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Epilogo

giovedì, aprile 24, 2014

Tutto è cominciato con dei dolori. Leggeri o forti, non saprei dirlo. Nuovi, non direi. Ambigui certamente. È continuato con una visita dalla mia ginecologa, quando il dubbio è diventato insopportabile, pur mettendoci tutto l'impegno del mondo, la calma, la mia migliore amica arrivata da lontano, la mia famiglia e il mio corpo di donna evidentemente incinta. Una visita iniziata con tante parole e spiegazioni e controlli. Conclusa con un'ecografia, l'ultima in cui vedrò il mio bambino.
"È successo qualcosa??" - mi domanda lei, la Barbie-ginecologa. Le rigiro la domanda che non capisco del tutto e che trova spiegazione nella sua risposta. Un Sì pesante quanto l'universo intero.
"Non c'è più battito." - dice lei. Le sue parole arrivano dure come una sentenza, definitive e si mescolano ad un No soffocato, quello di mio marito. Un No che si moltiplica all'infinito.
Ho voglia di vomitare.
Il resto del tempo non sento, perché le mie orecchie bruciano. Non vedo, perché miei occhi sono inondati da un mare in tempesta. Non parlo, perché non ho gola e non ho fiato e non ho corpo e non esisto. Come non esiste più lui.
Capto quello che mi interessa. Il bambino è morto una settimana fa, circa e penso alle cure e alle attenzioni che ho dedicato ad un cadavere. Aveva superato da poco le otto settimane ed era ancora piccolo. Lo è sempre stato, troppo piccolo. Non sapremo mai le ragioni per cui ci ha lasciato. Malformazione, la risposta universalmente accettata.
Se fossi andata prima a farmi visitare, non avrei potuto salvarlo. Se non avessi fatto l'amore con mio marito, quella volta, non avrei potuto salvarlo. Se non avessi litigato con mio marito, non avrei comunque potuto salvarlo.
Non era nemmeno un bambino. Appena un feto. Otto settimane, io e mio figlio non siamo altro che un fottutissimo cliché. Accade al 40% percento delle donne. Accade ed è normale. Credo sia questa la parte del discorso in cui mi sono persa. Perché non me ne frega un cazzo, perché si parla della mia vita, del figlio che ho perso e me ne sbatto delle percentuali. Perché io so cosa ci aspetta, se volessimo riprovarci. Perché un altro pezzo di me ieri si è frantumato e mi domando quanti me ne rimangano ancora prima di crollare, prima di perdere fiducia in tutto quello che mi circonda.
Poi, la parola espellere mi ha riportato in quella stanza incolore e improvvisamente spaventosa. Una settimana, perché io abbia la possibilità di espellere - lo ha ripetuto - il feto naturalmente. Come se ci fosse qualcosa di naturale nell'aborto. Come se fosse naturale lasciare che il proprio figlio ci abbandoni, mescolato a sangue e dolore. Altrimenti dovrò fare il raschiamento, ha detto anche questo. Raschiamento, esiste parola più brutta di questa?!! Esiste un modo per non farsi graffiare da questo abominevole termine?!!

Ho chiesto a mio marito immediatamente e a mia madre poi, di essere forte. Non voglio drammi.
Questo non significa che non abbia urlato e pianto e detto cose irripetibili. Questo non vuol dire che non abbia provato dolore e rabbia e panico. Vivo di momenti. Istanti che mi portano in un abisso di terrore. È una cosa nuova e come tale deve fare il suo corso. Ma mi conosco e so che passerà. Il resto del tempo, io sono la stessa e così voglio restare. Almeno fuori.
Tutto passa.
Continuo a ripetermelo. 
Tutto passa.
Devo riprendere in mano la mia vita. Il futuro è sempre lì, anche se decisamente più sfuocato. Non ho intenzione di lasciare il controllo della mia vita al dolore, ho troppe cose ancora da provare e conoscere e fare. Ho ancora troppa fame, perché mi venga tolto l'appetito. La disillusione l'ho conosciuta tanti anni fa. Ho già perso qualcuno di importante e posso perdere ancora. Non senza sofferenza, ovvio. Ma sono forte abbastanza. So andare avanti. Sopravvivere. Sono uguale a mia madre in questo, abbiamo negli occhi troppa meraviglia perché un evento, seppur catastrofico, ci impedisca di continuare a scorgerla in qualche angolo di mondo lontano. O nella stanza accanto, dentro gli occhi del proprio figlio. 
Ieri è la prima cosa che ho fatto, appena arrivata a casa. Prendere in braccio mio figlio N.E. L'unica bellezza di questo, vorrei, dimenticabile giorno. 

La PMA è stata bellissima. E disumana.
Emozioni che solo qualche volta ho saputo raccontare. In positivo. In negativo.
L'illusione, è sicuramente l'aspetto più pericoloso. Lo stress mentale raggiunge l'apice e il corpo viene straziato e sottomesso a qualcosa di barbaro, accettabile solo perché spinto dalla più forte delle motivazioni e una ancor più forte speranza.
Non so se ci riproveremo. Lui non ha dubbi, io ne ho tanti. Ma è presto. Le decisioni affrettate non portano mai a niente di buono. Soprattutto quando si è incostanti, come lo sono io.
Ma io funziono così. Faccio programmi che poi, puntualmente, stravolgo. Mi hanno detto di stare tranquilla adesso, come se non mi conoscessero affatto. Io non ci so stare tranquilla. Io non sono tranquilla. Io sono un treno in corsa. Un treno ad alta velocità, che non ha paura di schiantarsi perché si tiene saldo ai suoi binari. Io corro, veloce come il vento. Se vado verso qualcosa o se invece fuggo, ancora non l'ho capito.

La parte più difficile sarà ritrovare la vecchia routine e affrontare il cambiamento. In un istante, sono tornata ad essere una donna vuota, nonostante porti ancora dentro il corpo di mio figlio. Ma la sensazione è quella. La parte più difficile sarà ricominciare a comportarsi come una donna normale. Sistemare casa, alzare pesi, senza preoccuparsi dei movimenti. Mangiare tutto, mangiare meno. Eliminare dalla mia vista i costosi farmaci che hanno devastato il mio corpo, rendendolo informe. Cancellare tutti gli allarmi dal telefono, che mi ricordano un appuntamento al quale non dovrò più presentarmi. Cancellare le applicazioni sul telefono, che mi dicono quante settimane avrebbe il mio bambino, se ci fosse un bambino. Cancellare le foto che mi ritraggono in un aspetto ormai fasullo. Eliminare una pancia che non è più gradita. Riprendere possesso di un corpo diventato di colpo orribile. Eliminare quei chili di troppo che adesso non trovano più giustificazione. Evitare di guardare un seno innaturalmente grande. Lasciare che i pesti sulla pancia si riassorbano. Ignorare le nausee che, fino all'ultimo, mi hanno illuso che tutto andasse bene. Accogliere i dolori che mi accompagnano dalla pubertà, come una liberazione. Ricominciare da un viaggio, che magari diventeranno due o tre. Dimenticare questi mesi passati, in cui mi sono illusa di poter generare un figlio. 


Se non posso avere le radici che tanto cerco, mi concedo di vivere selvaggiamente. Se non mi posso permettere di possedere quella che viene definita normalità, provo a disegnare in maniera astratta la vita, usando gli strumenti a disposizione. Se non posso programmare il mio futuro, cerco di migliorare il mio presente. Se non mi sono concesse certezze, mi tengo stretta la libertà.
Il destino, come il caso, non accetta alcun tipo di baratto. L'anima non è in vendita.

Adesso sono le sei di mattina ed io sono già sveglia da quasi due ore. Vado ad indossare il mio sorriso migliore, ricaccio dentro lacrime che gridano. Devo alzarmi ed entrare nel mondo, accettare la realtà e comportarmi come ho sempre fatto. Sempre, prima che accadesse tutto. Non deve essere poi così difficile. Posso fingere che tutto vada bene, che non sia successo niente.
Avevo detto che il resto del mondo continua per la sua strada, ignaro della nostra sofferenza ed è vero. Anche stamani gli uccelli cantano, le onde del mare si infrangono senza sosta e la gente conduce la propria vita. 
Se ce la fanno loro, posso farcela anche io. 


Questa storia finisce così.
Nessun lieto fine, solo una trama intrecciata e tanti colpi di scena. "Gli inizi raccontano già tutto, a saperli, e volerli, guardare"
Volto pagina. Chiudo il capitolo, ma il libro rimane aperto. Non so cosa accadrà, ma ci sono ancora pagine bianche su cui scrivere e sbizzarrirsi. Io ci posso mettere la fantasia, consapevole che il risultato non sarà mai una favola. D'altronde io non sono una principessa, non sono più nemmeno una bambina e il mio mondo non ha niente di magico.


"La tua assenza mi circonda, mi soffoca, mi strazia. La tua assenza è il mio unico peccato e la mia peggiore condanna. La tua assenza è l’erba secca, la cucina infernale e il cielo impossibile. Le nubi passano, le parole si spengono e il dolore rimane."
[Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio - Efraim Medina Reyes]

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160 commenti

  1. Non ho parole da offrirti davanti a un dolore così grande. Posso solo, con il tuo pemesso, mandarti un grosso abbraccio. Giù, Una lettrice silenziosa

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  2. Troppo troppo grande questo dolore....ma ha bisogno di viverlo e di lasciartelo anche questa volta alle spalle. Mi dispiace infinitamente eva....infinitamente. Ti abbraccio forte che piu' forte non di puo'.

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    1. Ceci carissima!! So quanto ci speravi e credevi... Grazie per essermi stata accanto.
      Mi prendo il tuo forte abbraccio.

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  3. Succedono cose nella vita che ci destabilizzano ma questo post la dice abbastanza sulla tua voglia di rialzarti. Ci vuole solo tempo, tempo per leccarsi le ferite e guardare avanti.
    Con affetto, una tua nuova lettrice.

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    1. La voglia c'è tutta ed essere rimasta in piedi, è già un buon inizio.
      Grazie per l'affetto Francesca.
      Ho fatto un salto sul tuo blog e mi riprometto di tornarci presto. Anche mia sorella abita in Australia, da qualche mese. In bocca al lupo per tutto!!

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    2. Allora.. crepi il lupo ad entrambe!!!

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  4. Speravo con voi e per voi. Mi dispiace davvero tanto. Vi abbraccio da lontano.

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  5. Sono tanto dispiaciuta, non ho altre parole. Non perdere mai la speranza.. il vero epilogo, me lo sento, non sarà questo! Avrete anche voi il vostro bellissimo happy end. Ti abbraccio

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    1. Anche io sono convinta che questa sia solo la fine di un capitolo.
      Grazie mille per l'incoraggiamento, Virginia.

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  6. ci sono passata due volte e so cosa provi....tu però hai N.E e devi reagire per lui....giorno dopo giorno il dolore si calmerà ma non passerà mai purtroppo. a me sono passati tre anni e mezzo e ancora parlo col mio bambino lo immagino in cielo a giocare con gli altri bimbi mai nati, oggi c'è un angelo in più!!! Mi dispiace immensamente.

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    1. Io non so dove è adesso mio figlio, ma so esattamente dove resterà per sempre. Quel piccolo cuoricino continua a battere dentro il mio!!
      Spero che la felicità che finalmente stai vivendo sia per sempre.

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  7. Mi dispiace tanto...non ci sono parole temo. Un abbraccio forte.

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  8. "Non c'è battito"...ricordo bene quando il mio ginecologo lo disse a me ed io, come tuo marito, emisi solo un semplice flebile no.
    Mi dispiace. Davvero.
    Giusi

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    1. Dispiace anche a me per te, per tutte noi.
      E siamo così tante. Troppe.

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  9. Mi dispiace enormemente, non trovo parole, non ce ne sono. Ti abbraccio

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    1. Ti abbraccio forte anche io!!
      Non ci sono parole per nessuna delle cose che ci sono accadute.

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  10. Cara Eva, non ho parole. Sono davvero molto dispiaciuta. Il tempo e il piccolo N.E. vi aiuteranno a superare questo dolore. Ti sono vicina.

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  11. Ti stringo forte, in un abbraccio che vorrei darti dal vivo. Pur nel tuo forte dolore, hai detto delle parole bellissime "abbiamo negli occhi troppa meraviglia perchè un evento, seppur catastrofico, ci impedisca di continuare a scorgerla"....tienile strette, e lasciati guidare dalla meraviglia che i tuoi occhi sanno vedere. Donna forte, attaccati alle tue radici, tuo figlio e tuo marito, e vivi nel vostro presente "come i nomadi, che erano sempre felici". <3

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    1. E' proprio quello che intendo fare per un pò, la nomade. Per qualche mese i miei progetti cambieranno e viaggiare sarà la mia cura.
      Non sono certa di trovare la felicità, ma forse un pò di sollievo sì.
      Grazie, il tuo affetto e i tuoi consigli mi sono sinceramente di conforto.

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  12. Mi dispiace tantissimo, so cosa si prova, ma ogni volta rimango senza parole di fronte a tanto dolore... solo un abbraccio per voi!!

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  13. Non ho intenzione di lasciare il controllo della mia vita al dolore, ho troppe cose ancora da provare e conoscere e fare.
    Leggo le tue parole e mi stupisco della tua forza, della tua determinazione, stai vivendo il dolore fino alla fine e purtroppo solo vivendolo se ne può "uscire", finchè questo dolore diviene una parte di noi.
    Un forte abbraccio

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    1. Questa forza è una caratteristica di cui vado fiera. Giusto o sbagliato, è lei che impedisce alla sofferenza di prendere il sopravvento. E' lei che mi permette di mantenere il controllo e di non lasciare semplicemente che il tempo scorra, privo di vita.
      Grazie mille.

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  14. Ci sono passata, so com'e'. Mi dispiace tanto.
    Valeriascrive

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    1. Dispiace anche a me.
      Come ho già scritto, siamo davvero in troppe a condividere questo dolore.

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  15. Non è giusto :( mi dispiace tanto..
    Un abbraccio forte forte

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  16. È terribile. Sono sicura che il tuo spirito indomito ed estatico tornerà prepotente. Ora è il momento del dolore e dell'immensa forza che senza dubbio saprete tirare fuori. E poi si riparte. Dal vostro meraviglioso sguardo e dall'unicità e bellezza di quello che è già tuo figlio.

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    1. Mi aggrappo forte a questo mio spirito, al mio istinto... di sopravvivenza. Mi tengo stretta al mio Lui, che è una roccia e al piccolo, che è la felicità che continua vivace e priva di dolore.
      Siamo già ripartiti o più probabilmente, non ci siamo mai fermati.
      Grazie cara.

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  17. Oh Eva. Quanto mi dispiace.. Ma Che te ne fai del mio dispiacere? Nulla.. Ti e vi abbraccio fortissimo..

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    1. Il tuo dispiacere mi fa capire quanto tu sia cara.
      Grazie bellissima Greis!!
      ...ma com'è che non sapevo dell'esistenza di questo altro tuo blog?!! :)

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  18. C'e' un mondo che va avanti comunque, sì, e anche un altro, piú piccolo e nascosto, che scorre parallelo e che sente la vostra sofferenza.
    Un abbraccio.

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    1. Più vado avanti, cara Elle, più mi sembra che questo mondo parallelo non sia poi così piccolo. Nascosto forse sì e intimo.
      Egoisticamente, speravo di non farne mai parte. Ma anche il destino va avanti comunque, senza interpellarci, senza lasciarci alcun tipo di potere.
      Grazie!!

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  19. Mi hai fatto rivivere tutto quello che ho passato tre anni fa. Esattamente le stesse cose: troppo piccolo... non c'è più battito... probabilmente una malformazione. Sono trascorsi tre anni e ancora piango anche se il dolore si è un po' attenuato con il trascorrere del tempo. Mi ha aiutato la necessità di continuare a dedicarmi ai miei due figli. Ti abbraccio.

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    1. Mi dispiace, moltissimo.
      Quello che ci è successo ci rimarrà addosso, per sempre. La speranza è che il tempo lo trasformi in una cicatrice. Di quelle che ricordano un antico ed enorme dolore, ma che non torneranno più a sanguinare.
      Ti abbraccio anche io.

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  20. Eva,
    Non avrei mai voluto leggere queste tue parole e il tuo dolore mi ê arrivato come una fitta al cuore. Ne ho scritto due gg fa lo sai, e mai avrei voluto che tu conoscessi in prima persona ciò di cui ho parlato. Arriveranno giorni difficili perché, come dici tu, il mondo va avanti con normalità senza tuo figlio, e questo fa male hai ragione. Lui c'è ancora eppure non c'è, solo una madre sa cosa vuol dire. Da ora in poi Eva tu sei madre dei tuoi due figli, NE e il tuo piccolo angelo, che ti consiglio, con tutta me stessa di ricordare e onorare per il poco che è vissuto attraverso di te. Solo onorando la sua piccola e breve esistenza riuscirai a dirgli addio per poi fargli spazio nel cuore, in un futuro consolatore, che ti renderà un'altra persona, diversa da prima. Allora imparerai a ringraziare anche per quello che oggi ti sta accadendo.
    Ti abbraccio con tutto l'amore che posso. Anna

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    1. Lo so. So bene che non avresti mai voluto che accadesse questo, perché tu sai perfettamente quello che si prova. Forse col tempo riuscirò a vedere questa situazione dal tuo stesso punto di vista. Ci proverò, sicuramente. Ma è ancora presto, è tutto ancora confuso ed incredibile, così simile ad un incubo. Ogni mattina, appena apro gli occhi, spero di aver sognato tutto. Poi guardo il mio comodino, da pochi giorni privo di medicine e ricordo. La verità arriva come uno schiaffo. L'ultima immagine di mio figlio è un'ossessione. Però riesco a controllare il dolore. Quasi sempre. Quando è troppo, lo lascio fluire. Il tempo necessario per cadere e rialzarmi.
      Arriverà il tempo per ripensare a lui. Adesso ho bisogno di stare sola, nonostante lui sia ancora qui dentro. E' tutto così assurdo.
      Non se ne vuole andare. Nemmeno lui vuole lasciarmi.
      E' tutto così assurdo. Potrei scriverlo all'infinito.
      Grazie Anna. Grazie.

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    2. Ho parlato molte volte di questo momento, di quando lui c'è fisicamente e nn va via...è un momento delicatissimo, solo vostro. È assurdo e paradossale, come paradossale è creare e cullare una vita e poi doverla lasciar andare. Lo comprendo. Ti auguro che tutta questa sofferenza finisca presto...

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    3. Quando vuoi, se hai bisogno, io ci sono per aiutarti.

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  21. No. Piango e urlo con te. Ti abbraccio forte. E non è giusto. E basta.

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    1. Lo so, cara la mia Ellie. Sono tante le ingiustizia a cui veniamo sottoposte. Lo so io e lo sai tu.
      Grazie di cuore.

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  22. Sei DIGNITOSAMENTE una Donna Meravigliosa..
    Ma mi dispiace, mi dispiace davvero tanto..
    Le risposte a questo dolore non le troverai da nessuna parte, ma quello che puo' accarezzarti il cuore è in questa foo che hai postato! L'ho avvicinata con lo zoom è ed pazzesco l'AMORE negli occhi di N.E. per la sua Mamma!
    Abbraccialo, abbraccialo e odoralo piu' forte che puoi..
    Nelle pieghe del suo collo troverai la pace e la forza di godere della meraviglia che hai..
    Ti voglio infinitamente bene EVA!

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    1. Sì, sono fortunata. Ho una famiglia stupenda ed è a loro, ai miei uomini, che devo tutto questo coraggio!! Sarebbe stato bello se ne avesse fatto parte anche questo piccolo esserino... per sempre. Lo abbiamo amato tanto.
      Grazie tesoro!!

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  23. Ho sofferto un dolore già vissuto leggendo le tue parole, parole che mi hanno riportato indietro di anni ad un dolore che io non sono mai riuscita ad esprimere bene come hai fatto tu. Era la mia prima gravidanza, eravamo felici, anzi di più, ma poi il mondo ci è crollato addosso. Lo so che questo non ti aiuta, ma spero di infonderti un po' di speranza. Nonostante la sofferenza, dopo un anno ci ho riprovato, ho rischiato un aborto spontaneo, ma alla fine è nata una creatura meravigliosa. E dopo cinque anni un'altra. Ho vissuto le gravidanze nel terrore, quando non sentivo movimenti correvo dal ginecologo che mi rassicurava...Sono passati anni, le mie figlie sono grandi e stupende, non ho mai dimenticato quel dolore, ma anch'io sono testarda e non ho mollato, nonostante altri problemi di salute che mi tormentavano. Sono stata fortunata, quindi non perdere coraggio, continua a vivere e a tentare di far avverare il tuo sogno, ti auguro tanta felicità. Antonella.

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    1. Nonostante si parli di storie dolorose, conoscere esperienze altrui è sempre un incentivo a non perdere la speranza. Soprattutto quando c'è stato un finale felice, che ad oggi ho qualche difficoltà a scorgere nel mio futuro.
      Per noi riprovare significa necessariamente tornare sulla strada della pma e non ti nego un pò di incertezza al momento. Ma come ho già detto è presto e come te, ho la testa dura e fino ad oggi, non ho mai mollato prima di raggiungere il mio obiettivo.
      Spero un giorno di poter raccontare anche io una la storia a lieto fine, seppur non priva di dolore.
      Grazie di cuore, Antonella. Un abbraccio a te e alle tue figlie.

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  24. Cara Eva sono qui che piango lacrime amare, che conosco e che le tue parole hanno fatto riaffiorare. So cosa si prova. So cosa significa sentirsi dire che no, non c'è battito. So cosa sia la sensazione di avere dentro la non vita, so cosa sia vivere senza sapere che dentro quel bambino a cui parli ogni giorno non c'è più, so cosa sia scoprirlo solo dopo. Ci ho pensato tanto e penso sia stato un suo piccolo regalo, almeno nel mio caso. Mi aveva illusa ancora un pò. Illusa che ci fosse, illusa che fossimo due cuori.
    E' una cosa devastante, difficile da tradurre in parole anche se tu ci riesci bene, e spero che questo possa farti bene.
    Non so come se ne venga fuori. Non se ne viene mai fuori in verità. Rimarrà. Sempre. Ci penserai tanto anche dopo tanto tempo.
    Oggi era il giorno previsto della nascita di quel mio bambino. Oggi non riesco a pensare ad altro. Nonostante con me la vita sia oggi incredibilmente buona, dopo il male. E dopo anni e anni di incertezze, fregature, fallimenti. Nonostante io ora abbia una meta e stia imparando a fare pace con questo corpo che cambia, nonostante io stia imparando a convivere con la paura. Che è più terrore che paura. Paura di rivivere quel dolore lì. Perchè è troppo.
    Prenditi tempo. Piangi tanto. Fatti una bevuta seria. Stai anche un pò da sola.
    Questo ho fatto io.
    E abbraccia tuo figlio. Per me è quella la medicina migliore.
    Piano piano.
    Ti abbraccio forte, fortissimo.

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    1. Ricordo bene il post in cui annunciavi la scoperta di questa nuova vita dentro te. Ricordo quello in cui ne annunciavi la perdita. Ho gioito prima e sofferto dopo, insieme a te.
      Oggi mi rendo conto di quanto sia impossibile capire fino in fondo un sentimento, senza averlo provato sulla propria pelle. Oggi mi rendo conto dell'orrore legato all' aborto. Al tuo e al mio.
      Farò tesoro di tutti i tuoi consigli, grazie cara!!
      Il tuo sorprendente annuncio mi ha riempito di felicità. Perdonami se non ho commentato. Goditi questa nuova gravidanza, nonostante le ovvie paure. La tua bambina c'è e il tuo bambino sarà un fratello maggiore stupendo.
      Ti abbraccio anche io.

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    2. tesoro ma figurati, capisco fin troppo bene. Spero ci possa essere anche per te un giorno, con calma, lo stupore e la meraviglia che solo le cose belle belle possono dare.
      salutami l'oceano un giorno di questi. Ti penso e ti abbraccio...

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  25. 25/12/2006: festeggiamo felicissimi non solo il Natale ma soprattutto l'annuncio della mia gravidanza. Sono incinta di 8 settimane appena ma mi sento già mamma, facciamo mille progetti, abbiamo già addirittura scelto i nomi, è gioia allo stato puro. 26/12: mi sento diversa, strana, piccolissime sensazioni mi fanno dire a mio marito "secondo me non sono più incinta". 27/12: iniziano le perdite, dolorini e mi rendo conto che qualcosa non va. A nulla serve il mettermi a letto e calmarmi, come i dice al tel la mia ginecologa, io capisco che è tutto perduto. E in una fredda e nebbiosa mattina di fine dicembre, piegata dal dolore fisico ma soprattutto da quello psicologico, andiamo all'ospedale, dove dopo tutti gli esami viene emesso il verdetto: aborto spontaneo. Dopo il raschiamento (nome scientifico Revisione Strumentale) vengo dimessa il giorno successivo, devastata da un dolore sordo e profondo e inizia il periodo della mia "doppia vita": apparentemente normale di giorno per lavoro e impegni vari, infiniti pianti tutte le notti per ciò che poteva essere e non è stato. E più i mesi passano più mi dispero e mi torturo pensando a quanto grande poteva essere la mia pancia, vedo donne incinte dappertutto, tutto mi parla di bambini e gravidanze.... Ma poi, quando la ferita un pochetto si rimargina e un po' di sole estivo riesce a scaldarmi il cuore, esattamente a metà agosto 2007 quando sarei dovuta diventare mamma, a 41 anni, per la prima volta, viene concepita la nostra meravigliosa e stupenda piccolina. Il giorno più bello della mia vita? Quando la prima ecografia ha mostrato che stavolta il battito c'era, eccome!!!! Il tuo post mi ha fatto rivivere quei momenti bui, ma ho voluto scriverne perché arriverà anche per te la FELICITA', stanne certa! All the best, Tizi

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    1. Leggendo il tuo ed altri commenti, mi rendo conto di aver riportato a galla un dolore messo da parte, eppure mai scomparso del tutto. Da una parte capisco che questa sofferenza non mi abbandonerà mai, quello che è accaduto farà per sempre parte di me. Dall'altra mi conforta leggere che dopo tanta sofferenza, sia arrivata le gioia definitiva. Mi dà fiducia.
      Spero tu abbia ragione!!
      Grazie per avermi regalato un pezzetto così importante di te e per la speranza.

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  26. Non sono riuscita a leggere bene tutto il post. Non riesco a soffermarmi sui pensieri che tu scrivi così bene. Mi chiedo come tu faccia. Ti ammiro tanto, e mi fai anche star un po' male. Sei una gran donna, Eva, consapevole, preparata. Ma mi raccomando, concediti anche il tempo e lo spazio per lasciarti andare, per sfogare lo stomaco, il cuore, non solo la testa.
    Fa venire le vertigini, ma non cadrai Eva, potrai solo pian pianino risalire...

    Elisa

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    1. Ho riletto stamani questo post e mi sono chiesta anche io dove abbia trovato queste parole. Nel senso che non ricordo di aver formulato con tanta lucidità questi pensieri. Ero così confusa ed ho solo lasciato fluire il dolore. Lo faccio fin da quando ero bambina.
      Quando soffro, io scrivo.
      Butto la mia anima e il mio cuore su un pezzo di carta. Così, come viene. E' l'unica cosa che riesco a fare in quel momento, scrivere. Soprattutto quando penso che il dolore sia così grande da non poter essere spiegato con le parole, loro mi sorprendono venendo fuori da sole e mettendo ordine al caos che mi stravolge dentro.
      Forse ti sembro fuori di testa. Forse un pò lo sono.
      Vorrei spiegare che la forza che mi fa andare avanti, non è priva di dolore. Non lo trattengo. Non lo controllo del tutto. Lo lascio gridare, ogni tanto. Solo non gli permetto di portarmi giù con se, questo no.
      Grazie Elisa, per tutto quello che fai e perdonami, se puoi, per non essere presente quanto vorrei.

      Elimina
  27. L'eco del tuo dolore è arrivato fin qui. Non posso offrirti nient'altro che un abbraccio virtuale e del rispettoso silenzio. Ti sono vicina.

    Annalisa

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    Risposte
    1. E' tanto, è tutto quello di cui ho bisogno.
      Grazie Annalisa!!

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  28. "Se non posso avere le radici che tanto cerco, mi concedo di vivere selvaggiamente. Se non mi posso permettere di possedere quella che viene definita normalità, provo a disegnare in maniera astratta la vita, usando gli strumenti a disposizione. Se non posso programmare il mio futuro, cerco di migliorare il mio presente. Se non mi sono concesse certezze, mi tengo stretta la libertà. Il destino, come il caso, non accetta alcun tipo di baratto. L'anima non è in vendita."

    Cara dolce amica ti abbraccio silenziosamente e rimango affascinata dalla tua forza interiore e dall'energia che emani. Indossa il tuo sorriso migliore e afferra la vita quella stessa che a volte tenta di scivolarti fra le dita. Bacio

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    1. Da te ho imparato molto. Tu che per prima sei un esempio di coraggio, forza e positività.
      Grazie Anto, seguirò il tuo consiglio!!

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  29. Mi dispiace moltissimo... Un forte abbraccio!

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  30. La dignità del dolore. Lo stupore per la vita, l amore folle, nonostante tutto. Anche mia mamma era così, ho preso anche io questo da lei. Io ti stringo, altro non si può fare di fronte a tanto assurdo dolore. Ti sono vicina col cuore.

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    1. Tua mamma ti ha lasciato qualcosa dal valore inestimabile. Anche io ho imparato tutto questo dalla mia. Siamo state fortunate. E se saremo brave altrettanto, sapremo insegnarlo ai nostri figli.
      Grazie Nina, di cuore.

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  31. Ti penso molto e spero che tutto ciò che vorrei dirti possa arrivarti sotto forma di energia dall'altra parte dell'oceano. Quanta dignità, quanto amore nelle tue parole. Un bacio enorme

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    1. Grazie Lucia, l'affetto ha sempre un enorme potere!!

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  32. Non so che scrivere, non avrei voluto leggere questo...

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    1. Lo so.
      Da parte mia non avrei mai voluto scriverlo e provarlo, soprattutto.

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  33. Mi dispiace davvero tanto
    Sei una donna meravigliosa

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  34. Le tue ultime parole mi risuonano tanto dentro
    Ma nonostante abbia anche io
    Oltre ai miei tre bimbi
    Due angeli in cielo e che ogni tanto mi rattristi per non averli qui con noi
    Mi piace pensare che anche se non sono più una principessa bambina
    Nel mondo ci sia qualcosa di magico
    Ligth and love
    Vale

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    1. Quello che io continuo a scorgere nel mondo, come ho scritto, è tanta meraviglia. Ma come potrei credere però in qualcosa di magico, quando per diventare mamma ho dovuto scalare montagne di burocrazia prima e ricorrere alla scienza dopo. Inutilmente, visto che ho perso il mio secondo bambino. Come potrei credere che questo abbia a che fare con la magia, quando di fronte ai miei occhi si presenta come tenacia, sacrificio, passione, desiderio, volontà. Mia e di mio marito. La magia nel nostro mondo non esiste. Scoppia di bellezza, questo sì. Nonostante tutto.
      Un abbraccio

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    2. Hai ragione. Un abbraccio a voi...

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  35. Non ho parole per consolarti...ma ti posso solo consigliare di affrontare il dolore che adesso ti devasta senza fingere una normalità che non c'è....

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    1. Non c'è finzione, né normalità, Si parla di mio figlio, come potrebbe esserci.
      Questo è il mio modo di affrontare il dolore. Non ho permesso che mi dominasse dieci anni fa, quando ho perso mio padre. Non ho intenzione di farlo oggi, dopo aver perso mio figlio.
      Il dolore ha il suo spazio, certo. Un dolore intimo, che mi sento di condividere solo con mio marito. Lui lo ha visto, toccato e curato per quanto possibile. Io cerco di ricambiare.
      Il dolore è qui, al mio fianco. Non molla un solo istante. Non pretendo che non mi accompagni, solo non gli permetto di decidere la strada per me. La direzione la scelgo io, è così che ho sempre fatto ed è così che mi hanno insegnato a vivere!!

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    2. Sei una donna straordinariamente forte....ti auguro il meglio!

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  36. Eva, ti penso tanto.
    Son tornata più volte per scriverti, ogni parola mi sembra vuota.
    Finirei per parlarti della mia di cicatrice, che è rimasta, ma che pian piano si è trasformata in ricordo, tenerezza, luce e un modo diverso di essere oggi mamma dei due che poi sono arrivati. Ecco, vedi, la cicatrice forse poi sparisce ma il pensiero per chi è stato dentro di noi resta sempre. E così l'amore.
    Uff, son finita a parlare di me.
    Sentiti pensata, abbracciata.
    Fai come riesci.

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    1. Quando si è provato, credo sia inevitabile raccontare se stessi e la propria storia. Sono contenta che tu l'abbia fatto e chissà che anche io un giorno possa farlo nello stesso modo, ricordando con tenerezza e abbracciando i figli che sono venuti dopo.
      Grazie per il pensiero, che arriva forte fino qui. Grazie per la delicatezza delle tue parole.

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  37. Ti abbraccio forte. Non so dire altro. Con tutto il cuore.

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  38. Eva, ho preso del tempo prima di scriverti. Non avevo e non ho tutt ora parole di conforto per te, perché non ce ne sono molte. L affetto e il sostegno che questo blog ti da lo premi con il tuo essere presente. Sempre, comunque vadano le cose. Mi sento solo di dirti: fa come ti senti di fare, fa quello che in questo momento ti fa star meglio. È giusto lasciare urlare il dolore, ma è a parer mio altrettanto giusto non farsi sopraffare dal dolore. Guardare avanti e saper apprezzare ciò che si ha ti fa onore. Certo avresti potuto avere di più. Ma anche di meno. Io cerco di ricordarlo sempre anche a me stessa. Ti stringo forte a me. Doris

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    1. Penso anche io che non esistano parole di conforto, eppure ognuno di questi messaggi mi regala un attimo di sollievo ed in questo momento anche un solo istante di respiro, riesce a fare la differenza.
      Fai quello che ti senti, è il consiglio che in assoluto apprezzo di più e l'unico che so di poter mettere in pratica.
      Hai perfettamente ragione. Poteva andare meglio, ma anche peggio. Qualcuno cerca di convincermi che c'è sempre un motivo, che esiste un disegno preciso. Parlano di Dio. È difficile credere a queste parole, quando ti è stato strappato via il bambino che portavi in grembo. La ferita è profonda... Eppure bisogna andare avanti.
      Il vero premio di questo blog, è aver trovato persone speciali e coraggiose come te!!

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  39. Mi spiace immensamente cara Eva,
    per il dolore che devi sopportare tu
    per quello di tuo marito
    per quello ancora inconsapevole del fratellone N E.
    mi spiace immensamente
    ti abbraccio

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    1. Lo so. Tu ci hai creduto, sperato. Mi hai incoraggiato e appoggiato dall'inizio alla fine.
      Grazie!!

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  40. Ti abbraccio virtualmente non riuscendo a dire altro per confortarti.
    Sei una donna forte, una moglie amorevole ed una brava mamma... Il meglio per te e la tua famiglia, un giorno arriverà!
    Ilaria

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    1. Un abbraccio, seppur virtuale, è tanto. Anche io continuo a credere che in qualche modo, prima o poi, riusciremo ad allargare la nostra famiglia!!
      Grazie mille Ilaria!!

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  41. ...non riesco ad esprimere a parole quanto mi dispiace che sia andata in questo modo.
    Quindi ti abbraccio forte,fortissimo.. e piango con te, in silenzio.

    "Nella caduta ci sono già i germogli della risalita, fragili ma verdi. Vanno coltivati con premura."
    - Carl Gustav Jung -


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    1. Grazie Audrey, per questa carezza virtuale.
      Mi prenderò cura dei germogli.

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  42. Sei una donna speciale e meravigliosa. Sono davvero triste . E' stata un'altalena continua, montagne russe . Ora premediti un po' di tempo ... Voi tre che siete così meravigliosi . La sento forte la tua rabbia ma anche una precisa volontà a non farti soccombere. Siamo con te . Ti abbraccio forte forte

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    1. Hai ragione, fin dall'inizio è stato un continuo sali e scendi.
      Spero che la mia forza di volontà superi la rabbia, spero che la risalita sia rapida. Per quanto possibile.
      Grazie carissima.

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  43. Nooooooooooo. Quanto mi dispiace dolce Eva. Il libro, peró, rimane aperto e presto arriverà anche la favola. Ne sono certa. Ti abbraccio con tutta la forza che ho. Elisabetta

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    1. Saprei accontentarmi di una bella storia da poter raccontare ai miei bambini, un giorno!!
      Grazie mille Elisabetta.

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  44. mi dispiace, non so dire altro. Ti seguo da poco e mi semnto un introsa a scrivere ora...però la tua forza mi stupisce, mi affascina, ti auguro il meglio, perchè te lo meriti

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    1. E' sempre il momento buono per scrivere a qualcuno!!
      Sono contenta che tu l'abbia fatto. Grazie.

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  45. Conosco maledettamente e perfettamente il significato di ogni tua parola. E quindi in silenzio ti stringo. Nel caso avessi bisogno di una qualsiasi cosa, sono qui a disposizione....

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  46. mi dispiace immensamente.. non so che dire...
    ti mando un abbraccio forte forte ***

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  47. Cara Eva, eccomi qui, leggo solo oggi, prenditi tutto il tempo che ti serve, arrabbiati, sfogati, piangi, disperati, solo così ritornerai a vivere, piano piano...sembra impossibile adesso ma ti assicuro che passerà, che riuscirai ancora a sperare, ad essere allegra e spensierata, ad amare ed anche a crederci ancora...sembra impossibile ma é così! Le tue parole sono sempre profonde e belle, esprimono emozioni forti e sincere, hanno uno spessore importante per te, per noi e per tante...ti mando il mio abbraccio più sentito ed affettuoso, carico di rispetto per te, il tuo dolore e la tua forza!!!

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    1. Lia carissima!! So che torneranno i giorni felici. Qualcuno anche spensierato, forse.
      Il passo più difficile sarà tornare a credere che qualcosa di bello possa succedere. Il passo più difficile è immaginare una strada che possa aiutarci a realizzare il nostro sogno, senza ferirci così profondamente.
      Le tue parole sono sempre molto belle. Grazie.

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    2. Grazie a te per trovare sempre la forza di rispondere ad ognuna di noi...oggi nel leggere ciò che hai scritto, ho provato un dolore fisico, proprio lì, nel cuore, dove nascono i sentimenti e le emozioni...credevo di avere elaborato sufficientemente certi dolori invece essi faranno sempre parte di me! Probabilmente sarà così anche per te ma allo stesso modo saprai di essere più forte, incasserai di più della maggior parte delle persone, non so se questo sia un vantaggio, penso che tutte noi che abbiamo provato una simile perdita ne avremmo volentieri fatto a meno, questo é sicuro ma senza rendertene conto ti ritroverai ad essere una tigre ed a lottare con le unghie e con i denti davanti alle opportunità della vita e poi, prima o poi, le cose si avvereranno, non perdere la speranza, ti prego,mai!

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    3. Quando mi sentirò giù, farò un salto a rileggere queste tue parole. Ne farò tesoro.
      Non perderò mai la speranza, non prima di aver tentato l'impossibile. Te lo prometto.

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  48. Eva, non è giusto, no. Mi dispiace davvero tanto.
    Ricorda, però, che dal cuore nessuno potrà mai portartelo via.
    Un abbraccio forte forte.

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    1. Nel mio cuore lui ci sarà sempre.
      Eppure continuo ad immaginarlo tra le mie braccia...
      Grazie Manulea

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  49. Cara Eva, che dire... mi dispiace tantissimo, non mi sarei mai aspettata di leggere questo epilogo. Le nostre vie, quindi, continuano a viaggiare parallele... prima la fivet in contemporanea, poi l'emozione delle beta che crescono, la gioia immensa nel poter finalmente esclamare "sono incinta!" anche se in modo molto cauto... e poi tutto finisce, anche per me all'ottava settimana. Io ho dovuto fare il raschiamento, spero che almeno questo tu te lo possa evitare. Che tristezza però e che dolore... ho letto tutto il tuo post e mi sono riconosciuta appieno nelle tue parole, inutile dire che ti capisco profondamente. Col tempo, però, ci riprenderemo e sono sicura che la prossima volta andrà tutto per il meglio. Un abbraccio a te e alla tua già bellissima famiglia! Continuerò a seguirti, il tuo blog è splendido. Ciao, Lara

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    1. No Lara, no!!
      Ti ho pensata molto, davvero. Ho pensato a te, perché avevo bisogno di sapere che i sogni si avverano. Non avrei mai voluto leggere queste parole. Mai.
      La stretta che sento dentro la pancia, l'ho sentita ancora più forte.
      Non credo di poter evitare il raschiamento. Il tempo di attesa è quasi scaduto e il mio piccolo non ne vuole sapere di staccarsi. Io invece, ho bisogno di mettere un punto. Non posso ricominciare con lui ancora qui.
      Grazie per avermi trasmesso tutto il tuo coraggio.
      Continua a scrivermi. Fammi sapere delle vostre decisioni future, se vuoi. Mi renderebbe immensamente felice. Ti abbraccio, con tutto l'affetto che posso.

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    2. Grazie Eva, che carina che sei... grazie mille per le tue parole. Mi sembra pazzesco (e bellissimo) che tu risponda sempre a TUTTI quelli che lasciano un commento!!
      Ancora una volta dico che ti capisco, quando scrivi che hai bisogno di mettere un punto e ricominciare. Per me è stato lo stesso, non si è voluto staccare da solo e, visto che ormai le cose erano andate così, non "vedevo l'ora" di fare il raschiamento per chiudere il capitolo e poter riprendere con la mia vita.
      Per concludere, stamattina sbirciando un po' nel tuo bellissimo blog, ho letto il post del vostro battesimo/matrimonio (...che meraviglia!) e ho scoperto così che nella stessa soleggiata giornata, l'unica nel giro di un mese, lo stesso pomeriggio alla stessa ora mi stavo sposando pure io! Volevo dirtelo, perché trovo affascinanti tutte queste coincidenze con una persona sconosciuta che vive dall'altra parte del mondo. Di questo passo, come minimo rimarremo di nuovo incinte in contemporanea =)
      Un abbraccio fortissimo, Lara

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    3. Questa volta pensavo che non avrei trovato la forza per rispondere. Poi sono arrivati commenti speciali di donne che lo sono altrettanto e che, come te, mi hanno lasciato un pezzetto della propria storia, del proprio dolore e di speranza.
      Come potrei ignorare tutto questo?!! :)
      Per quanto riguarda noi due, rimango altrettanto affascinata da quanto numerose siano le coincidenze che ci legano. Avevo trovato la pma vissuta parallelamente davvero sorprendente... Non posso credere che ci siamo anche sposate contemporaneamente!!
      Ti abbraccio fortissimo anche io.

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  50. La donna meravigliosa che sei si forma anche in giorni come questi. Certo, per l'animo è un passaggio tremendo, però le prossime pagine saranno scritte con ancora maggiore forza e saranno meravigliose. E lo dovranno anche a periodi neri come quelli che stai passando.
    Ma tanto, te, chi ti ferma? Un abbraccio!!

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    1. Tu, caro Paolo, sei l'eccezione di questo mio blog. Dall'unico uomo che commenta i miei post, escono le parole più belle!!
      Hai ragione, sono soprattutto le esperienze forti a lasciare il segno e a definirci. Non solo, per fortuna. Ed hai ulteriormente ragione, ho la testa troppo dura per fermarmi.
      Ti abbraccio.

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  51. Avevo scritto un lungo commento che accidentalmente si é cancellato. Un commento dove dentro c'era il dolore che non si é mai spento del tutto. Forse però non hai bisogno di questo e cedo al caso che non ha voluto farmi finire di scrivere.
    C'é un tempo per il dolore, poi passa. La paura, quella un pò, rimane per sempre.
    Per adesso penso solo che sia proprio una grande stronzata che non ci sia più e che hai tutto il diritto di essere estremamente incazzata!
    Un abbraccio cara.

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    1. Oh Licia, quanto hai ragione. E' tutto così ingiusto e assurdo, che l'incazzatura arriva inevitabile seppur mescolata a molto altro. Dolore, soprattutto.
      Ma proprio come dici tu, la sofferenza si attenua, indipendentemente da noi. Il tempo cura e io non voglio vivere versando lacrime che non riporteranno indietro il mio bambino.
      Sarei pronta a fare qualunque cosa, ma la beffa è che non esiste rimedio alla perdita di una vita. E' il primo limite umano.
      Se mai vorrai raccontarmi la tua storia, io la accoglierò con passione e attenzione.
      Ti stringo forte.

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  52. No, no, no .... Non doveva finire così.
    Mi dispiace tantissimo.
    Benedetta

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    1. Lo so, Benedetta. E' così innaturale ed ingiusto.
      Grazie per esserci sempre!!

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  53. ti mando un abbraccio, perché è solo questo che so fare.. :(

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    1. E' tutto quello che puoi fare ed è tantissimo!!
      Grazie Nina

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  54. Leggo e annego in questo tuo grido di dolore che nessuna dovrebbe mai vivere. Un dolore che sento tanto vicino. Ti vorrei solo abbracciare, come tante di noi e sussurrati che passerà, che andrà meglio, che un giorno farà meno male. Chiudere gli occhi e placare l' animo.
    Raffaella

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    1. Faccio come se l'abbraccio fosse vero e cerco di convincermi che andrà davvero così. Ogni giorno un pò meglio.
      Grazie di cuore Raffaella.

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  55. Eva, mi dispiace tanto..sono giorni che ho questa finestra aperta e non trovo le parole...ti penso forte.

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    1. Capita anche a me di farlo, di non trovare le parole... Queste sono perfette.
      Grazie carissima!!

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  56. Mi dispiace tanto... anche se ti conosco da 5 minuti...
    e mi permetto di mandarti un grande abbraccio...
    anzi due.
    Rossella

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  57. Oh Eva, mi dispiace. Anch'io ho finalmente potuto dire "sono incinta" (alla 3za ICSI), ma per me è finito tutto alla 5ta settimana... sono sicura che gli abbracci del tuo bellissimo N.E. allevieranno il dolore. :)

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    1. Dispiace anche a me Chiara, per entrambe. A volte penso che sarebbe stato meglio avere subito un negativo, altre volte penso che rivivrei tutto mille volte. Quelle settimane in cui senti la vita battere dentro, valgono la pena. Al di là del dolore, quello venuto dopo.
      Hai ragione, N.E. è la mia felicità. A lui devo il coraggio di andare avanti a testa alta, con un sorriso che accanto a lui diventa sincero e reale.
      Ti stringo forte!!

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  58. Cerco le parole giuste da giorni. Non le ho ancora trovate. Che dolore.

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    1. Allo stesso modo, da giorni, io cerco una ragione che non ho ancora trovato.
      Certe cose semplicemente non esistono.

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  59. Cara Eva...ho il cuore a pezzi per te...
    Io non ti racconterò della mia esperienza.
    Io da qui chiudo gli occhi e immagino di averti di fronte e poterti abbracciare.
    Il dolore è dolore.
    Ha i suoi modi, i suoi tempi, il suo momento.
    E ci attraversa finchè ci attraversa, punto.
    Passerà. Si.
    Qualcosa resterà. Si.
    Ma anche tu, con tutto quello che di meraviglioso SEI e HAI, resterai.
    Ti abbraccio, cara.
    ti voglio bene

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    1. Grazie per queste parole, per il conforto, per il coraggio.
      Hai pienamente ragione. Aspetto solo di riuscire a vedere la situazione da quello stesso punto di vista.
      Ti abbraccio.

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  60. Solo un abbraccio per voi...alessia

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  61. Eva... erano diversi giorni che non passavo qui, oggi sono finalmente tornata e no, non ci posso credere.... davvero, non ho parole... mi sembra un brutto sogno :-(
    Non ho letto tutti i commenti, ma come hai potuto leggere ci siamo passate in tante... poi chi in un modo chi in un altro, ne siamo venute fuori.... ma il dolore, la cicatrice, resta.

    Non so come stanno andando queste giornate.... io avevo dovuto fare il raschiamento (ottava settimana) e non era stato piacevole...

    Ti mando un abbraccio grande, non ci sono molte parole :-(

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    1. Vorrei tanto fosse solo un brutto sogno.
      Sì, siamo in tante ad aver provato questa esperienza terribile. Ho fatto ieri il raschiamento, è stato tremendo.
      Grazie Marica!!

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  62. Posso dire di avere la fortuna di dire: non ci sono passata, e non ho idea di cosa questa ragazza stia passando...
    dunque non ho consigli nè altro da offrire , ma mi spiace tanto per questo brutto e doloroso epilogo... :(
    ti auguro la convalescenza migliore possibile... all'anima soprattutto.
    abbracci
    Rossella

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  63. È una grande fortuna. Nessuna donna dovrebbe mai passarci.
    Grazie per il pensiero, Rossella!!

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