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Natale tropicale

martedì, dicembre 25, 2012

Un'ora ed è già Natale. In Italia è già il venticinque dicembre.

A me questo giorno è sempre piaciuto. Per tutta la vita ha significato un bel viaggio in auto con mamma e sorella fino a Roma. Mio marito si è aggiunto a questa meravigliosa abitudine negli ultimi anni.
Roma, la città di mia madre. Roma, la città dove vive la mia famiglia materna, l'unica che conti veramente per me.
Roma, la città che non ha bisogno di parole.
Sono innamorata di lei. Maestosa e imponente, piena zeppa di arte e vita.

[Fontana di Trevi - Piazza Navona 26.12.09]

Oggi è tutto diverso.
Stiamo per festeggiare il nostro terzo Natale sudamericano.
Ma senza famiglia, in spiaggia, con una temperatura di oltre trenta gradi, il costume, il rumore del mare e magari un piatto di pesce, questo giorno somiglia più ad un ferragosto.
E' innaturale, fasullo e poco credibile un Natale così.

Il primo anno non ce ne saremmo nemmeno accorti se le nostre famiglie non ci avessero contattato su Skype, per farci gli auguri. A stento eravamo consapevoli di essere a dicembre.
L'anno scorso, invece, me lo ricordo eccome.
Ricordo il giorno della vigilia, soprattutto. E' stato bellissimo.
Eravamo felici. Avevamo da poco innaugurato il nostro condominio e ancora i clienti non erano arrivati. Eravamo noi due soli, nel nostro paradiso.
La sera, al tramonto, abbiamo preso due calici e una bottiglia di vino. Siamo andati in piscina ed abbiamo atteso la notte. Abbiamo fatto un lungo bagno nudi, l'acqua era calda proprio come lo era stata quella giornata. Abbiamo bevuto con gusto, parlato tanto, progettato cose che poi sarebbero andate in maniera totalmente diversa, creato sogni che poi la vita avrebbe sconvolto.
Abbiamo riso. Ci siamo abbraciati, baciati e abbiamo fatto tutto quello che fanno gli innamorati.
Di quel giorno ricordo l'amore. Intenso, vivo e profondo.
E se poi, il giorno seguente, abbiamo festeggiato un Natale posticcio, senza parenti, coi piedi nella sabbia e un piatto a base di aragosta, poco importa.
Si ricordano le emozioni, più dei fatti. Si ricorda il come e con chi, più del dove.


Eravamo felici. E se possibile quest'anno lo siamo ancora di più.
Quest'anno festeggeremo in maniera ancora differente. Il nostro primo Natale in tre.
Una famiglia natalizia, di quelle mielose e stucchevoli.
Oggi abbiamo fatto il tipico shopping compulsivo dell'ultima ora. C'è un motivo se a Natale fa freddo, perché fare acquisti con quaranta gradi è una follia!!
Siamo tornati a casa cotti, stravolti e appiccicosi. Ma adesso ci sono un sacco di pacchetti pronti per essere scartati dal nostro bambino... non si sa mai, Babbo Natale potrebbe non arrivare in tempo, la strada è lunga fin qua!!
Abbiamo anche addobbato con palline, luci e festoni una palma, che non è un abete, ma che va bene lo stesso.
L'unica cosa che desidero è che il nostro domani sia un giorno speciale per nostro figlio, che sia unico e diverso da quello passato l'anno scorso, quando con un mese e pochi giorni di vita se ne stava in un lettino, da solo, senza nessun tipo di calore umano.

Adesso siamo qui, insieme, uniti, a festeggiare il nostro Natale tropicale, cantando da giorni canzoni di cui non conosciamo nemmeno le parole esatte... ma lui ride e non c'è niente che importi di più a questo mondo.


FELIZ NATAL!! 


"Il Natale in Australia è un errore gigantesco!"
[Markus Clarke]

...idem in Brasile!! :)

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4 commenti

  1. Ciao! Tantissimi auguri per il vostro primo Natale a tre! Non importa se c'è la neve, o l'abete, o i piatti tradizionali... Il Natale è nel vostro cuore! Auguri a tutti! p.s. Che foto bellissime! Eva

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    Risposte
    1. Grazie Eva!! Palme, caldo e saudade a parte, quest'anno il Natale lo abbiamo sentito e vissuto. Che non è poco :)
      Faccio tanti auguri anche a te e marito!!

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