20

Madrid

sabato, novembre 23, 2013

Quattro giorni da turista.
Quattro giorni dedicati a me stessa.
Quattro giorni per conoscere una città e scoprirne la bellezza.
Una città tenuta, troppo a lungo, chiusa nel cassetto dei miei desideri.


Per me, Madrid, ha significato:

Un viaggio con due delle mie migliori amiche.


Un hostal al terzo piano senza ascensore, con connessione WiFi... nel corridoio!!
Due mamme alle prese con la tecnologia.


Colazioni ad alto contenuto calorico.

Jamón serrano y Pata negra.
Il prosciutto più buono che abbia mai mangiato. In assoluto!!

Tante calle, tutte da scoprire.   
Lo shopping sulla Gran Vía.
I quartieri Malasaña, Chueca, Salamanca, Lavapies.
Il Mercado de San Miguel, dove abbiamo degustato ostriche, gambas a la plancha [=gamberi alla piastra], spaghettini di pesce con gamberetti [non ricordo il nome!!] e l'immancabile prosciutto crudo. Il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di vino rosso. 


Plaza de Espana.


Plaza Mayor.
In particolare, la Casa de la Panaderia ed i suoi suggestivi affreschi, rappresentanti i segni zodiacali e le allegorie del tempo.



Puerta del Sol, l'orso e il corbezzolo.
Fotografato al volo, sotto la pioggia, pochi minuti prima di saltare sul taxi per l'aeroporto. Tanto per giustificare l'orrenda inquadratura!!


Parque del Retiro.
 


Palacio Real y Catedral de la Almudena. 


La stazione di Atocha.


Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía.
E l'immenso Dalì.
El gran masturbador.

La memoria de la mujer-niña.


Un quadro atteso da tempo. Desiderosa di vederlo da sempre, ho dovuto accettare di buon grado, la notizia che fosse temporaneamente assente.
Mi ricorda mia madre. Forse per una sua foto estiva che, come la sorella di Dalì in quest'opera, la ritrae da dietro. Mi sono dovuta accontentare di una piccola riproduzione, da regalare proprio a Lei.
Muchaca en la ventana.


Guernica, di Picasso.
Molto più di un quadro, per me.
Mio padre ne possedeva una riproduzione. Situata nella sala da pranzo, esattamente davanti alla sedia dove ero solita stare, i miei occhi lo hanno ammirato per anni, durante ogni pasto consumato insieme. Fino al giorno in cui ho dovuto dire addio a quella riproduzione, a quella casa. E a mio padre.  


Ancora Picasso, La mujer en azul
Mirò e il suo hombre com pipa, tra tanti.
E chi più ne ha, più ne metta.
Ho amato questo museo e più di tutto, mi sono ricordata quanto arricchisca visitarne uno. 

Museo del prado.


El Bosco [Hieronymus Bosch] e una scoperta meravigliosa: El jardín de las delicias.
Il paradiso e la creazione di Eva a sinistra, l'inferno a destra.
Il giardino delle delizie, al centro. L'umanità. I piaceri della vita, la lussuria, i peccati carnali. 
Un trittico che toglie il fiato. Ti rapisce, portandoti in una mondo enigmatico, quanto inquietante.



Adamo ed Eva, di Albrecht Dürer.


L'annunciazione di Fra Angelico, dove ancora una volta compaiono, se pur in secondo piano, i protagonisti del peccato originale, sopracitati.
Peccando anche io, in questo caso di egocentrismo, non ho potuto evitare di soffermarmi su rappresentazioni riguardanti la prima donna, della quale porto il nome.



Il Trionfo della Morte, Bruegel. 
Davide con la testa di Golia, Caravaggio.
Ed anche in questo caso, troppe opere, perché le si possano citare tutte.

Parte senza dubbio meno intellettuale, ma altrettanto culturale: gli aperitivi.
Tapas, tortillas, bocadillos, batatas bravas y sangria



Le cene a notte inoltrata e la notte inoltrata post cena!!

 

Erano giornate di sole, ad eccezione di poche gocce, giunte nell'ora dei saluti.
Era una vacanza nell'età adulta, con deliziose sfumature adolescenziali.
Erano momenti pieni di sorrisi e qualche battibecco tra femmine.
Era un tempo fatto di avventure e qualche disavvetura.
Era fine settembre ed è stato bellissimo.



"Sul muro di un locale di Madrid c'è un cartello che dice: È PROIBITO IL CANTO FLAMENCO. Sul muro dell'aeroporto di Rio de Janeiro c'è un cartello che dice: È PROIBITO GIOCARE CON I CARRELLI PORTAVALIGIE. Il che vuol dire che c'è ancora gente che canta e c'è ancora gente che gioca."
- Eduardo Galeano

ti potrebbero anche interessare

20 commenti

  1. Aaaaah, Madrid!! Ci vive la mia amica storica e sono stata diverse volte a trovarla...oltre ad essere il posto dove le mie amiche mi hanno portato per il mio addio al nubiltato, che bellissimi ricordi!! E Il girdino delle delizie è un quadro a cui sono molto legate, di cui possiedo un puzzle appeso nella mia camera a casa dei miei. Con questo post mi hai fatto ricordare e sognare, grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quante belle cose!!
      Felice di averti aiutata a rievolcarle :)

      Elimina
  2. aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    voglia di partire subito!!!!!

    RispondiElimina
  3. Che belle che siete....
    Devono essere stati 4 giorni meravigliosi che porterai sempre nel cuore.

    RispondiElimina
  4. Che meraviglia Madrid...colta e regale...bellissima a Natale un paio d'anni fa!
    Io nel Prado ci avrei messo le tende....
    Che bello vedere l'amicizia materializzata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni città andrebbe vista in stagioni differenti, per coglierne le sfumature.

      Elimina
  5. Belle voi, bella Madrid e bellissimo Museo del Prado.

    RispondiElimina
  6. Che belle che siete! Bellissime foto, m'hai fatto venire voglie di partire ora! :)

    RispondiElimina
  7. Figa Madrid, anche se la trovo un po'...rumorosa :D
    Bel viaggetto, e poi con le amiche di sempre dev'essere meraviglioso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ho pensata. Con te lì, sarebbe stato un viaggio un pò meno... turistico!! :)

      Elimina
  8. Uh che bello.
    Io avrei in programma di andarci a gennaio per un wkend.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, bella città :)
      Cerca di andarci... Ne vale davvero la pena!!

      Elimina
  9. Qualche settimana fa sono stata a Barcellona con un'amica . Dovrebbe essere un'istituzione il weekend con le amiche. Almeno 2 volte l'anno. Una favola :)

    RispondiElimina

Translate

I miei post via mail

Like us on Facebook