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Saudades

venerdì, luglio 06, 2012


"Ogni padre dovrebbe rivestire la vita reale del proprio figlio con pezzi di favola. Il mio l’ha fatto. Inconsciamente credo. Una favola incredibile, spesso oscura.
Lui era il lato assurdo della mia quotidianità. Era l’alternativa, la chance. Era il pericolo senza rischio. Era la follia con la testa sulle spalle. Era l’uomo -sbagliato- della mia vita. Era il dannato che dice cose giuste. Era il problema che risolve i miei guai. Era l’unico modo in cui un uomo dovrebbe amare una donna. Era il mio improbabile destino. “L’amore della mia vita”.

Era facile, insieme a lui. Dopo è stata solo vita. Vita vera. Vita dura.
Ho smesso di essere una bambina. Dopo. 
“Sei uguale a tuo padre”. Sì, lo so. E mentre me lo ripetono, sorrido. Dentro.

Ho amato questo film. Senza obiettività."

Ho scritto questo post più di anno fa e oggi non sono riuscita trovare parole più precise di queste per raccontare di lui.

E' il suo compleanno e sarebbe il primo da festeggiare in veste di nonno. Diceva, scherzando, che suo nipote lo avrebbe dovuto chiamare per nome, non si vedeva come nonno e non so se si sia mai visto come padre. Ma lo è stato, a modo suo lo è stato. E mi chiedo cosa pensi adesso delle mie scelte, di questa vita diversa e colorata che continuo a scegliere e ad amare
Se solo fosse qui, oggi più che mai.


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2 commenti

  1. Cara Eva, in un momento di pausa "sfogliando" il tuo bellissimo blog, uno dei tags ha inevitabilmente catturato la mia attenzione: babbo gino.
    Non ci posso credere... tra le tante coincidenze che mi legano a te, c'è anche questa.
    Gino è anche il nome del mio papà. Ma proprio Gino... che non è un diminutivo di qualche altro nome... Gino all'anagrafe!
    Anche io, quando il mio papà ha iniziato a salire la sua "stairway to heaven", diciamo così... io mi trovavo lontano e quello di rientro fu il viaggio più brutto della mia vita, naturalmente.
    Anche per me, dopo, è stata vita vera. Vita dura.

    Anche io sorrido quando mi dicono che sono uguale a lui.

    Ti abbraccio forte bellissima Eva.

    Nausica

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    Risposte
    1. Non ci posso credere... anche nel caso del mio babbo, Gino non è un diminutivo!! È sorprendente Nausica quanti aspetti della vita condividiamo io e te, non ho mai trovato nessuno che avesse vissuto un'esperienza così vicina alla mia.

      Sai, il 6 luglio è stato il suo compleanno ed io me lo sono dimenticata fino al giorno seguente. Mi sono vergognata e non ho capito come questo possa essere accaduto. Ma così è stato e me ne sono vergognata.
      Sono passati dieci anni e ogni giorno che passa, mi sembra di perdere un pezzo di lui.

      Ti abbraccio forte anche io, con la speranza che un giorno questo abbraccio diventi reale.

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