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Udienza rimandata

giovedì, novembre 01, 2012


Che delusione, che dispiacere e che rabbia. Causa motivi personali del giudice, che non si è proprio presentato, la nostra udienza per l'adozione di N.E. del 18 ottobre, è stata rinviata. Abbiamo atteso inutilmente con ansia il suo arrivo per un'ora noi, la mia famiglia e i nostri amici brasileri in versione testimoni, per poi sapere, oltretutto, che la data in cui è stata rifissata è il 25 aprile 2013. Vi rendete conto? Oltre il danno, la beffa. Roba da pazzi. Tutto rimandato di sei mesi per i dannati motivi, più o meno validi, del giudice. Sei mesi di attesa e il sangue che mi pulsava nelle tempie come un martello, mentre me lo annunciavano con indifferenza e tranquillità.
E poi quando dico che non ne va una come deve andare, mica faccio tanto per dire!!
Che poi rimandata l'udienza, rimandata la trascrizione in Italia [altro capitolo infinito e complicatissimo da dover affrontare!!] e di conseguenza rimandato il tanto ambito viaggio vacanziero in Italia. Dio, sono un anno e quattro mesi che non metto piede nella mia nazione e mio figlio viene visto crescere tramite foto.
Vorrei urlare contro il cielo, vorrei che le cose avessero un senso ogni tanto, che avessero un filo conduttore, un inizio e una fine. Ma le mie volontà rimangono tali e poco risolvono, anche la mia determinazione arriva fino ad un certo punto, dopo non ho più potere.

Il nostro avvocato ha presentato una petizione in tribunale per anticipare la data, ridicola, che ci hanno assegnato e a noi non resta che attendere nuovamente ed incrociare le dita. Passata l'estate brasiliana, che è il periodo più bello qui oltre che quello di maggior lavoro, speriamo di poter rientrare nel nostro paese.
Chi è mamma può provare ad immaginare per un istante cosa vuol dire convivere quotidianamente col terrore che qualcosa possa andare storto, che qualcuno possa portarvi via il proprio figlio. Ecco, la sensazione di panico che state provando è la stessa che io provo ogni giorno.
E' una possibilità remota, per non dire impossibile. Ma esiste ed è devastante.
E' mio figlio e desidero sentirlo tale sotto ogni aspetto, incluso questo. Voglio che sui suoi documenti ci sia il suo nuovo nome, il cognome di suo padre e che siano i nostri, i nomi dei suoi genitori. Voglio smettere di pensare agli avvocati, agli assistenti sociali, alle leggi.
Voglio essere la sua mamma anche su un pezzo di carta.
E se per arrivare a questo dovrò aspettare, lottare e darmi da fare, sono pronta. Ma tu, fortuna, una volta tanto, vienici un pò incontro!!
Rimaniamo in attesa, nell'ormai familiare limbo. 

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