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Razzismo al contrario e Ignoranza

giovedì, settembre 20, 2012

Quando abbiamo deciso di adottare eravamo consapevoli che ci sarebbero stati eventi e occasioni spiacevoli. Sono purtroppo comuni eventi di razzismo quando il colore della pelle diverge da quello "comune".
E' ignoranza, cattiveria, superficialità, stupidità e una quantità interminabile di termini offensivi.
Ma è così. Succede. Anche se si cerca di evitarli, anche se si cerca di proteggere il proprio figlio con tutte le forze.
Nel nostro caso è diverso però. Sì, abbiamo gli occhi puntati addosso. Sì, i commenti sulla nostra famiglia si sprecano, ma non come accade nella maggior parte dei casi.
Nella nostra città siamo noi quelli diversi, non nostro figlio. Il color cioccolato della pelle del nostro bambino non ha niente di strano, la nostra invece sì. Siamo bianchi [molto bianchi!!], siamo europei, siamo gringos e abbiamo un figlio di colore. Un brasiliano in Brasile, niente di strano. Con dei genitori evidentemente stranieri ed è questo a far sgranare gli occhi della gente.
Non ho mai sentito parole, sono bastati gli sguardi, i commenti sottovoce.
Non che la cosa mi crei problemi, non che ci siano state situazioni spiacevoli, ma siamo diversi, strani e so che in futuro dovremo avere la forza e la giusta indifferenza per affrontare eventuali difficoltà.
"Che cosa bella avete fatto!!" è quello che la gente dice in faccia, invece. Commento che odio e al quale rispondo dicendo che è Lui ad aver fatto e a fare ogni giorno qualcosa di meraviglioso per noi.
Dico questo perché è vero, ma purtroppo non posso ribattere su tutto, non posso cucire la bocca agli ignoranti e non posso eliminare il pensiero negativo delle persone stupide.
Quello che posso fare è cercare di limitare le ferite al mio bambino, curarle quando non posso evitarle, stargli vicino e amarlo con forza, con tutta me stessa e questo, mi riesce piuttosto bene!!


Qualche settimana fa il primo episodio di Ignoranza e lì mi sono resa conto di che persone ridicole esistono al mondo.

Eravamo ad un churrasco (=bbq brasiliano). Io, mio marito, N.E., amici e amici di amici. Un giorno intero tra sole, piscina e ottima carne, un giorno di relax dove tutto girava intorno a nostro figlio.
Premetto che N.E. è un bambino buono e non ha problemi a stare in collo a nessuno. Per la prima volta un uomo, lo zio di una mia amica, è riuscito a farlo piangere. Senza fare niente in particolare, è bastata la sua vicinanza per turbare l'umore del mio nanetto che di fronte a lui ha pianto tutte le sue lacrime.
Sul tardi quello stesso zio, dal nulla, se ne esce con una domanda rivolta a mio marito:
"Ma voi avete figli?"
Silenzio.
Mio marito risponde con tranquillità: "Sì, N.E.!!"
"No, intendo figli veri!!"
Silenzio.
Sempre mio marito: "Sì, N.E."
"... vabbè, voglio dire figli vostri!!"
Silenzio.
Mio marito, questa volta con forzata tranquillità: "Se intendi figli biologici no, ancora no!!"
"Ahhhh, ecco. Vedrete cosa vuol dire avere figli quando ne avrete!!"
"Ma noi abbiamo già un figlio!!"
"Ma un figlio VERO è tutta un'altra cosa, è un'emozione unica!!"
"Perché tu hai anche un figlio adottivo per poter parlare così così?"
"No, però ho un nipote che è cresciuto con noi... gli voglio bene, ma non è mio figlio!!"
"Ma N.E. non è mio nipote, è mio figlio!! Eviti di fare questi discorsi con me." [con tono alterato!!]
Silenzio.
Silenzio.
Silenzio.
"Ma..."
E a questo punto io mi giro, guardo mio marito con sguardo di comprensione, guardo quell'uomo con disgusto e le parole mi escono così:
"Signore, sappia che non fa alcuna differenza se mio figlio esce dal mio utero o dal mio cuore!!" E mentre lo dico tocco prima la mia pancia e poi lascio la mia mano sul cuore.
Punto.
E me ne vado dando le spalle a quell'essere disgustoso. Amareggiata, arrabbiata, delusa, schifata.

Questo vicenda parla da sola.
Ho provato vergogna e rabbia per quell'uomo triste e un senso immenso di protezione verso il mio bambino, per tutto la merda che dovrà affrontare nella sua vita.
Anche se avrà sempre me al suo fianco.
E sorrido al pensiero di come lui, col suo pianto iniziale, avesse già capito che razza di deficiente avesse davanti. Non c'è niente da fare, l'istinto di un bambino non sbaglia mai.

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