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The place we live

lunedì, marzo 12, 2012


Una domenica di marzo, che potrebbe anche essere di giugno, di ottobre o di gennaio. Niente cambierebbe nella scena dietro a noi. Niente cambia quando si vive in un paese dove l'estate dura tutto l'anno, dove le stagioni sono segnate sulla carta più che sul paesaggio.
Ogni giorno, uscendo di casa, questo spettacolo mi ricorda che sono viva, nel senso più completo del termine. Poi la sensazione di pace, di cui ancora non conosco le parole per raccontare. Poi ancora la felicità, perchè "Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice".
Questo spettacolo è in grado di ripagarti di tutte le brutture della realtà. E' così che il mondo ti sbatte in faccia le proprie meraviglie e ogni giorno ti sveglia col suo urlo senza voce.

Da casa nostra si sente il mare. Il suo odore invade ogni stanza. Il nostro silenzio è diventato il suono delle onde. Il sale, il sapore della nostra storia.
Mare amato per aver sempre fatto parte di me. Mare odiato per tenermi divisa dalle mie radici.
Mare senza fermezza, senza fissa dimora, senza passato o futuro. Mare che ha sempre un ricordo da regalarmi e una storia da raccontare. Mare che cicatrizza le mie ferite. Mare che chiamo mio, pur appartenendo solo a se stesso.
Oggi abbiamo camminato a lungo. Da un lato sabbia dorata e palme, dall´altro l´oceano, sopra un immenso cielo terso. Dentro la confusione che viviamo, fuori milioni di parole che ci uniscono. Parole rimaste in sospeso il tempo di comprenderle, per poi affogare nell´acqua. Parole che parlano di futuro. Di un domani bizzarro, quanto eccitante.
Sono ancora lí le nostre parole, custodite nell´unico posto possibile. L´oceano mare.

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