dimenticando che quel dito è stata la sua consolazione per mesi, quando non c'era nessuno pronto a vedere quale fosse il motivo del suo pianto o anche pronto semplicemente a stringerlo tra le braccia. Ma è un pensiero che cerco di far scivolare via velocemente, perché mi spezza dentro.
      La forza vacilla, ma c'è. Spero rimanga con noi a lungo, perché ne avremo bisogno.
      Grazie cara.

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  23. Sono costretta a ripetere anch'io questa parola... Bellissimo. Non ne trovo altre per descrivere questo post. E anche tu sei bellissima, una bellissima mamma, e spero che tu la diventerai presto nuovamente. Anche tutti quei bambini sono bellissimi, rimane sempre in me un forte desiderio di adottare che spero un giorno di soddisfare... Eh sì, io sogno sempre in grande...! Un abbraccio a tutta la famiglia

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    1. I sogni sono sempre grandi, compresi i nostri di mamme dalla vita non tanto semplice. Entrambe abbiamo realizzato grandi cose, seppur su due strade ben diverse. Vedremo cosa ci riserverà il futuro!!
      Roberto è bellissimo e provo profondo affetto nei suoi confronti. Spero tanto di conoscerlo un giorno!! In bocca al lupo per la nuova vita e per il nuovo blog. Ti scrivo... presto :)
      Un abbraccio a tutti voi

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  24. tu...mi riempi il cuore con questi racconti di vita :-)

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  25. Ho la pelle d'oca Eva.
    Quello che scrivi e quello che mostri con queste foto mi tocca profondamente.
    Un misto di tristezza e gioia.
    Tristezza per questi piccolini abbandonati dalle loro mamme e per le numerose sbarre, non solo dei lettini, ma soprattutto quelle presenti lungo il cammino dell'adozione, che potrebbe portare tante mamme e papà, in modo più semplice e veloce, verso questi figli che ingiustamente aspettano e che, purtroppo, aspetteranno ancora ed ancora. E noi con loro.
    Però anche Gioia. Si Gioia ... quella che immagino ci sarà in un giorno, ancora molto lontano, quando e se avrò il privilegio di diventare La mamma di uno o una di loro.
    Ti abbraccio forte Eva e con te abbraccio tutti quei genitori che si sono sentiti negare l'idoneidà. Ma del resto siamo nel Belpaese e con questo ho detto tutto.
    Elisabetta

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    1. Non sapevo tu avessi questo desiderio :)
      Immagino che questo racconto ti abbia toccato ancora più in profondità. Sento nelle tue parole l'emozione, traspare chiara e forte.
      Sull'adozione in Italia ho già detto e non so dire di più. Continuo a non capire e spero che un giorno la situazione possa cambiare. Davvero!!
      Grazie per le parole e per l'abbraccio, che ricambio con altrettanta forza e affetto.

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  26. sai che proprio qualche giorno fa un mio contatto fb (amica di liceo, quindi pescara abbruzzo) ha condiviso la storia di un tipo "con molti seguaci" (non so esattametne chi sia) che proprio a porto seguro aveva trovato una bambina per strada, che dormiva per terra... e raccontava poi di come l'avesse svegliata, chiesto come stava, offerto un pasto caldo e una doccia calda, e infine accompagnata in una di queste strutture (non a porto seguro, ma a una certa distanza in macchina)... e mi sono messa a pensare a questi posti, a chissa' come potevano essere...
    ed e' vero che si tutti quei lettini ci fanno stringere il cuore, pero' sono anche sicura che li' quei bambini stanno molto meglio che in strada (come la bimba del racconto) o con famiglie che li abusano/maltrattano.... e il ricevere visite da parte di eprsone come loro sicuramente e' fonte di allegria ;-)
    con questo non voglio certo dire che stanno bene li, anzi... auguro ad ognuno di loro di trovare al piu' presto una famiglia con cui condividere la gioia quotidiana del crescere...

    e dopo aver letto il tuo post mi sto chiedendo se non sia il caso di fare una visita in questi posti, anche da questa parte di mondo

    grazie Eva

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    1. Ho letto anche io il post di quel Simone ed ho provato tanta rabbia. Non credo ad una sola parola di quello che ha scritto e non so come abbia potuto ricevere tutti quei like e quei commenti, come fosse un angelo. Non ci sono bambini che dormono in strada a Porto Seguro, nemmeno nelle favelas più vicine. Solo per il fatto di aver scritto di aver comprato il deodorante ad una bambina... Ha parlato di adozione, scrivendo che è qui la burocrazia è complicata e quindi è chiaro che non ne sappia proprio nulla, poi ha specificato che a lui mancano i requisiti e questo già è più comprensibile e per fortuna, aggiungo io. Lo disegnano come una santo, solo perché non conoscono la realtà di questa città, lui in primis!! Questo post l'ho letto solo ieri e ancora non riesco a smettere di pensarci. Avevo anche pensato di scrivergli, ma temo non ne valga la pena. Spero che quel post ridicolo sia almeno servito per far arrivare soldi all'associazione di Vò Jurema. È lei che convinse la mamma biologica di mio figlio a tenerlo ed è lei che lo ha accolto per i primi dieci giorni di vita!!
      Perdona lo sfogo, non ho saputo evitarlo.

      Concordo, i bambini stanno meglio in quegli istituti che per strada, purché sia una soluzione temporanea e fare una visita è qualcosa che fa bene a loro, ma soprattutto a noi!!
      Ti abbraccio forte.

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    2. grazie per la tua testimonianza!!!
      [in effetti non ho capito perche' sto tizio ha tutti quei fan... e no, non gli ho messo il like, gia' solo perche' raccontava di aver fumato tutta la notte affianco alla bambina... mi ha lasciato perplessa, si, ma mi ha dato da pensare....]

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    3. Anche noi non ci spieghiamo da dove siano usciti tutti quei like. Credo sia stato uno di quei fenomeni di passa parola, inspiegabili.
      Ci ho tirato fuori un post, per lasciar uscire un po' della rabbia [sì, proprio rabbia] che mi hanno lasciato le parole di quel tipo. Capisco anche chi lo crede un benefattore, è facile quando non si conosce una realtà. Ma io ci sono troppo dentro, soprattutto all'adozione e che te lo dico a fare... tu lo capisci perfettamente cosa significa!!

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  27. Risposte
    1. C'ero solo pochi giorni fa. Qualcuno di quei bambini non abita più lì, la maggior parte invece sì.
      È sempre bellissimo tornare e difficile.

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