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Il fine giustifica i mezzi?

mercoledì, dicembre 17, 2014

Ieri sera su Facebook mi sono scontrata con una notizia che mi ha turbata molto e a distanza di quasi un giorno, non riesco a smettere di pensarci.
La persona in questione ha ricevuto ad oggi, quasi ottantasette mila like e oltre trentuno mila condivisioni. Questo è il post, che allego in quanto pubblico.
Racconta dell'incontro di questo ragazzo, Simone, con una bambina scappata da una favela vicino alla città dove abito, Porto Seguro.

Non posso scrivere quello che penso davvero. Mi limiterò quindi ad analizzare le sue parole, spiegando perché le trovo fuori luogo, presuntuose ed inesatte.




"A Porto Seguro non capita spesso di incontrare bambini o persone delle favelas perché distano parecchi chilometri da qua."
Le favelas di cui lui parla non distano parecchi chilometri, la prima è appena passato l'aeroporto internazionale di Porto Seguro, ovvero a meno di cinque minuti dal centro città. La maggior parte delle persone che lo abitano, non lavorano lì e quindi si muovono tra noi. Forse questo ragazzo non sa che né sulla fronte di quegli adulti, né su quella di quei bambini c'è scritto "favelas" e che non vanno vestiti di stracci, come lui pensa. Quindi non è vero che non è facile incontrarli, anzi sono tra noi e soprattutto, sono persone come noi!!

"Lei si è presa paura, tanta, mi ci sono voluti dieci minuti buoni per tranquillizzarla anche perché non ho ancora, quasi niente, imparato il portoghese."
Il ragazzo in questione, prima specifica di non conoscere una parola di portoghese e poi racconta a lungo la storia di questa bambina, che lei stessa le avrebbe raccontato e che lui, grazie al traduttore, sarebbe riuscito ha capire.
"Ci sediamo sul letto e con l aiuto del traduttore le chiedo di raccontarmi cosa ci fa qua tutta sola. Mi dice che una settimana fa è scappata dalla favelas e dopo tre giorni di viaggio a piedi senza mangiare è arrivata qua. Mi dice che ha paura che suo padre la cerchi per riportarla a casa."
Io stessa, dopo cinque anni, talvolta fatico a capire i bambini. Non esiste traduttore in questo caso.

"Mi siedo su una sedia accanto a lei e fumandomi un pacchetto intero la fisso per tutta la notte."
Spero abbia almeno avuto l'accortezza di fumare lontano da lei.


"Non sapeva che c'è un mondo meraviglioso fuori dalla sua favelas.
Non sapeva che esistono rubinetti dai quali si può bere acqua buona, o scuole dove poter imparare la storia, la matematica, la vita."
Forse è lui che non sa che le favelas sono molto vicine al centro città e tutti conoscono entrambe le realtà, seppur diverse. Forse è lui che non sa che nelle favelas ci sono i rubinetti e che purtroppo, l'acqua buona da bere, nemmeno noi che non abitiamo in favela ce l'abbiamo. Qui l'acqua da bere si compra, perché quella dei rubinetti arriva molto spesso da un pozzo e seppur trattata, non è mai consigliato berla. Forse è lui che non sa che nelle favelas di cui parla, ci sono scuole e i bambini, seppur non sempre, possono studiare.

"Eppure Milena aveva la speranza che fuori dal suo orribile piccolo mondo ci fosse un mondo più bello e quindi è partita."
Il mondo nelle favelas di Porto Seguro sicuramente non è semplice, ma non è orribile come lo disegna questo ragazzo. Sul "è partita", non commento.

"In quel momento avrei voluto adottarla e portarmela in Italia.
Ho guardato cosa bisogna fare per adottare qua in Brasile e sono rimasto sbigottito dalla burocrazia e i tempi che ci vogliono."
Ecco, qui ho bisogno di tirare un grande respiro, contare fino a ottantasette mila, come i suoi like e provare con tutta la forza a non essere scurrile e offensiva. Capirete bene che questo aspetto mi tocca e lo fa nel profondo.
Sono arrabbiata, per l'esattezza sono indiavolata.
Ovviamente il ragazzo deve essere rimasto "sbigottito", perché non capisce una parola di portoghese o perché essendo in vacanza o non so cosa, non ha alcuna base per pensare seriamente all'adozione. Per fortuna questo blog parla abbondantemente di adozione, guarda caso proprio relativamente a Porto Seguro e basta andare a ritroso, per trovare le esatte informazioni e capire che no, non è una passeggiata, ma che la burocrazia di cui parla e soprattutto i tempi, non sono come li dipinge lui, che evidentemente non ne sa assolutamente niente. 
Adottare a Porto Seguro è qualcosa di assolutamente fattibile. Il sistema funziona benissimo, quando si fanno le cose con criterio. Certo, incontrare una bambina per strada e senza conoscere la sua situazione pensare di adottarla, è certamente complicato. Per fortuna.

"Inoltre mi mancavano parecchi requisiti e ottenere l'adozione sarebbe stato praticamente impossibile per me.
Poi ho pensato che ho 24 anni e non mi sento ancora in grado di poter essere un buon padre, vivo coi miei genitori e, non voglio pesare sulle loro spalle per una scelta mia, per quanto credo fermamente che siano i primi ad assecondarmi.
E poi non volevo neanche far incazzare Salvini che nell'ultimo periodo l'ho visto un po' imbruttito."
Ah, ecco. Ora mi torna, LUI non ha i requisiti. Per fortuna, ribadisco.
Quella su Salvini è una battuta? Ah. Ah.

"Mi sono preso un po' di tempo per decidere cosa fare e nel mentre siamo andati per negozi, le ho comprato delle ciabatte, 10 paia di mutande, 5 vestitini, due paia di pantaloni, 5 magliette, una spazzola, il dentifricio, lo spazzolino, il bagnoschiuma, il deodorante, uno zainetto e un braccialetto uguale al mio."
Deve aver contato tutto e fatto una lista, per ricordarsi l'esatta quantità degli oggetti acquistati. Forse mentre scriveva il post, aveva lo scontrino accanto a sé.Ma voi ai vostri figli di sei anni, mettete il deodorante?

"Dopo aver mangiato un gelato le chiedo se le sarebbe piaciuto andare a vivere in una casa grande con altri bambini e dove avrebbe potuto andare a scuola, lei si alza e mi salta addosso abbracciandomi e dicendomi "Obrigado obrigado obrigado". Un laccio al cuore."
Ovviamente glielo deve aver chiesto grazie al traduttore, perché la bambina che a detta sua abitava in una favela senza scuola, leggere non sa di certo. Oltretutto, sono certa che la bambina deve aver saltato di gioia nello scoprire di andare a vivere in un istituto e quale bambino non lo farebbe?!!L'istituto di cui parla, fino a pochi mesi fa non accoglieva bambini senza famiglia. Anni addietro era lì che venivano accolti i bambini orfani. Poi, per mancanza di fondi, questo istituto è diventato una sorta di scuola dove i bambini, con famiglia, vanno per essere aiutati con lo studio e l'alimentazione. Ovvero, un sostegno per le famiglie che necessitano di appoggio.

"Con i soldi che noi spendiamo per una maglietta da H&M, o per due pacchetti di Lucky Strike, o per una schedina che tanto non sarà mai vincente, questi bambini riescono ad ottenere un pasto caldo, un letto confortevole dove dormire, delle cure per guarire da una malattia."
Su questo concordo, pienamente.
Ma sul letto confortevole, ho qualche dubbio. Ribadisco che per quanto ne so io, quella casa è un luogo dove i bambini passano la giornata, per poi tornare dalle famiglie. Devo chiedere conferma, magari le cose sono cambiate adesso. I bambini come Milena, la piccola in questione, vengono mandati nell'istituto di cui ho parlato io nell'ultimo post, quello che ha accolto mio figlio o comunque non lì.Sono stata nell'istituto di cui parla questo ragazzo, ho conosciuto Vò Jurema. È lei che oltre tre anni fa convinse la madre biologica di mio figlio a tenere il bambino, a non abortire. È lei che lo ha accolto per i suoi primi dieci giorni di vita.




Adesso sarò felice di risultare impopolare con questo mio post, ma sentivo il dovere di scriverlo, fosse anche solo per me stessa. Non voglio togliere merito a questo ragazzo, ma spero che ci sia almeno una base di verità in tutta questa vicenda. Forse ho dato troppa importanza alla ricchezza di dettagli che lui ha usato, per farcire ed abbellire il suo racconto.
Certo è che questa storia, non racconta la realtà di Porto Seguro ed è questo ad avermi ferito. 
Quello che spero ed è l'unica cosa positiva del post di questo ragazzo, è che grazie alla fama ricevuta, l'istituto di Vò Jurema abbia ricevuto tante, tantissime donazioni. Questo basterebbe a dare un senso a quel racconto che a mio avviso è...
È.

"Non riuscirò mai a comprendere per quale strano processo un corpo provvisto di voce si proclami ad un tratto cervello."
- All about Eva

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38 commenti

  1. Molto interessante il tuo post, sai noi da qui non possiamo sapere esattamente come sono le realtà di altri Paesi, spesso crediamo che tutti gli stereotipi siano veritieri, è facile credere ai racconti come quello del ragazzo in questione. E comunque, concordo soprattutto su questo punto: meno male che non è così facile adottare una bambina che si è incontrata per strada!!! Certa gente ha veramente idee distorte sull'adozione, anche qui molte persone mi chiedono informazioni su questo percorso, e quando spiego dei colloqui, dei corsi, ecc. che abbiamo dovuto affrontare io e mio marito rimangono stupiti... Ma rimangono ancora più sbalorditi quando io stessa faccio presente che è GIUSTO che le coppie e le loro motivazioni vengano studiate in maniera approfondita! Scusa, sono andata off topic ;-) Un abbraccio

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    1. Capisco che sia difficile, per chi non conosce questa realtà, sapere quanta verità c'è in un racconto. Io però qui ci abito, cosa che non può dire quel ragazzo e se non avesse toccato un tasto tanto importante per me, come l'adozione, probabilmente lo avrei ignorato.
      Per quanto riguarda invece gli studi che ci sono dietro l'adozione, non mi trovi totalmente d'accordo. Trovo spesso esagerato il metodo seguito dagli assistenti sociali in Italia. Sarà che ho conosciuto donne a cui è stata negata la possibilità di costruire una famiglia, a mio avviso senza valide ragioni. La storia del lutto emotivo c'è anche quando si parla di PMA, ma in quel caso la coppia non viene sottoposta alla stessa pressione. Ma è un discorso lungo, io ho capito perfettamente quello che tu vuoi dire e spero di essere stata chiara anche io :)
      Abraccio te e il piccolo Roberto

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  2. Carissima Eva, capisco il tuo essere furiosa.
    Pero', se leggi il post con un certo distacco, assume toni quasi spassosi. Ti prego, presentami 'sto tizio, che gli spiego due cosucce...
    Il meglio del post e' la tua frase: "Certo, incontrare una bambina per strada e senza conoscere la sua situazione pensare di adottarla, è certamente complicato. Per fortuna." Ecco, applausi.

    Postilla alla conversazione di cui sopra, a mio parere, la differenza tra PMA e adozione e' che nella PMA il bambino non avrà già un passato fatto di difficoltà come invece capita nella maggior parte delle adozioni. Nella PMA il bambino fin dall'inizio e' amato, desiderato e accudito, cosa che non sempre capita nell'adozione. Ben venga allora che si pensi a dei genitori che sappiano prendersi cura del bambino con tutto il suo bagaglio di vissuti più o meno piacevoli ma spesso ben pesanti per un piccolo.

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    1. Prima di presentarlo a te, sono impaziente di conoscerlo io. Appena lo trovo te lo spedisco, promesso!!

      È vero, è giusto che i genitori adottivi siano preparati. Torno adesso da casa di una mia amica, che desidera adottare e ti assicuro che sono rimasta basita dalle sue idee, dal lessico e dall'ignoranza, intesa come disinformazione. Le ho consigliato di fare il corso, che addirittura lei vorrebbe evitare. Quante ne sento ogni volta e quanto mi sento impotente.
      Quello che non trovo giusto, è che le coppie vengano demotivate, impaurite, messe di fronte a realtà che non le incoraggia, anzi.
      Sarebbe bello poterne parlare tra di noi, davanti ad un caffè. Mi farebbe felice.

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  3. C'è troppa gente che ambisce solo a farsi vedere e a vantarsi delle proprie azioni, comandate non da un'effettiva sincerità di sentimenti ma dall'impulso di primeggiare. Concordo con te, non sai quante cose mi schifano ultimamente dell'Italia!!

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    1. Forse nemmeno lui immaginava che quel post, avrebbe riscosso tutto quel successo. Speriamo che questo racconto abbia portato beneficio ad una struttura che, sicuramente, ne ha bisogno. È la mia unica speranza.

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  4. Ho letto anche io quel post su fb e ti ho pensata, mi fa piacere avere avuto qualche chiarimento...purtroppo siamo circondati anche da false realtà. Per il topic adozione, non entro nel merito, purtroppo chi non è coinvolto in questo percorso d amore non ha nemmeno idea di cosa voglia dire "adottare", mi avvalgo della facoltà di non replicare a certe osservazioni senza criterio :) un abbraccio a tutti voi e auguri di Buon Natale se non ci saranno altre occasioni!

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    1. Si vede che sono poco presente su Facebook, perché sono arrivata davvero tardi su questo post. Lo hanno letto tutti e forse è stato questo a farmi impressione, l'idea che tutte queste persone avessero un'immagine di Porto Seguro, legata all'adozione e alla realtà delle favelas, così inesatta. Ed in effetti è così che sarà, verrà preso per buono lo scritto di questo ragazzetto di passaggio [spero!!], diventato un angelo ed un esempio di bontà per tutti quelli che lo hanno e continuano ad idolatrarlo.
      Io rimango nel mio angolo, basita e come ho già scritto, spero che quelle parole vengano ripagate da numerose donazioni. Lo spero davvero!!
      Buon Natale anche a voi. Un abbraccio forte.

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  5. Ho la sensazione che quello che hai citato sia uno di quei casi di esibizionismo. Certe persone per un like o un commento sarebbero disposte a tutto.
    Purtroppo la superficialità colpisce chi invece, come te, sa come stanno realmente le cose. Spero assieme a te che questa vicenda a mio avviso un po' equivoca porti solo un po' di aiuto a quella associazione e non faccia altri danni.

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    1. Io penso che nemmeno lui si aspettasse tutto quel ritorno dal suo post, o forse sì. La realtà ha tante sfaccettature, ma tra le tante non è compresa quella raccontata da questo ragazzo.
      Speriamo cara, speriamo che quelle sue parole siano servite a qualcosa, oltre la sua popolarità. A mio avviso, immeritata.

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  6. Avevo letto l'articolo e ti subito pensato (ahhh a proposito, la Anna che ti chiede l'amicizia su FB sono io) e mi sono urtata a leggere. Ho trovato l'articolo stucchevole e non vero conoscendo la tua storia..

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    1. Richiesta accettata :) Ho dovuto accedere dal pc, perché dal cel non la vedevo.
      Sembro davvero l'ultima ad aver letto le parole di quel tipo. Ieri mi è andato il sangue al cervello e quando oggi Marica ha ripreso in mano l'argomento, in un commento sul vecchio post, ho sentito il bisogno di scrivere a riguardo.
      Almeno voi, le mie amiche, potete avere un altro punto di vista. Non che il mio sia quello giusto, ma forse un pochino più reale sì.

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    2. ma infatti, io mi fido del tuo punto di vista, perchè quel post non mi piaceva per niente. Sono contenta che tu me lo confermi.
      :)

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  7. Come ti capisco! Anch'io non sopporto chi si riempie la bocca di tante "favole" senza essersi informato veramente sulla veridicità di quel che dice. E da quando esistono i social network purtroppo queste persone hanno pane per i loro denti, per aumentare il loro ego e riempire la rete di mezze verità o addirittura vere e proprie fandonie.
    Hai fatto bene a scrivere questo post, tu che sai veramente come funzionano le cose da quelle parti e che hai vissuto sulla tua pelle ciò di cui parla.
    Non farebbe male nemmeno a lui leggere il tuo punto di vista, magari potrebbe rendersi conto della superficialità e dell'ingenuità del suo.
    E come dici tu, speriamo che almeno abbia portato un po' di donazioni al centro di cui parla!

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    1. Perdona il ritardo nella risposta.
      La tempesta emozionale è passata, rimane il dispiacere di una notizia che spero possa passare insieme al Natale e che lasci un po' di fortuna a quell'istituto, che invece ne ha davvero bisogno!!
      Buone feste e buone vacanze cara.

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  8. Se avessi letto quel racconto, senza aver mai letto il tuo blog o senza aver letto questo post, probabilmente avrei creduto a tutto ciò che ha scritto e avrei cliccato su Mi piace. Ragioniamo tutti per luoghi comuni, Brasile=favelas=povertà=abbandono=bambni che vivono per strada.
    Sono contenta che tu abbia fatto queste precisazioni.
    Spero che questo tizio legga il tuo post.

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    1. Dubito che arrivi fino a lui e in realtà, non sono convinta di volerlo. Inizialmente, presa dalla rabbia, avevo deciso di scrivergli direttamente e in pubblico. Per farlo ho anche provato l'opzione 'segui' di Facebook, ma per riuscirci avrei dovuto chiedergli l'amicizia e non ce l'ho fatta. Ad oggi penso che sia stato meglio così, non vale la pena e non rientra nel mio stile.
      Grazie come sempre per il commento :)

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    2. Vedo che sono passati mesi da post e commenti. Vorrei comunque dire che il razzismo sta proprio qui. Se in Italia qualcuno trovasse una bambina che si è persa e dice anche che teme il padre non verrebbe mai in mente a una persona sana di portarsela a casa e poi a fare shopping, ma in un ospedale o alla polizia. Il fatto che invece quando si tratta di paesi poveri o presunti tali ci si commuova o si trovino plausibili questi racconti non è sintomo di luogo comune ma di razzismo. Non voglio offendere nessuno, ma anche chi non sa nulla di questi paesi sa che a casa propria non si sarebbe comportato così, come se si trattasse di un gattino randagio

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    3. Vedo che sono passati mesi da post e commenti. Vorrei comunque dire che il razzismo sta proprio qui. Se in Italia qualcuno trovasse una bambina che si è persa e dice anche che teme il padre non verrebbe mai in mente a una persona sana di portarsela a casa e poi a fare shopping, ma in un ospedale o alla polizia. Il fatto che invece quando si tratta di paesi poveri o presunti tali ci si commuova o si trovino plausibili questi racconti non è sintomo di luogo comune ma di razzismo. Non voglio offendere nessuno, ma anche chi non sa nulla di questi paesi sa che a casa propria non si sarebbe comportato così, come se si trattasse di un gattino randagio

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  9. Cara Eva, avevo letto il post in questione ed anch'io l'ho trovato poco verosimile e piuttosto costruito...ti stavo per scrivere in privato per chiederti se esisteva il luogo a cui lui chiede di fare la donazione! Grazie per avere fatto questa precisazione!!!

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    1. Quel luogo in effetti esiste, nonostante sia diverso da come lo racconta lui. Sono contenta anche io di aver scritto questo post, così che almeno le persone che mi seguono possano conoscere la realtà!!

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  10. Eva brava che ti sei un po' sfogata..
    Sono sicura dello sforzo diplomatico che hai fatto per non essere offensiva!
    E' vero, ragioniamo tutti sempre per luoghi comuni, quindi il post è sembrato quello di un San Francesco moderno.. che paura queste cose..
    Ho letto il racconto di facebook senza leggere il tuo post, e la prima sensazione dopo poche righe è stata la paura di sapere che un uomo si porti a casa una bimba cosi piccola. Non avrebbe forse dovuto portarla in un ospedale a fare dei controlli? Oltre a tutte le cose che hai scritto tu, e con le quali concordo, mi vengono in mentre tanti altri dubbi..
    Insomma sta storia puzza di buona azione natalizia.
    Secondo me adesso Barbara D'Urso lo invita in trasmissione!!
    Scherzo per sdrammatizzare un po'.. ma purtroppo da scherzare c'è ben poco.
    Ti abbraccio, e solidarietà per te che ti sei arrabbiata.

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    1. Lo sforzo è stato grande, ma sono felice di esserci riuscita.
      Ho pensato la stessa cosa riguardo alla decisione di portarla a casa e non in un istituto o in un ospedale. Forse non sa che avrebbe potuto anche essere denunciato, visto che non si porta una bambina che non si conosce a casa e la si guarda una notte intera, nemmeno spinti da buone intenzioni come le sue. Non siamo in mezzo alla giungla, esistono strutture che si adoperano per questo!!
      Solo a riparlarne mi monta il nervoso nuovamente. Ti abbraccio cara, grazie per le riflessioni sempre interessanti che mi lasci.

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  11. Evidentemente questo racconto è stato scritto più per scopi autocelebrativi che per fare dell'informazione. Non ho capito se questo tizio fosse un turista di passaggio o se viva anche lui dalle tue parti. In un secondo momento, cmq, ho considerato l'ipotesi che le sue intenzioni fossero buone, ovvero sensibilizzare le persone riguardo (dico per dire) la possibilità di fare delle donazioni a determinate strutture...ma se fosse non credo che avrebbe aggiunto tutti questi particolari pieni di luoghi comuni e, a quanto pare, ignoranza. Capisco la tua rabbia, ma non farti il sangue amaro per l'ignoranza altrui. Questo, purtroppo, è uno degli aspetti negativi dei social.

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    1. Lui ha scritto che vive qui, poi però ha detto di non parlare una parola di portoghese. Credo e spero sia solo un turista di passaggio, ma soprattutto spero di non incontrarlo mai!!
      Concordo su tutto, come ho già scritto, probabilmente lui per primo non immaginava un "successo" del genere. Il sangue rimane amaro, ma come tutte le cose anche questa passerà. E a Natale siamo tutti più buoni, giusto?!! :)

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  12. Ho letto adesso il post di questo ragazzo e ho pensato a un po' di cose. Mi sembra un ragazzo un po' infantile (solo quando ti senti piccolo devi sottolineare il particolare del pacchetto di Lucky), che ha lavorato un po' di fantasia aggiungendo dettagli di dubbio gusto (lista della spesa e deodorante??) per giungere a una conclusione che dovrebbe fargli onore ma a me personalmente disturba.

    Spiego brevemente il motivo. Nel post ripete più volte quanto è bello sentirsi dire "grazie".
    Esperienze come queste sono semmai un arricchimento personale, quindi sei tu che le vivi a dover ringraziare.

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    1. Ho pensato la stessa cosa, cara!! Tutto quel racconto è ridicolo, pieno di luoghi comuni e frasi fatte. Dettagli inutili e spesso fuori luogo.
      Ma non avevo fatto caso a questa cosa del grazie ed io a mia volta ti ringrazio per avermela fatta notare. È forse peggiore di tutti gli aspetti da me analizzati!!

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  13. Anche io avevo subito pensato a te dopo aver letto quel post e speravo che ci dessi la tua versione. Tante cose in quel post mi erano piaciute poco e concordo con te, mi e' sembrato davvero piu' che altro autocelebrativo...

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    1. Lo hanno letto davvero tutti, è questa la cosa incredibile!! Non me ne capacito davvero.
      Anche io ho trovato che fosse scritto più per se stesso, per celebrare la sua bontà, che nell'interesse sincero per la piccola Milena.
      Il prossimo post toccherà un argomento a te caro, sarcasticamente parlando.

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  14. grazie per averci scritto su questo post, e spero che dopo averlo scritto un po' di rabbia sia sbollita....
    si, e' decisametne un racconto romanzato e autocelebrativo... chissa' qual'e' esattametne la verita' che ci sta dietro... grazie per le chiarificazioni e scusami che l'ho citato tra i commenti dell'altro post... ma anche a me era rimasto un po' dentro e non riuscivo a digerirlo.

    la cosa "positiva" e' che ha portato il mio pensiero in generale verso i bambini meno fortunati, e spero davvero ci sia stato un tornaconto positivo per la signora che gestisce l'istituto.

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    1. Il tuo commento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso... di rabbia!! Spero non ti sia offesa, mi sono resa conto di non averti citata in questo post. Non so mai come comportarmi a riguardo.
      Ci avevo rimuginato già tanto e come ho scritto a Moki, avevo tentato l'approccio diretto che invece non è andato a buon fine e col senno di poi, per fortuna.
      Per l'ennesima volta mi ripeto dicendo, speriamo sia servito a quell'istituto.

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  15. Anche io l'avevo letto e mi era sembrato molto strano e costruito..mi era sembrato falso insomma. Anche a me tante cose sono sembrate scritte con ignoranza o con leggerezza, e io non so niente del Brasile e dell'adozione lì, a parte quello che so dal tuo racconto...e poi la storia del deodorante mi ha fatto proprio ridere!!!! Bò..che dire..immagino il tuo fastidio e la tua rabbia, e hai fatto benissimo a parlarne qui: chi se non te ne può parlare con cognizione di causa? Bacio grande grande!!!

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    1. Sicuramente tu e chi mi legge, avrà notato alcune dissonanze tra il mio racconto e il suo post. Sono felice che qualcuno abbia notato la ricchezza di dettagli assurdi di quella storia... quasi inverosimile.

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  16. Mi ero persa il racconto della visita all'orfanotrofio....ricordo la nostra visita alla Pouponierre di Mbour, in Senegal, e la sensazione che fossero veramente troppi, troppi, e che noi fossimo così impotenti, e per quanto ci sforzassismo di prenderne in braccio il più possibile ne rimanevano sempre troppi senza carezze, senza abbracci..e noi siamo andati via piangendo, perchè sapevamo di non poter fare molto di più...ma tu hai già fatto una cosa importante e potente, e sai che puoi farla ancora..e questo è troppo bello ed emozionante!!!!!!!!

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    1. Quello che ho fatto è stata la scelta migliore della mia vita, quello che farò è ancora in dubbio. Ho un futuro così astratto che mi limito a guardare l'oggi, perché già domani è troppo lontano.
      Vi abbraccio forte e con tanto affetto.

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  17. Avevo beccato quel post parecchio tempo fa e l'avevo rimosso dalla mia memoria... ammetto cmq,all'epoca,di averci creduto. che scema che sono :(

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    1. Non si tratta di essere scemi, ma solo di non conoscere questa realtà. Lui in compenso è stato sicuramente furbo!!

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  18. Ho 24 anni e presto un figlio, non mi stupisce peró che esistano ragazzi così stupidi di questa età. Purtroppo molti ventenni sembrano essere 12enni particolarmente ignoranti. Sono stata in Sudamerica in vacanza a 15 anni per una decina di giorni è solo in Argentina e ricordo che le favelas erano moltissime, uno o più quartieri tra l'aeroporto e la città. E poi la presunzione da turista occidentale di mostruosa ignoranza di pensare che tutti coloro che vivono diversamente siano dei poveri infelici. Non commento il fatto che si sia portolato in giro una bambina come fosse un giocattolo

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